X-Ray, quello che non sai su…Raffaele Gragnaniello

Nella terza puntata di X-Ray abbiamo raggiunto telefonicamente Raffaele Gragnaniello. Portiere cresciuto nel settore giovanile del Napoli, squadra con la quale ha esordito tra i professionisti nel 2003 a Messina. Tra le altre ha giocato anche con Avellino, Casertana, Melfi, Savoia senza dimenticare l’esperienza ultima di Nola.

Quando nasce l’amore per il calcio e per il ruolo del portiere?

“Nasce a 6 anni, avevo mio padre che era un grande appassionato di calcio e lui mi iscrisse ad una scuola calcio dove c’erano tutti i miei amici. Inizialmente non ero bravo, anzi e tra le altre cose non giocavo nemmeno in porta. Poi ad un torneo urgeva un portiere e la scelta cadde su di me, poi da lì non sono più uscito dai pali.”

Il ricordo più grande della tua esperienza al Napoli?

“Io ho sempre visto il Napoli in tv, al bar o allo stadio ma sempre con la mia famiglia. Quindi già essere lí nel settore giovanile era per me motivo di orgoglio. I ricordi più grandi di quella esperienza sono la firma del contratto da pro a 18 anni, quando ero un ragazzino che lavorava oltre al calcio, che facevo per hobby. E poi sicuramente l’esordio tra i pro, a Messina con la maglia del Napoli, un emozione grandissima. ”

I momenti più emozionanti della tua carriera?

” Come già detto l’esordio a Messina, in quei momenti pensavo solo a mio padre e a tutti i sacrifici che lui ha fatto per me. Poi un’altra grande emozione è quella legata alla vittoria del campionato di C1 ad Avellino. Venivo dal Napoli, dovevo cominciare da capo e vincere il campionato lì fú davvero emozionante. E per ultima,il mio ritorno al calcio giocato, dopo un anno e mezzo di stop per un brutto infortunio. Andai a Torre Annunziata, dovevo fare da chioccia e poi mi ritrovai ad iniziare invece la mia seconda fase di carriera.”

I momenti più brutti invece?

” Ne ho davvero pochissimi. Solo uno, il derby perso 6-0 contro il Benevento, quando ero a Caserta. Furono i 90 minuti più lunghi della mia carriera, quella partita è una macchia sulla mia carriera e sulla mia esperienza a Caserta che è stata invece davvero magnifica.”

L’emozione più grande che la vita ti ha dato fuori dal mondo del calcio?

” Ma senza dubbio i miei figli. Una grande gioia ed emozione diventare papà e iniziare a prendere delle decisioni davvero importanti oltre al crescere come uomo.”

Il tuo portiere modello e il tuo successore?

“Sono cresciuto sotto l’ala protettiva di due grandi portieri come Pino Taglialatela e Di Fusco, ho sempre guardato loro per cercare di rubare segreti professionali da loro che sono stati per me fondamentali per la mia crescita, anche e soprattutto a livello umano. Un nuovo Gragnaniello oggi farebbe fatica nel calcio, si tende a scegliere portieri di stazza e di fisico bene formato quindi non riesco a trovare ad oggi un mio “seguace”. ”

La parata più bella della tua carriera?

“Purtroppo sono fermo altrimenti ti direi quella che non ancora ho effettuato. Però ricordo con grande piacere il rigore parato a Latina, quando ero al Giugliano. Fú una parata che mi diede tanto, portai la mia squadra ai playoff e il Napoli mi prolungo il contratto al mio ritorno dal prestito. ”

Cosa ti senti di dire ai giovani portieri che si affacciano al mondo del calcio che conta?

” Di lavorare, tanto lavoro e sudore. Ti dirò, Raffaele Gragnaniello è arrivato perché ha trovato un ambiente, quello di Napoli, dove lavoravo tantissimo. In 20 anni di carriera ho lavorato tanto sulla mia testa, perché altrimenti io non sarei mai arrivato dove sono arrivato. ”

Un anno lontano dai campi, ti senti ancora calciatore o più un ex?

” Ma io dopo Nola ho ricevuto tante chiamate, l’ultima un mese fà. Però non sono piazze che mi hanno colpito anche perché ormai sono entrato in un’altra ottica, ormai l’età avanza e chiaramente intraprendere un percorso sapendo che hai una ” scadenza” è anche controproducente. Fa male dirlo, anche perché mi sento meglio ora che quando giocavo in B. Mi alleno ancora con passione e non mi sento un ex, però le statistiche dicono questo!.”