Siamo a luned√¨ 24 febbraio e il Napoli si appresta a salire le scale degli spogliatoi per giocare contro il Genoa. Come di consueto, prima dell’arrivo delle squadre sul campo vengono esposti degli striscioni in onore e in memoria di qualcuno, com’è successo qualche settimana fa nella curva laziale in sostegno di Chiara Insidioso in coma al San Camillo di Roma. In questa occasione lo striscione apparso in Curva A commemorativo era rivolto a Foffy, Francesco Sorianiello, ed è subito bufera.

Francesco Sorianiello era un ragazzo di 24 anni morto l’anno scorso per un attentato camorristico mentre era dal barbiere. Sorianiello era affiliato alla cosca dei Grimaldi e anche il padre, ora detenuto, era un affiliato alla malavita campana. cos√¨ come il padre.

Tramite social sono arrivati i commenti di sdegno verso questa scelta, sia da parte di tifosi semplici, sia da parte di alcuni membri di gruppi organizzati: Adesso ci mettiamo a commemorare i camorristi. L’episdio fa tornare in auge l’interrogativo sull’esstenza o meno di un legame tra gli ultras, o una parte di essi, e gli affiiati a cosche malavitose.

Il disappunto della tifoseria è arrivato sui vari gruppi di Facebook anche con l’invito agli autori dello striscione di lasciare lo stadio e il posto ad una tifoseria, a detta loro, più pulita in modo da riacquistare prestigio e rispetto in altre parti di Italia e d’Europa, dove molto spesso essere napoletano è ingiusto e gratuito sinonimo di camorrista e/o criminale.

Cristina Mariano