Supercoppa Europea. Mou vs. Pep ancora contro

“Ancora tu, ma non dovevamo rivederci piu’?”. Le note di Lucio Battisti sarebbero la perfetta colonna sonora di Bayern Monaco-Chelsea, finale della Supercoppa Europea in programma domani sera a Praga e che vedra’ di nuovo avversari Pep Guardiola e Jose’ Mourinho a oltre un anno dall’ultima volta. Allora sedevano sulle panchine di Barcellona e Real Madrid, era il 21 aprile 2012 e i blancos si imposero per 2-1 sui catalani avviandosi di fatto verso la conquista della Liga. Poi il tecnico di Santpedor decise di prendersi un anno sabbatico, stremato anche dal pressing mediatico dello Special One, prima di accettare l’offerta del Bayern Monaco che nel frattempo cavalcava verso il Triplete. Mou, invece, viveva il suo ultimo anno a Madrid come un incubo prima di tornare la’ dove non lo avevano mai dimenticato, al timone di una squadra che, col nemico Benitez in panchina, vinceva l’Europa League. E ora eccoli di nuovo avversari. “E’ una finale Chelsea-Bayern, non una sfida fra Mourinho e Guardiola”, ha pero’ messo subito in chiaro lo Special One, che nella conferenza stampa della vigilia si e’ mostrato infastidito davanti a chi faceva notare che ha vinto solo 3 delle 15 partite disputate contro il Barca di Guardiola. “Sono statistiche sbagliate – la sua replica – Andate a vedere cosa e’ successo nella semifinale di Champions con l’Inter. Ho vinto la Coppa di Spagna a Valencia contro di lui, ho vinto la Supercoppa di Spagna, ho vinto la Liga vincendo la sfida decisiva per il titolo a Barcellona. State sbagliando di grosso”. Per Mou, insomma, “e’ una Supercoppa Europea dove la squadra che ha vinto la Champions affronta quella che ha vinto l’Europa League. Pep non ha vinto la Champions e io non ho vinto l’Europa League, siamo solo i due allenatori che domani andranno in panchina, la sfida e’ fra Chelsea e Bayern”. Sulla stessa linea d’onda Guardiola. “La ragione per cui i ragazzi amano il calcio e’ per i giocatori, non per gli allenatori”, le parole del tecnico catalano, che per l’avversario ha come sempre parole di grande rispetto. “Mou e’ sempre bravissimo nelle ripartenze, e’ un maestro in questo e tutti sanno che e’ un eccellente allenatore”. Guardiola, pero’, ci tiene a precisare una cosa: non e’ andato via da Barcellona per colpa di Mourinho “ma perche’ in quattro anni avevamo vinto tutto e avevo bisogno di una pausa, l’entusiasmo non era piu’ lo stesso ed e’ per questo che ho deciso di staccare un po’ la spina. E quando e’ arrivato il Bayern, ho detto che volevo provare questa esperienza”. Quella di domani, dunque, e’ una sfida che va ben oltre la rivalita’ fra i due allenatori. Anche perche’ a Monaco non hanno ancora dimenticato lo smacco del maggio 2012, quando il Chelsea allora guidato da Roberto Di Matteo soffio’ la Champions ai tedeschi in casa loro. Mourinho spera ora di vincere la sua prima Supercoppa Europea in carriera (sarebbe la seconda per i Blues che l’hanno conquistata nel ’98) dopo quella persa col Porto contro il Milan e le due a cui ha rinunciato dopo le Champions vinte con i Dragoes e l’Inter. Per il Bayern, invece, si tratta di sfatare un tabu’: tre finali fatte e mai una gioia. Guardiola dovra’ fare a meno di Thiago Alcantara e quasi certamente di Javi Martinez e si affidera’ a un 4-1-4-1 con Schweinsteiger (in dubbio) davanti alla difesa, Robben e Ribery larghi e Mandzukic punta centrale. Mou, aspettando Eto’o (oggi la firma), potrebbe ricorrere a Schurrle come ‘falso nueve’ oppure concedere un’altra chance a Torres, supportato da Oscar, De Bruyne e Hazard mentre in difesa dovra’ fare a meno di David Luiz. (AGI) .

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