Fiorentina-Napoli. Se il Premier ragiona da capo ultras, spegnete questo calcio!

Sono trascorse ormai ventiquattr’ore, poco più o poco meno, in cui il termine ricorrente per definire quanto accaduto ieri prima, durante e dopo la gara dell’Olimpico è uno solo: VERGOGNA!
Tutti i tifosi veri del calcio, non solo gli azzurri e i viola presenti allo stadio, ma chiunque fosse davanti alla tv o nell’impianto ne sono usciti sconvolti, per una gara che ha lasciato l’amaro in bocca di un calcio che ha perso sempre più il senso di sport.
Si puntano i riflettori sul capo ultras che avrebbe “concesso” la disputa della finale, oppure sul rivale “giallorosso” che ha sparato ai tifosi del Napoli in uno scontro che nulla aveva a che vedere con le tifoserie organizzate, ma frutto di un singolo deviato da una cultura di odio e non di confronto. In Italia non si tifa per la propria squadra, anzitutto si odiano le altre!
I tifosi “normali” non esistono, quelli che pretendono il rispetto non solo per la propria passione, ma anche per i sacrifici fatti per assistere ad una gara che doveva essere storica, rimarrà indelebile per i supporter azzurri e non per le emozioni di un trofeo conquistato.
Oggi tutti a ribadire l’assenza di una “trattativa”, nessuno conosce i capi ultras che si agitano ad ogni gara sulle balaustre delle curve con maggior potere di un Presidente del Consiglio in tribuna d’onore. Allora non servono i progetti di mega stadi con centri commerciali, aree verdi, parcheggi e maxi schermi, inutile dannarsi nel sostegno di progetti da centinaia di milioni di euro se a pagare è sempre e soltanto la passione.
Un costo fatto di animo e portafogli, perch√© tali eventi ricadono anche sull’economia di un paese allo sbando, che settimanalmente deve smuovere un esercito di forze dell’ordine e addetti ai lavori al fine di permettere la disputa di un campionato, un torneo sempre meno ammirato all’estero e sempre più snobbato anche dai veri appassionati di quella palla rotolante. Sempre più coloro che restano in poltrona a seguire le gesta di Bayern Monaco o Real Madrid, di Chelsea o PSG, perch√© se si è costretti a guardare il calcio in TV allora tanto vale scegliersi gli eroi migliori. A cui poi riversare soldi in pay per view e gadget commerciali, dedicando loro anche qualche weekend della propria annata, per portare oltre confine ulteriori fiumi di denaro in quell’indotto sport che non sappiamo n√© gestire n√© sfruttare.
In tempi di social network l’anarchia prende sempre più piede, c’è chi chiuderebbe gli stadi a tempo indeterminato, chi vorrebbe pene esemplari, chi odia il sistema a prescindere. Ci sono le cabine elettorali per esprimere il proprio dissenso, quelle che in questa Nazione funzionano al contrario, dove voti qualcuno e governa un altro, ad ogni modo spetta al Premier dare una risposta forte e decisa, che tuteli i cittadini di questo Paese senza distinzione di tessera di partito o del tifoso che sia, non può ragionare da ultras.
Quella di ieri non era la finale del trofeo tricolore, ad essere assente era lo Stato, quello con la “S” maiuscola, c’era piuttosto uno stato di cose fuori logo, hai voglia a dire che “il calcio è di chi lo ama”, perciò non chiamatela Coppa Italia, ma col suo vero nome…Tim Cup!

 

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