T-Factor. Francesco Di Lillo: dai professionisti ai dilettanti, consigli sbagliati e sogni di riscatto

La vita di un giocane calciatore è spesso condizionata dalle scelte. Scelte che non sempre dipendono dal calcio, ma anche che non sempre dipendono da lui. A volte per cercare di fare i giusti passi in un mondo in cui il pesce piccolo ha poche possibilità di cavarsela, ecco che ci si affida a qualcuno che più che portare consigli, porta scelte sbagliate.

E’ quello che è accaduto proprio a Francesco Di Lillo, talento campano classe 2001. Un esterno d’attacco che ama giocare a piedi invertiti. Un destro puro, che ama giocare sulla fascia sinistra ed accentrarsi per caricare il tiro con il piede preferito.  Buona predisposizione anche con il sinistro, ma ancora tanto da migliore e ampi margini per farlo. Francesco Di Lillo è uno dei tanti figli della Campania, la terra che per eccellenza riesce a sfornare grandi talenti del mondo del calcio. Da Immobile, a Mandragora, senza dimenticarsi proprio dei frantelli Insigne, Quagliarella, Sebastiano Esposito, giovane gioiellino dell’Inter sul quale Antonio Conte ha tanto puntato.

Non tutti, però, hanno un Antonio Conte alle spalle, nè tanto meno un Mino Raiola, come Gigio Donnarumma, per citarne uno. Di Lillo è cresciuto calcisticamente nell’Arzanese di Serie C2, dove si mise in mostra in un torneo nazionale a Roma. Vinse il premio di miglior calciatore, in una competizione in cui figuravano squadre blasonate come la Lazio ed ecco che subito gli occhi del presidente del Cesena puntano su di lui. “Lo scugnizzo che piace a me” – con queste parole Igor Campebelli, allora patron dei bianconeri, ha accolto Di Lillo nella squadra fucina.

Un calciatore che ha subito impressionato, ma che si è ritrovato ingoiato nell’inferno dei dilettanti, dove la regola degli under sta tagliando le gambe a molti giovani rampolli del mondo pallonaro. Consigli sbagliati, fiducia mal riposta ed ecco che per Di Lillo la strada, ora, è tutta in salita. Esperienze con la Battipagliese di Gerardo Viscido, per poi lasciare a dicembre e cercare lidi più floridi. Ad inizio sessione estiva l’arriva nell’Audax Cervinara, dove, però, con le dimissioni, poi revocate, del numero uno Michele Giordano ha scombussolato tutto.

Ora Di Lillo è svincolato, ha iniziato ad allenarsi alla corte del Giugliano assieme a Guglielmo Tudisco, per poi arrivare alla fumata nera in seguito alle dimissioni del tecnico ex Equipe Campania. Su di lui diverse squadre, ma al momento l’esterno d’attacco è ancora senza una maglia da indossare. Gol, dribbling e corsa, sono le principali peculiarità dell’esterno 2001, che può anche muoversi al centro della trequarti proprio come supporto all’attacco.

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