Una Gelbison lillipuziana diventa gigante e affonda il Cerignola

Ottava vittoria per la Gelbison, forse quella che vale più di tutte le altre, vista la portata dell’avversario. La squadra di Gigi Squillante, infatti, mette a sedere l’Audace Cerignola, che appena una settimana prima aveva fatto vedere i sorci verdi al Sorrento di Vincenzo Maiuri.

Vincenzo Feola si aspettava il canonico 4-3-3 ormai vestito da sera della Gelbison, ma Squillante ha deciso di stupire tutti, presentandosi con il vecchio rispolverato 3-5-2, sia per provare a incidere in attacco sia per punire chi nella scorsa giornata aveva perso contro il Gravina, in una sfida nella quale proprio i vallesi comandavano il risultato. Sette giovani in campo, con la scoperta di Tagliamonte autore di una grandissima prestazione, il ritrovato Maio, il ritorno di D’Agostino in porta galvanizzato dal premio ricevuto una settimana fa e soprattutto per confermare la stima nei suoi confronti. Solo Tedesco, Mautone e il già citato D’Agostino gli esperti.

Squillante affronta il match con coraggio e questo lo premia, Maio e De Foglio i marcatori, entrambi alla prima segnatura in campionato, con il secondo che da centrocampo insacca alle spalle di Coppa. L’estremo difensore degli ofantini è sotto assedio per tutto il match, mentre D’Agostino, dall’altra parte, si fregia di parate e respinte da far fibrillare i fotografi e non solo. Nel finale, con il Cerignola in forcing per agganciare il pareggio, volano applausi per l’esperto estremo, in perfetta lettura su tutti i palloni che volano nella sua zona. In uno o in due tempi poco importa, il pilastro della Gelbison ha scatti felini che fanno emozionare e sobbalzare i tifosi sugli spalti.

Il Cerignola è legato, come lo fu Gulliver appena arrivato sull’isola di Lilliput in seguito al naufragio. In questo caso, però, i  giocatori vallesi nei panni dei lillipuziani, però, non hanno pietà e dopo le tante frecce, che fanno solo il solletico al gigante gialloblù arrivano i colpi di grazia e la sconfitta. E il naufragar non è per nulla dolce in questo mar rossoblù.