“Tour della Verità”. Pastore verso l’appello: “Al Comitato si gira Beautiful”

“De Fiore / Gagliano flop,
Smantellano un Comitato al top:
ora bisogna dargli lo STOP!”

Con una (in)decisione alla Ponzio Pilato, è andata in onda una nuova, tragicomica puntata della fiction “Un Commissario al Comitato Campania”: l’ennesima presa in giro per le società campane e per tutti coloro che combattono, in prima linea, la battaglia a difesa del calcio campano.

Il Tribunale Federale Nazionale si è dichiarato incompetente, sui ricorsi presentati da Enzo Pastore contro il commissariamento e la sua precipitosa proroga. Magari, quella declaratoria di incompetenza è da interpretare come una forma di autocritica, di confessione. In ogni caso, di fatto, non di diritto, il sedicente Tribunale sportivo ha lanciato un messaggio: che fosse preferibile non entrare nel merito, non esistendo argomentazioni valide a supporto della scelta del commissariamento del Comitato.

Se fossero esistiti validi motivi, infatti, l’organo di giustizia domestica (o addomesticata?) non avrebbe potuto avere alcun problema, vista anche la sua disinvoltura oltre i limiti kafkiani, nel dichiarare legittimo il commissariamento del Comitato Campania.

Con quest’altra dimostrazione di debolezza, si fortifica sempre più la posizione di Enzo Pastore e della verità documentale e documentata che porta in giro nelle tappe del “Tour Verità” (già quindici, quelle eseguite, dappertutto con grande successo e profondo consenso delle società, in tutta la Campania).

Un De Fiore sempre più stanco, sempre più assente (le sue apparizioni al Comitato sono di cinque ore a settimana, pausa pranzo inclusa: quella, non manca‚Ķ), s’è all’improvviso eccitato, affrettandosi a pubblicare sul sito del Comitato la pronuncia del cosiddetto Tribunale Federale Nazionale. De Fiore / Gagliano, il duo del flop, in poche ore hanno pubblicato quella decisione che è stata partorita, con grande dolore e spremitura di meningi, dopo centoventuno giorni. Che dire: speriamo che la celerità dell’anziano De Fiore e del variopinto Gagliano sia di buon auspicio anche per le decisioni che riguardano la sempre più confusa disorganizzazione amministrativa del Comitato e gli uffici burocratici della Giustizia Sportiva, sempre più nel pallone.

De Fiore e Gagliano fanno festa, perch√© restano in sella (almeno per ora!): ma su un cavallo sempre più imbizzarrito, intontito, rintronato dalle bizzarrie sui tabulati del tesseramento, dalla miriade di referti arbitrali in ritardo, dalle squalifiche fantasma, dagli errori e dal disordine organizzativo, amministrativo e dirigenziale, che sta di fatto falsando i campionati (le classifiche saranno pubblicate entro il 30 giugno?).

Il Tribunalissimo (una sorta di tacchino, che non era entusiasta, alla vigilia di Natale, di tuffarsi nel pentolone d’acqua bollente) s’è dichiarato incompetente, alla Celestino V, ma non ha trasmesso d’ufficio il fascicolo al giudice competente (che non si saprà mai chi sia), n√© ha rigettato i ricorsi indicando, nella motivazione, a quali organi avrebbero dovuto essere rivolti gli atti. Per chi non si destreggia nella materia non è facile capire ma, facendo un passo indietro, proviamo a svelare l’arcano. Con una premessa: l’ambiguità delle norme della Federazione Calcio è storica. Ora, con il duo Tavecchio / Gallavotti (a Cosentino e Belloli, meglio non farci neppure caso), è cronica, patologica, irreversibile.

Il Delegato assembleare campano, Riccardo Rota, ha presentato ricorso al Tar del Lazio, contro la norma che ha consentito a quel tale Nino Cosentino di essere eletto presidente della L.N.D. vincendo facile (come nella famosa pubblicità), ovvero senza alcuna possibilità di opposizione. Ebbene, Rota è stato deferito per non aver fatto ricorso attraverso gli organi di giustizia sportiva.

Quando, invece, Enzo Pastore ha presentato ricorso contro il commissariamento del Comitato Campania e contro la sua successiva proroga, al 30 giugno 2016, è valsa (stranamente!) la regola inversa: ossia, l’ineffabile Tribunale sportivo ha sentenziato che non esista giurisdizione sportiva possibile.

Con questa pronuncia, è stata devastata la tesi sulla quale si basa il deferimento di Riccardo Rota, è stata “sconfessata” la precedente decisione e, contestualmente, si è “confessato” che contro i commissariamenti dei Comitati Regionali non c’è difesa, non c’è tutela, non c’è possibilità di impugnazione.

La Lega Dilettanti (l’ha, disinvoltamente, affermato il Tribunale / tacchino) non ha provveduto agli adeguamenti normativi. Senonch√©, la conseguenza della grave carenza della Lega Dilettanti non ricade sulla stessa Lega (Tavecchio, Belloli, Cosentino: nell’ordine, anzi nel disordine), ma sulla vittima della lacuna.

Per dire della spregiudicatezza, perenne ed incessante, di un’organizzazione calcistica per la quale le norme sono elastiche, ad intermittenza e fluttuanti.

Piero Di Cristinzi, Presidente del Comitato Molise, già graziato da Tavecchio quando il suo Responsabile Amministrativo procedette a pesanti appropriazioni indebite (come Domenico Cerbone ha approfittato a piene mani, a quel che risulta reo confesso, nel Comitato Campania). Ebbene, nel Molise non fu neppure attivata la procedura del commissariamento. Ora lo yes-man Di Cristinzi (uno che a Tavecchio non osa dire neppure un ni, figuriamoci un no) sconfina addirittura: è venuto ad inaugurare, in Campania, il campo sportivo di Piedimonte Matese, insieme col Presidente del CONI di Caserta, Michele De Simone, un altro disinvolto interprete delle regole. Da anni, Di Cristinzi in Molise organizza campionati interregionali senza averne titolo; da anni i Questori ed i Prefetti di Benevento e Caserta dispongono l’ordine pubblico per gare dall’evidente forzatura e stiratura delle norme; da anni le squadre campane giocano senza autorizzazione; da anni la Federazione Calcio finge di ignorare il fenomeno illecito; da anni Tavecchio, Belloli ed oggi Cosentino chiudono entrambi gli occhi su una stortura che mette in dubbio e a rischio le coperture assicurative, le eventuali, malaugurate problematiche ospedaliere ecc.; da anni la Procura federale, prona sempre peggio al duo Tavecchio / Gallavotti, imita le tre scimmiette (che non vedono, non sentono ed è meglio che non parlino).

Tornando al Comitato Campania, un pochino in ritardo rispetto alla campagna olearia, continua la spremitura delle società in attività agonistica, con gli incassi coattivi (ma non manca la strozzatura delle società inattive, pallino dell’ex vice commissario, oggi consulente a pagamento, avv. Lucio Giacomardo, lo zio di Tommaso Borriello, uno dei tanti aspiranti all’assunzione della munifica ‚Äì con i soldi delle società ‚Äì gestione commissariale).

Il commissarissimo flop, Paolo De Fiore, sta segando ‚Äì con l’assistenza premurosa del variopinto Gagliano ‚Äì le gambe ad un Comitato che era al top: dal top al flop… ci vuole uno STOP (al commissariamento, ovviamente!).

Il perch√© è estremamente semplice: se dovesse continuare, sicuramente continueremmo a vederne delle belle (certo, ci divertiamo anche, ma non possiamo ridere giocando con la pelle delle società calcistiche campane). Chissà quanti generi e fidanzate lieviterebbero a spese delle società, dopo il genero (inesperto e sprovveduto: un pulcino nella stoppa) di Antonio De Luca, modesto travet del Comitato, ertosi a sponsor di un nuovo assumendo; chissà come proseguirà l’accoppiamento del Ridge vesuviano, che ha aperto la saga di Beautiful a via delle Paludi, facendo calare una cappa rovente negli uffici napoletani; chissà quanti altri arbitri saranno foraggiati a suon di plurime centinaia di euro al mese (oltre ai già noti Rosario Angrisani, Gianluca Gioia, Alessio Leone ed al riesumato Enzo Faccenda); chissà quanto diventerà ampia la corte dei miracoli di Salvatore Gagliano (con qualche caso che ricorda sempre di più Massimo Lopez, in una famosa pubblicità degli anni 90: una telefonata ti allunga la vita!).

Fate presto! Si scrisse, drammaticamente, sulle colonne de “Il Mattino”, dopo lo spaventoso sisma del 23 novembre 1980. Fate presto! (senza irriverenti paragoni), si deve ripetere alle Paludi della Strettola. Sbrigatevi a mandare a casa il duo flop De Fiore / Gagliano, con il contorno dei consulenti Giacomardo e Tozzi (col fido, inseparabile Vincenzo Pacelli).

A proposito del bulletto Tozzi, le “ultime dai campi” raccontano che i custodi degli impianti sportivi gestiti dal Comitato non verrebbero pagati da cinque mesi e stiano per attivare uno sciopero ad oltranza, che svergognerebbe e smaschererebbe De Fiore e Gagliano (sbullettando Tozzi).

Sembra che, inoltre, i fornitori non vengano liquidati e che le Delegazioni Provinciali si arrangino (perfino con la carta, con il toner e con i fax) con le anticipazioni dei dirigenti volontari. Una sola eccezione: Faccenda, che ha risolto la propria problematica personale grazie ad una remunerazione commissariale, che non ha precedenti nella storia del Comitato Campania e marchierà per sempre la disinvoltura amministrativa e la propensione agli sperperi (sul groppone delle società) del duo flop.

De Fiore, per confermare l’assunto, non rinuncia alle centinaia di euro l’ora per la sua presenza (sostanzialmente inutile) di poche ore a settimana (si dice che i dipendenti, esclusi quelli sempre più gratificati per il salto della quaglia, vivano la presenza del canuto commissario come un’ossessione).

Il Comitato (questo è certo: lo stanno gridando i presidenti delle società in ogni tappa del Tour Verità) è passato dal ricevimento delle società a ciclo continuo, al frazionamento, ai modi bruschi e sgarbati di De Fiore (non addolciti dalla mellifluità del politicante Gagliano), agli appuntamenti col contagocce e con la neve in tasca, agli orari di presenza sempre più soffocati, per i fruitori / finanziatori, ovvero i presidenti delle società (che finanziano i rimborsi spese del commissario e le consulenze di supporto, ma non fruiscono di alcun beneficio).

Dimenticavamo un’aggiunta scontata: Enzo Pastore ricorrerà in appello. Lo farà per dignità e per rispetto delle società. Nell’attesa che due azioni collettive travolgano i troppo disinvolti gestori provvisori: quella sugli addebiti immotivati e illimitati, appioppati sul groppone delle società dalla Lega Dilettanti di impostazione tavecchiana; quella sulla vendita della sede, che, acquistata con i sacrifici delle società e su delibera assembleare unanime dell’8 luglio 2004, ora De Fiore / Tozzi / Gagliano (in ordine d’importanza, con un generoso rispetto per il primo, che andrebbe collocato in terza fila) vorrebbero vendere (o svendere?) alla chetichella, all’inglese. In ogni caso: senza assemblea. Come se fossero non i commissari transeunti e non graditi, ma i padroni delle ferriere.

Alla prossima puntata!

comunicato stampa