“Sua Eccellenza”. Vis Ariano, i biancoazzurri dell’Irpinia

Ben ritrovati col nostro nono appuntamento con Sua Eccellenza, rubrica sul calcio dilettantistico targata Campaniagol.it. Prosegue il nostro viaggio nel campionato di Eccellenza, questa volta la nostra scelta è caduta sul Vis Ariano, società militante nel Girone B del massimo campionato regionale.

LA FONDAZIONE. Nel secondo dopo guerra, nasce ad Ariano Irpino l’Unione Sportiva Ariano Valle Ufita, che per i primi due anni non parteciperà a competizione calcistiche, ma da quelle parti, i più vecchi, all’epoca poco più che bambini, ricorderanno un’amichevole giocata con l’Inter di Angelo Moratti e Meazza, finita 1-1. Debutto ufficiale nel mondo del calcio è nella stagione 1948/49, quando gli irpini vengono inseriti nel Girone N di Promozione, chiudendo il campionato al primo posto col Bisceglie e Manduria, perdendo con i primi e pareggiando con i secondi nello spareggio promozione che vide prevalere i neroazzurri. La società parteciperà ad altri due campionati di Promozione, finendo prima quinto e poi trovando la retrocessione e la radiazione nell’estate del 1951 per fallimento.

IL RITORNO. Dopo otto anni di assenza la squadra si presenta ai nastri di partenza della Prima Categoria, dove viene inserita nel Girone C. Un quinto posto e poi la retrocessione (proprio come qualche anno prima) in Seconda Categoria, dove resterà per circa otto stagione fino al campionato 1969/70, che segna il ritorno in Prima Categoria. Siamo agli inizi degli anni settanta, la squadra è solida, la società pure; infatti dopo il ritorno in Prima Categoria arriva subito la promozione nel campionato di Promozione. La nuova avventura però arriva nel peggiore dei modi, poich√© retrocede subito, ma allo stesso tempo ritrova l’immediata promozione nella stagione successiva. Tutto da rifare quindi, ma nel nuovo campionato gli irpini riescono a porre le basi per il futuro, poich√© la squadra mantiene la categoria per quattro anni, prima di centrare la promozione in Interregionale dopo lo spareggio con la Viribus Unitis, conquistando la seconda piazza nel Girone C di Promozione alle spalle dell’Angri, nella stagione 1980/81.

L’INTERREGIONALE. Sono gli anni d’oro per gli ufitani che partecipano a sei campionati della massima serie dilettantistica italiana. Nella stagione dell’esordio gli irpini vengono inseriti nel Girone I, con campane e calabresi, e finiscono al quarto posto. In quella successiva è invece il Giorne H, dove gli arianesi conquistano un sesto posto al termine di un campionato molto combattuto e vinto dall’Ischia. Poi arriva la stagione 1983/84, la migliore disputata dall’Ariano, che toccano con un dito la promozione nel calcio professionistico, finendo terzi in classifica nel Girone H vinto dal Gladiator. Dalle stelle alle stalle nei successivi campionati, dove si salvano per due stagioni consecutive con lo stesso margine di punti sulla zona retrocessione, vale a dire quattro. Infine, arriva l’ultima stagione nel campionato di Interregionale, quella dell’anno 1986/87, dove i biancoazzurri, collocati nel Girone G, retrocedono in Promozione.

TRA ECCELLENZA E PROMOZIONE. Retrocessi nei campionati regionali, l’Ariano partecipa a quattro campionato consecutivi di Promozione. Nel 1991/92 si vede la squadra ai nastri di partenza del neonato campionato di Eccellenza, alla sua prima edizione. Disputa qualche buon campionato di Eccellenza, ma poi arriva inevitabilmente la retrocessione nella stagione 1996/97. Gli irpini ci impiegano tre anni per tornare a giocare nel massimo campionato regionale, ritrovandolo nella stagione 1999/2000 con la vittoria del Girone C di Promozione, nello stesso anno avviene anche il cambio di denominazione in Unione Sportiva Ariano Irpino Calcio.

IL RITORNO IN SERIE D. Seguiranno altri due anni di Eccellenza prima del ritorno in Serie D, nella stagione 2001/2002. Qui però iniziano i problemi, la squadra viene inserita nel Girone H, ma l’avvio di campionato è disastroso, molto meglio il girone di ritorno che permette alla compagine irpina acciuffare i playout evitando la retrocessione diretta. Retrocessione che arriva lo stesso nello spareggio con il Potenza. La squadra retrocede, ma al campionato di Eccellenza non vi prenderà parte perch√© nell’estate 2003 scoppia il caso Catania, dalla Serie B alla Serie D ci sono vari ripescaggi in cui è coinvolto anche l’Ariano. Sarà nuovamente Serie D ma il campionato che seguirà sarà sulla falsa riga della stagione precedente, che culmina con la disputa dei play out, che questa volta vedono gli irpini salvarsi superando il Marsala.

LA CRISI, LA CESSIONE DEL TITOLO E LA SCOMPARSA. Ancora due anni di Serie D, prima un decimo posto poi arriva la crisi societaria, la squadra è sempre ferma nelle ultime posizioni del Girone H, mentre sulla panchina cambia sempre l’allenatore. A fine stagione la squadra arriverà diciassettesima, trovando cos√¨ la retrocessione. Nella seguente estate, il titolo societario viene acquistato da alcuni imprenditori di Montella, che trasferiscono la squadra nella propria cittadina, seppur mantenendo il titolo di US Ariano Irpino, il club divenne noto come Ariano Montella. La nuova squadra disputa le gare interne sul campo di Ariano Irpino, ma è costretta a farlo senza tifo, visto l’affermarsi dell’ASD Ariano Valle Ufita. La squadra man mano sparirà dopo la fusione con la Scandone Nusco, che da vita alla Felice Scandone, che segna la fine calcistica dell’Ariano, mentre la città viene rappresentata dall’Ariano Valle Ufita.

LA RINASCITA. Dopo la scomparsa nel 2009, il calcio ad Ariano continua a vivere grazie al cambio di denominazione dell’Ariano Valle Ufita in U.S.D. Vis Ariano 1946. Da qui la storia è recente, la squadra partecipa al campionato di Promozione nel Girone C, chiudendo al terzo posto per due stagioni consecutive, ma venendo ripescata in Eccellenza nel campionato 2012/13. Al primo anno di Eccellenza, la compagine irpina arriva undicesima in classifica, mentre nella corrente stagione il Vis Ariano, dopo un avvio non proprio entusiasmante, sembra dare segnali positivi, seppur restando in piena zona play out con nove punti conquistati in dieci partite (due vittorie, tre pareggie e cinque sconfitte)

 

 

a cura di Gianfranco Collaro

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