Un anno l’Herculaneum fece la storia. Una cavalcata lunga 29 risultati, interrotti solo dalla parentesi Portici a campionato ormai conquistato. A sole tre giornate dal termine del campionato, ma con il titolo in tasca da cinque giornate, i granata di Gigi Squillante sono caduti contro gli azzurri.
Una squadra alla ricerca del record. Come abbiamo anticipato, l’Herculaneum a fine campionato raccolse 77 punti, ben 15 di distacco dalla seconda della classe, la Nuova Boys Caivanese. Ad onor di statistiche si parla di 24 vittorie, 5 pareggi e 1 sconfitta: “Io venivo gia da un campionato vinto 2 anni prima e dalle semifinali playoff dell’anno precedente in eccellenza, l’anno scorso era l’anno buono per riportare i colori granata in D -ci racconta uno dei protagonisti della storica vittoria granata, Mimmo Orefice– Ci credevamo tutti fin da subito, la società costru√¨ una grandissima squadra e noi tutti eravamo determinati e convinti di vincere, è stato un grandissimo anno, una cavalcata spettacolare, un gruppo formato da grandi uomini e da grandissimi giocatori, io ci tenevo particolarmente a vincere ad Ercolano perch√© ormai ero diventato un figlio di questa splendida città, poi il pubblico è stato unico, sempre ad incoraggiarci e a spingerci, era il dodicesimo uomo in campo, ricordare quei momenti mette i brividi e un pizzico di malinconia. Tiferò sempre Ercolano a vita!”
La matematica vittoria è arrivata il 19 marzo, quando i granata attendevano nel proprio stadio il Savoia: “Siamo arrivati alla partita consapevoli di essere i più forti! Volevamo festeggiare in casa, davanti al nostro grande pubblico, era il giorno dei giorni e non potevamo sbagliare! Ma non c’era il loro pubblico, un arma in più per noi”
Vincere aiuta a vincere e l’avventura dell’Herculaneum non fa che confermare questo detto. Il Savoia però era una squadra partita per vincere, e quello il momento cruciale della stagione ercolanese, vincere e portare a casa la vittoria e la promozione: “Eravamo un gruppo esperto, non c’era bisogno di caricarci, bastava guardarci negli occhi. Siamo stati una macchina perfetta, non temevamo nessuno -sottolinea Orefice- Paura del Savoia? Come dice un famosissimo motto: Paura di nessuno, rispetto per tutti! All’andata vincemmo 0-4″.
Alla guida della squadra, come anticipato c’era mister Gigi Squillante: “Era un pazzo scatenato, non lasciava mai niente al caso, ci teneva a vincere sempre e contro tutti, non mollava mai, il suo unico assillo era la vittoria! Negli allenamenti ci spronava al massimo e già dal marted√¨ si pensava alla partita di domenica, un maniaco della vittoria!”
A campionato ormai conquistato è arrivata poi la sconfitta contro il Portici, la squadra ormai con la testa in vacanza e gli allenamenti più leggeri: “√à vero, a campionato vinto non avevamo più tanti stimoli, l’obbiettivo era stato raggiunto ormai…√à il nostro unico rammarico, puntavamo al record ma ci siamo fatti distrarre a 2 partite dalla fine, abbiamo calato la tensione dopo aver vinto matematicamente, ma quella sconfitta è l’unico rammarico di un’annata perfetta”.
E sentita la fonte dal campo è tempo di sentire anche quella degli alti vertici. Infatti a ricordare quel giorno c’è anche il direttore Sportivo granata Marco Mignano: “Quella dell’anno scorso è stata un’annata molto particolare. Ogni volta che andavano in campo i ragazzi mi divertivo e vivevo della grandissime emozioni. La squadra era stata costruita per vincere e infatti, come dimostrano i numeri, l’Herculaneum della scorsa stagione è storico. Era dal ’99 che non si vedeva una cavalcata da record come quella fatta dai nostri ragazzi. Loro riuscivano ad andare in campo ed ottenere sempre il massimo e a portare a casa la vittoria. Ci mettevano la testa ed il cuore. Era una squadra davvero forte per quel girone. Paura? No mai, ero consapevole di quello che avevamo creato. Ero straconvinto che saremmo stati protagonisti”.
Ripetiamo, la partita con il Savoia è stata la sfida che ha decretato il campionane del girone A: “Quella partita l’ho vissuta con maggiore emozione, soprattutto grazie alla cornice di pubblico. Il Solaro contava circa 1500 persone, ma non ho mai dubitato neanche un secondo di quella squadra”.
Una parentesi sull’unica partita persa dalla formazione granata: “Quella con il Portici credo che debba essere considerata la partita in cui dovremmo fare mea culpa. Volevamo mantenerci imbattuti ma siamo andati n campo con un piglio diverso, anche perchè erano diverse giornate che ormai il campionato era nostro e non c’era lo stesso stimolo di prima”.
Una considerazione a parte viene fatta per un degli artefici di questa cavalcata, mister Gigi Squillante: “A lui va un grande merito. Con lui abbiamo costruito una grande squadra, dava sempre la motivazione giusta, trasformava gli eventi a suo favore, vuole sempre essere protagonista nei campionati e grazie a questo e al suo staff siamo riusciti in questa impresa storica. La sua guida è stata molto importante, cos√¨ come quella del suo staff, ma anche la spinta della piazza che ci ha sempre seguiti ovunque”.
Una chiosa finale: “Sono dei ricordi bellissimi, credo che per molti anni questa cavalcata e quell’Herculaneum verrà ricordato. Abbiamo dominato il campionato sotto tutti i punti di vista, dalle vittorie, ai gol fatti e subiti”.
L’ultimo intervento è proprio quello di Gigi Squillante che replica a quanto detto da Mignano: “Credo che sia una vittoria di tutti e soprattutto della società Senza una società seria e solida non si vince niente. Sono arrivato a Ercolano con la consapevolezza che avrei trovato delle persone competenti e serie. La mia vittoria più grande è stata comunque quella di riuscire a gestire uno spogliatoio come quello che avevo, caldo e composto da giocatori di lusso per quella categoria. Come ho detto c’era uno spogliatoio caldo e l√¨ c’è stata la bravura di Mignano nell’aiutarmi a gestire tutto. Ho creato una vera e propria concorrenza. Avevo 18 titolari e nessuno voleva lasciare il posto ad un altro. Questo aspetto è molto importante. Da chi non giocava pretendevo sempre tantissimo, per spronare i compagni che scendevano in campo, ma anche per dare il massimo. Il segreto di questa stagione record è stata la simbiosi tra società, staff e giocatori”.
Cristina Mariano




