Villaricca Femminile. Francesca Pettinati si presenta: “Qui per vincere e portare in alto questi colori”

Il Villaricca Femminile continua la sua costruzione della rosa attorno ai desideri e i bisogni di Gennaro De Francesco, accompagnato in questa stagione da Armando Paolucci, nuovo responsabile del settore in rosa.

Nelle scorse settimane tra le fila delle giallorosse è arrivata Francesca Pettinati, calciatrice esperta dal curriculum da invidia. Arrivata tra le fila del Villaricca proprio in questa stagione assieme alle compagne Avolio e Avvisato, Francesca Pettinati ha militato nelle ultime tre stagioni nel Prater Club, dal 2017 come capitano.

La calciatrice ha bazzicato tra il calcio a 5 e il calcio a 11 solcando campi e parquet di campionati professionisti di futsal come nel Plavan Robbio che ha partecipato nel campionato di Serie A2, il Carpisa Napoli, in Serie B di calcio a 11. Trofei, soddisfazione ed esperienza per la Pettinati che si è soffermata ai nostri microfoni per presentarsi ai nuovi tifosi.

Cosa ti ha portato al Villaricca?

La mia storia di calciatrice è molto lunga. Ho cominciato a giocare a calcio a 18 anni, ora ne ho 35, in Serie C regionale, ho avuto la fortuna di vincere già al secondo anno. Quest’anno è la mia 18esima stagione calcistica quindi spengo le candelina da maggiorenne per la FIGC. Ho fatto diverse esperienze, ho vinto due campionati di Serie C, ho giocato in Serie B con il Carpisa, il primo di vita del Carpisa Napoli ,l’anno dopo aver vinto il campionato con la Venus Napoli che poi si è fusa con il CalciosMania e hanno dato vita al Carpisa Napoli. E’ stata un’esperienza bellissima, perchè ho vissuto il calcio da professionista con viaggi in aereo, un megaritiro di due settimane in provincia di Avellino. Poi per motivi di lavoro ho dovuto ridimensionare, nel senso che la Serie B è stata abbastanza impegnativa, mi stavo laureando in ingegneria, in prossimità della laurea ho dovuto ridimensionare. Ho fatto la Serie C1 regionale, con cinque anni nel calcio a 5. Questa esperienza mi ha aiutato a migliorare la mia tecnica, perchè prima ero solo mancina, adesso sono ambidestra. Ho capito che la mia passione è verso il calcio a 11, c’era il Prater dove c’erano delle compagne con cui avevo giocato negli anni prima. Sono andata quindi nel Prater. L√¨ abbiamo vinto i play-off, quindi è stata una grande soddisfazione. Per motivi di lavoro mi sono dovuta trasferire a Milano, dopo dieci giorni ho trovato la squadra, e poi la casa. E’ stato un caso perchè alcune amiche mi avevano invitato a partecipare ad un torneo e il mister mi ha visto e mi ha reclutato. Ho giocato in A2 di calcio a 5 e l’anno dopo in C1 dove ho avuto la fortuna di vincere la Coppa Lombardia. Nei miei 18 anni ho avuto la possibilità di partecipare a varie finali, alcune vinte, altre perse. Vincere un campionato è una grande gioia, vincere una coppa è una grande festa. Ora sono al Villaricca, perchè, come hanno già detto le mie ex compagne non c’è più il Prater Club. Il presidente ha deciso di chiudere la società, l√¨ sono stata prima vicecapitano e poi l’anno successivo capitano, spero di aver guidato la squadra nel migliore dei modi. Questa la dice un po’ lunga anche su di me. Abbiamo scelto nel Villaricca una società seria, che punta al calcio femminile e ci ha dato la possibilità di muoverci in gruppo. Parlo di me, di Ileana Avolio, di Mulan, di Pinto, Carola Caccavale, Paudice, Caturano, Avvisato e le altre e per me diciamo che questo era un mio obiettivo. Ci tenevo a tenere il gruppo unito. Siamo andate a rinforzare una rosa che ad oggi può ambire a vincere il campionato. Il Villaricca ora vanta esperienza, che abbiamo portato noi, giovani di livello, ha la velocità, non manca niente a questa squadra, ma ovviamente non deve mancare l’impegno del gruppo, il lavoro quotidiano, l’umiltà e il sacrificio. Su questo, avendo disputato diverse finali, posso dire che qualcosa l’ho imparata”.

Come ti descriveresti come calciatrice?

Io sono un difensore centrale, come ruolo. E’ un ruolo che ho acquisito col tempo e con l’esperienza. Ho iniziato come esterna sinistra, ho giocato a centrocampo e poi sono arretrata al centro della difesa con Ileana Avolio nel Prater. Penso di essere una giocatrice tosta, ma che ha testa, cerco di dare tranquillità al reparto e alla squadra, sono diplomatica. Riesco a impostare il gioco dalla difesa cercando di non buttare palla. Come diceva Ileana siamo un muro difensivo. Come caratteristiche sono altruista, provo a tenere unito il gruppo e a dare un po’ di tecnica cercando di impostare da dietro. Un’altra mia prerogativa è dare una mano alle più giovani cercando di aiutarle insegnando e trasmettendo un po’ di esperienza”.

Qual è il tuo obiettivo personale?

Il mio obiettivo personale, ovviamente a 35 anni, è quello di essere arrivata al Villaricca con il mio gruppo e quello del Villaricca. Ora siamo tante, ma siamo un gruppo unito, c’è competizione ma questo fa bene quando c’è una rosa numerosa. Il mio obiettivo è quello di vincere, vincere il campionato e la Coppa. Poi nel futuro chissà, prima o poi dovrà appendere le scarpette al chiodo e sicuramente il mio obiettivo è non lasciare la mia passione, sotto altre vesti, quindi contribuendo al mio sport amato, il calcio”.

Qual è il tuo sogno nel cassetto per il calcio femminile e il Villaricca?

Io ho cominciato ormai 18 anni fa, quando il calcio femminile non aveva eco mediatica. Ho sempre fatto tutto per passione, studiando ingegneria. Questo è stato il lato positivo, ma il lato negativo è che ancora non c’è una categoria professionistica. E’ questo il mio sogno che arrivi il professionismo. Prendo il mio esempio: a un certo punto io ho dovuto , dopo una bellissima esperienza, lasciare la Serie B perchè incompatibile allenarmi quattro volte a settimana e lavorare. Per quel che riguarda il Villaricca, in questo momento coincide ai mio obiettivo personale, poi finchè la dirigenza me lo permetterà contribuirò affinch√© il Villaricca arrivi nelle serie nazionali, a creare un vivaio perchè comunque il movimento ha bisogno di società serie come quella del Villaricca e ha bisogno che ci sia un futuro per lo stesso. Un altro augurio è che ci siano sempre più allenatori preparati, perchè questa è una cosa importante. Posso dire che mister Genny è molto preparato come lo stesso mister Paolucci, ne ho visti anche altri, come Barbara Nardi che mi ha insegnato le basi, la tecnica e la tattica; ma al tempo stesso ne ho visti altri che non erano all’altezza e quindi mi auguro che anche i tecnici siano preparati e possano trasmettere valori sportivi e sociali. Ultimo augurio è avere arbitri migliori, perchè al momento sembra che ci mandano gli scarti della maschile e se ci considerassero un po’ di più di manderebbero arbitri migliori, che non farebbe male. Colgo l’occasione per ringraziare tutti, la società, gli sponsor e sotto a chi tocca. C’è da lavorare tanto”.

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