Napoli-Dinamo Kiev. Sfida cruciale in Champions: le probabili formazioni

Torna la coppa dalle grandi orecchie, torna la Champions League. Match cruciale per il Napoli che proverà a consolidare il primato nel girone B e chiudere il discorso qualificazione, scendendo sul terreno di gioco dello stadio “San Paolo” contro gli ucraini della Dinamo Kiev. Potrebbe non bastare la vittoria per qualificarsi agli ottavi di finale con un turno di anticipo, tutto dipende dalla partita Besiktas-Benfica, un successo dei lusitano potrebbe spedire direttamente al turno successivo gli uomini di Sarri, una volta superata la squadra allenata da Rebrov. Gli ucraini non hanno un ottimo feeling con le squadre italiane in Champions League, appena due vittorie su ventuno partite, entrambe contro la Roma nell’edizione 2004/05. Però proveranno a dire la loro nel tentativo di accedere quantomeno all’Europa League.

Per questo il tecnico dei partenopei non opererà un forte turnover, pochi dubbi relativi a chi mandare in campo domani sera, gli unici ballottaggi sono: Albiol-Maksimovic, Zielinki-Allan e Mertens-Gabbiadini. Vista l’ultima uscita potrebbero scendere in campo Albiol, Zielinski e Gabbiadini, anche se le condizioni del difensore spagnolo restano sempre sotto osservazione, mentre Gabbiadini è più fresco e riposato, quindi Mertens potrà essere d’aiuto a gara in corso. Il polacco Zielinski resta favorito su Allan, visto che quest’ultimo ha disputato la recente gara con l’Udinese e quindi potrebbe accomodarsi in panchina.

Le probabili formazioni

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol (o Maksimovic), Koulibaly, Ghoulam; Zielinski (o Allan), Diawara, Hamsik; Callejon, Gabbiadini (o Mertens), Insigne. All.: Sarri.

Dinamo Kiev (4-2-3-1): Rudko; Morozyuk, Vida, Khacheridi, Makarenko; Sydorchuk, Rybalka; Yarmolenko, Garmash, Tsygankov; Moraes. All.: Rebrov.

A dirigere la gara ci sarà l’arbitro rumeno Hategan, al suo fianco gli assistenti Sovre e Gheorghe. Gli addizionali saranno Colescu e Petrescu, mentre il quarto uomo sarà Ghinculeac.

A cura di Gianfranco Collaro