“Tour della Verità”. Il Comitato pro Pastore denuncia: “Manovre vergognose”

Si delinea sempre di più l’impostazione e la finalità commerciale, economica ed “affaristica” da parte della gestione commissariale del Comitato Campania.

Ancor più palese appare la sua commistione, i suoi legacci a doppio filo con la Lega Nazionale Dilettanti, presieduta dello “yes man” di Carlo Tavecchio (quello degli ebreacci – per Tavecchio senza virgolette – e degli omosessuali che devono stare lontano da lui), sulla cui dynasty (la Cosentino’s) torneremo presto.
Oggi, a quel che si sussurra, il vice commissario Gagliano (che si sente investito della potestà divina di smantellare il calcio campano e di consegnarne il cadavere alla Lega Dilettanti, pedissequa e prona allo stesso Tavecchio ed al suo ispiratore Mario Gallavotti) è andato a Roma a definire la vendita (o svendita???) della sede del Comitato, acquistata dodici anni fa con i soldi delle società campane, ma anche – udite udite! – a programmare l’acquisto di una nuova sede (ci domandiamo che senso ha cambiare sede quando se ne possiede già una che, tra l’altro, è posizionata in modo perfetto dal punto di vista logistico e strategico).
Gagliano si sente investito della menzionata potestà divina anche per placare la sete di vendetta di Tavecchio e Gallavotti (in tutto questo Cosentino esegue soltanto: come a dire non accusa e non conta!); Gagliano è come il Commissario Prefettizio di un Comune che, durante il suo mandato, vende la sede del Municipio: non sappiamo se ridere o piangere!
Gagliano, inoltre, sta imbottendo di arbitri, tutti rigorosamente della sezione di Salerno, il Comitato Campania: Rosario Angrisani, Gianluca Gioia, Alessio Leone, Enzo Faccenda (con lauta remunerazione mensile: caso unico, nella storia del calcio campano, per i delegati provinciali) ed altri che bussano alla porta del generoso (con i soldi delle società calcistiche campane) albergatore, ex consigliere regionale, ex conigliere federale, ex candidato sindaco, ex candidato alla presidenza della provincia di Salerno, ex arbitro (ovviamente!), ex collaboratore dell’ufficio indagini, ex dirigente accompagnatore della Salernitana (con il supporto del fratello Gennaro)…insomma ex tutto, rispolverato dall’oblio dopo essere stato messo alla porta del calcio campano da quelli che davvero contano: i dirigenti delle società.
Il disegno è ardito, spregiudicato, impregnato di sovrano disprezzo per i sacrifici delle società.
Gagliano progetta assunzioni a go go, di ex arbitri (tutti di Salerno) nel periodo in cui le società non ne possono più, indovinate di chi? (proprio degli arbitri!).
Gagliano assume e le società dovrebbero pagare con i propri soldi; tra i papabili c’è anche il genero di un dipendente segnalatosi per gravi errori burocratici (Antonio De Luca), in procinto di essere assunto cos√¨ come il nipote dell’avv. Lucio Giacomardo (l’incompatibile consulente giuridico remunerato dalle stesse società), cos√¨ come, si dice, qualche custode dei campi sportivi.
Al Comitato Campania impera, tra l’altro, una coppia affettuosa della quale, per il momento, non faremo i nomi ed i cognomi (una tresca degna di Beautiful).
Lo scandalo della vendita della sede, la cui valutazione è stata affidata a qualche amico romano di qualche consulente del Comitato (bisognerà verificare se la consulenza è stata pagata dalle società campane), senza nemmeno interpellare l’Assemblea e nonostante l’opposizione dell’Amministratore Unico della Calcio Campania Immobiliare Srl, dott. Giovanni Battaglia, nonchè dei delegati assembleari, sarebbe imperdonabile e, forse, la mancata convocazione preliminare dell’Assemblea, potrebbe configurare aspetti di rilevanza penale.
√à davvero sconcertante che il Commissario, ex Presidente di Tribunale, l’anziano Paolo De Fiore, possa voler correre rischi del genere.
Un Commissariamento, nominato per mettere ordine in una vicenda dai profili amministrativo – contabili, sta esulando dal proprio mandato e compiendo atti che vanno davvero troppo “al di là”: è una mancanza di rispetto per le società, una presa in giro palese e, a questo punto, spregiudicata.
Ma le società vigilano e non lo consentiranno: saranno giudici molto più rigorosi degli ex giudici.