L’Agropoli circa cinque settimane fa ha cambiato la guida tecnica ingaggiano Mister Gigi Sorianiello, al quale la società ha chiesto di salvare la squadra. Arriva quando la posizione in classifica era già compromessa, alla sua seconda uscita finita con un importantissimo pareggio contro il Trastevere, Sorianiello disse che si doveva lavorare molto sulla mentalità. Ebbene, nonostante risultati non siano propriamente positivi, la squadra prova a rispondere presente.
Nelle partita con Sorianiello alla guida della squadra le statistiche parlano di due pareggi e cinque sconfitte, sconfitte arrivate contro Gravina, in zona play-off partita per vincere il campionato, Potenza, in lotta per la salvezza, San Severo, dopo una rimonta. Proprio quest’ultima è stata la partita che ha portato alle accuse.
Al triplice fischio infatti l’Agropoli è uscito dal campo con un risultato pesante 6 a 3, maturato tra il primo ed il secondo tempo. Dopo il doppio svantaggio, i delfini avevano avuto la forza di rimontare, ma il terzo gol ha decretato la fine della partita. Da l√¨ è arrivata la goleada dei pugliese e anche il tentativo di riaprire il match.
Per avere una reale visione della gara la nostra redazione ha chiesto un commento della partita al tecnico dei delfini, Gigi Sorianiello, che senza cercare alibi mette le carte in tavola: “Abbiamo dei limiti e sono palesi, l’Agropoli è una squadra giovanissima, la più giovane del campionato ed è andato ad affrontare una squadra composta da giocatori di livello e di esperienza. So che che sia a livello mentale che tecnico ci sono dei limiti e nonostante ci si provi non è possibile annullare i valori tecnici di una squadra come il San Severo. Non voglio cercare alibi, ma non si può analizzare una partita solo dal risultato finale, ma bisogna guardare la dinamica. La squadra era sotto di due gol, arrivati per errori ingenui nostri, e ha avuto la forza di rimontare il doppio svantaggio. Ma appena abbiamo segnato, sulla scia dell’entusiasmo e con la voglia di vincere la partita è arrivato il terzo gol. Anche questa una nostra ingenuità, che ha tagliato le gambe a tutti ma anche la testa. Da l√¨ il risultato è dilagato. Più che fare i cambi non potevo fare, avrei dovuto stoppare la partita e lavorare sulla situazione psicologica della squadra per riuscire a farli reagire. Sono umani e sono giovani è ovvio che dopo tre errori la squadra poi faccia fatica a rispondere, eppure ci abbiamo provato segnando il terzo gol” Riguardo a delle possibili dimissioni risponde: “Ho sentito la società un sacco di volte tra ieri e oggi e nessuno mi ha chiesto niente. Sono stato chiamato per salvare la squadra in dodici giornate e non in cinque. Se però la società dovesse chiedermele sono a disposizione. Non devo rimanere per forza, ma deve chiedermelo la società. Se mi renderò conto di essere io il problema dell’Agropoli o se me lo farà notare qualcun’altro che da esterno magari nota qualcosa che io non riesco a notare mi farà da parte. Ma una cosa sia chiara, io la nave in mezzo alle onde non la lascio. Mollare è da vigliacchi e io non lo sono.“.
Ricordiamo che Sorianiello è stato chiamato dalla società a metà febbraio quando la posizione dell’Agropoli non era sicura e tranquilla. Inoltre come lo stesso tecnico ci aveva delucidato in una nostra precedente intervista, la situazione non era particolarmente stabile. Infatti dopo circa sei mesi di mercato, tra gli arrivi e gli addii con gli svincolati e la breve parentesi di dicembre nella finestra di mercato ufficiale, nell’Agropoli solo a poche settimane si stanno creando le basi per mettere su una sinergia tale da dare la sicurezza che una squadra richiede.
Arrivato, il tecnico, come il presupposto di dover fare un miracolo sportivo è riuscito a dare grinta ad una squadra composta da giovani giocatori che hanno bisogno di tempo per racimolare esperienza e furbizia che a volte consentono di portare a casa il risultato. I pareggi contro Trastevere e Manfredonia, rispettivamente capolista da inizio stagione e squadra in zona tranquilla ma che non ha conquistato la matematica salvezza, ne sono la dimostrazione.
Cristina Mariano




