Ti ricordi di…? Antonio Di Natale, il 10 romantico con il vizio dei gol da cineteca

Il numero 10 nel mondo del calcio simboleggia il talento, l’estro e celebra il campione assoluto. Ci sono giocatori che attraverso la 10 sono entrati nella storia del calcio, basta pensare a Messi, Maradona o Totti. Ci sono poi giocatori che con la 10 sono diventati simboli di un calcio romantico, fatto di colpi di genio e gol da far emozionare chiunque ami questo sport. Fa parte di questa categoria anche Antonio Di Natale, nativo di Napoli ma cresciuto a Pomigliano, diventato Re a Udine. Riviviamo la carriera di uno dei numeri 10 più talentuosi e spettacolari che il calcio italiano ha visto.

La carriera- Antonio Di Natale nasce a Napoli, ma cresce a Pomigliano d’Arco dove si trasferisce con la sua famiglia. Inizia a giocare e mostrare il suo talento in una scuola calcio affiliata con l’Empoli, squadra dove Antonio approda a soli 13 anni. Dopo due anni nel vivaio dei toscani, a 16 esordisce in Prima Squadra  salendo in Serie A.  Viene prestato a Iperzola e Viareggio sempre in C2, prima di fare rientro ad Empoli a 18 anni.  Riporta in A i suoi da protagonista, esordendo la stagione successiva in Serie A il 14 settembre 2002 a Como. Saluta Empoli realizzando una tripletta alla Reggina, la sua prima in massima serie. Passa all’Udinese dove diventa una leggenda assoluta, rimanendo con il friuliani per 12 anni. Alla prima stagione con l’Udinese fa anche il suo esordio in Champions League, segnando anche due reti contro il Werder Brema non sufficienti per il passaggio del girone. Negli anni successivi diventa una seconda punta, iniziando ad aumentare anche la sua percentuale realizzativa. Vince due volte la classifica marcatori di Serie A, nella stagione 2009-2010 e in quella successiva. Batte diversi record, diventa l’unico giocatore a segnare 6 reti in due partite e realizza più di 200 reti in Serie A in più di 400 presenze. Si ritira solo dopo aver salvato l’Udinese nella stagione 2015/16, segnando il rigore decisivo contro il Carpi nello scontro diretto della 38° e ultima giornata.

La Nazionale- Viene convocato da Trapattoni nel 2002 e segna il primo gol due anni più tardi, contro la Repubblica Ceca a Palermo. Nel 2008 sbaglia un rigore contro la Spagna , ai quarti di Euro 2008  decretando l’eliminazione degli Azzurri. Ritorna in Nazionale per gli Europei 2012, dove qualifica l’Italia ai quarti pareggiando proprio la sfida con la Spagna. Viene chiamato l’ultima volta ancora da Prandelli, stavolta per la Confederations Cup.

Il marchio di fabbrica- Antonio Di Natale era un attaccante basso e veloce, dotato di una tecnica sopraffina. Specializzato in gol da favola, Di Natale ha rifiutato offerte da Napoli e Juventus rimaste stregate dalla tecnica e dalle prestazioni di Totò. Nella stagione 2011-12 regala un gol fotocopia a quello segnato da Totti contro la Sampdoria, la stagione precedente sigla una rete dai 30 metri al volo contro il Napoli che lasciò a bocca aperta mezza Serie A. Segna uno dei gol più belli mai visti a San Siro, un destro a giro da posizione defilata stupendo, regalandosi la standing ovation di San Siro.  Ha segnato più di 50 reti in sforbiciata, più di 30 da punizione e ha regalato innumerevoli magie in ogni zona di campo. Antonio Di Natale, uno dei numeri 10 più talentuosi della storia del calcio italiano, un calciatore che ha fatto parlare il suo talento per emozionare le generazioni nuove che si affacciano al calcio.