C. Frattese. Semaforo rosso per Spilabotte, D’Errico: “Faremo ricorso, sanzione ingiusta”

Nel pomeriggio di ieri sono state diramate le sentenze del Giudice Sportivo per le categorie appartenenti al CR Campania.

Sotto la lente di ingrandimento, la squalifica per Fortunato Spilabotte. Ben otto mesi, fino, precisamente, al 14 ottobre 2018, per, a detta del direttore di gara “Con comportamento sleale, scorretto, antisportivo e violento, dopo il fischio di fine gara si avvicinava al ddg e gli sferrava un colpo colpendolo al braccio e nel contempo profferiva frasi irriguardose nei confronti dello stesso”.

Nella scorsa giornata il Casalnuovo Frattese del Presidente Rocco D’Errico ha giocato allo Stadio Conte contro la Puteolana 1902. Al termine della gara tra le due formazione, in cui si decretava la sconfitta dei nerostellati, l’arbitro è stato accerchiato dalla squadra, non contenta, probabilmente, del risultato finale del match.

Per chiarire meglio la situazione la nostra redazione ha contattato proprio il numero uno dei nerostellati che in esclusiva ha parlato dell’episodio e ha annunciato le decisioni della dirigenza: “Rispetto il Giudice Sportivo, ma ritengo questa sanzione ingiusta. Non posso mettere la mano sul fuoco su quello che Silabotte abbia detto al direttore di gara, ma sono testimone del fatto che non c’è stato un atteggiamento aggressivo, nè tanto meno, calcio, pugni o colpi di alcun genere. Il giocatore si è avvicinato come gli altri, al direttore di gara, ma non c’è stato alcun atteggiamento violenza. Ero al Conte e ho assistito alla scena. Ci sono anche le riprese delle telecamere a dimostrazione di quello che sto dicendo. Io da Presidente e da padre di famiglia, per tutelare il ragazzo e la società faremo ricorso. Affideremo la documentazione e la pratica all’avvocato Edoardo Chiacchio. Vedremo se riusciremo ad avere uno sconto di pena. So quello che c’è sul comunicato stampa, ma non rappresenta la verità, su questo sono sicuro. Ripeto, però, che stando a cento metri non posso dire nulla riguardo le parole pronunciate. otto mesi di squalifica significa danneggiare sia il giocatore, che per noi è una pedina fondamentale, che dovrà restare fuori per la fine del campionato e per l’inizio della prossima, sia per la società. Una squalifica del genere sarebbe sinonimo di aver quasi ammazzato un arbitro, ma ripeto non ci sono stati atti di violenza”.

Riguardo proprio i video. La società farà ricorso ma a parte le testimonianze avrà poco con cui difendere il proprio calciatore. Nonostante la presenza di varie telecamere da regolamento non è prevista la possibilità di difesa con la prova televisiva: “S√¨ appunto. Non potremo fare affidamento a questo mezzo, quindi sarà la parola di uno contro la parola dell’altro. Sicuramente per il calciatore la stagione è finita, vedremo cosa riusciremo a recuperare. Di sicuro posso dire che in caso di comportamento scorretto da parte del nostro attaccante sarei stato il primo a riprenderlo e a punirlo. Ma cos√¨ non è stato”.

Cristina Mariano