“Sua Eccellenza”. I giallorossi del Sant’Antonio Abate

Benritrovati al nostro terzo appuntamento con Sua Eccellenza rubrica sul calcio dilettantistico targata Campaniagol.it, oggi paleremo del Sant’Antonio Abate Calcio, che attualmente partecipa al campionato di Eccellenza nel girone B.

LA FONDAZIONE. Partiamo con un preambolo, siamo nell’anno 1968 durante una gara di campionato, un tifoso, a cui forse non piacevano le decisioni del direttore di gara, entra nel campo da gioco e stacca di netto l’orecchio all’arbitro con un morso, per l’improvvisato cannibale tre anni di carcere. La gara in questione non veniva disputata dal Sant’Antonio Abate che ancora non era nato, ma dall’Antoniana Calcio contro una squadra del cilento; ma a causa di questo episodio l’Antoniana pose la parola fine alla propria attività sportiva. Qualche anno più tardi, nel 1971, dalla ceneri di quella che fu l’Antoniana, nasce il Sant’Antonio Abate Calcio.

LA RISALITA IN PROMOZIONE. La neonata società dovette comunque ripartire dalla categoria più bassa, la terza. I giallorossi ci impegarono un po’ di tempo per risalire, come detto partirono dalla Terza Categoria, poi la promozione in Seconda Categoria, poi in Prima Categoria. Tutto in otto anni, culminato con l’approdo al campionato di Promozione, nel Girone C. Nel nuovo campionato il Sant’Antonio riese a piazzarsi al sesto posto al primo anno, poi un’ottavo posto l’anno successivo, ma nella stagione ‚Äò81/’82 finisce quindicesimo e per la squadra si apre il baratro della Prima Categoria. In questo campionato ci resta per altre tre stagioni, prima di rientrare dalla porta principale nel campionato di Promozione. Si dalla porta principale perchè i giallorossi al primo anno conquistano uno storico secondo posto, ma l’anno successivo riscono a fare di meglio classificandosi primi, dopo un testa a tesa con l’Ebolitana.

L’INTERREGIONALE E IL DECLINO. Con la vittoria del campionato di Promozione nella stagione 1986/1987, si aprono le porte dell’Interregionale (l’attuale Serie D). Nella prima stagione nel nuovo campionato il Sant’Antonio arriva a classificarsi al terzo posto, alle spalle di Battipagliese e Sarnese (che ammazzarono il campionato). C’erano i buoni propositi per la stagione successiva, ma come capita spesso, la squadra non riesce ad iscriversi al campionato di Interregionale. Le conseguenze sono forti, riesce ad iscriversi in Promozione ma non a risalire, vive in un limbo fino alla stagione 1991/1992, quando retrocede in Prima Categoria. Da qui in poi ci sarà un decennio di sofferenze, tra Prima Categoria e Promozione, fino alla stagione 2001/2002, quando la squadra si classifica seconda nel Girone B di Promozione ed accede al campionato di Eccellenza, tramite rispescaggio.

L’ECCELLENZA E LA SERIE D. Dicevamo? A si, il Sant’Antonio ripescato in Eccellenza. Precisiamo, la squadra non farà da comparsa in questo campionato, infatti nella prima stagione è sesto posto, nella successiva quinto, poi un settimo che però non influisce sulla crescita del club. Infatti l’anno successivo il Sant’Antonio Abate conquista il Girone B di Eccellenza e ritorna dopo quasi ventanni nel massimo campionato dilettantistico. La nuova Serie D però è molto impegnativa per i giallorossi che, nella prima stagione, strappano un settimo posto nel Girone H (loro girone per cinque anni consecutivi), poi due tredicesimi posti consecutivi con salvezza ai play out, un quinto posto, che resta il loro miglior piazzamento in Serie D (il terzo posto era nel vecchio Interregionale). Nella stagione 2010/2011 la squadra finisce ancora tredicesima, ma questa volta i play out non dicono bene al Sant’Antonio, che perde contro l’Angri e retrocede in Eccellenza, ma la fortuna sorride ai giallorossi, che vengono ripescati in Serie D dalla Lega Nazionale Dilettanti (LND). Nel nuovo campionato il Sant’Antonio viene spostato nel Girone I, quello campano, calabro e siciliano. Questa è una stagione importante, si perchè il Sant’Antonio Calcio, riesce a conquistare il primo titolo a distanza di quarant’anni dalla sua prima apparizione su terreno di gioco. La squadra va bene che si classifica decima in campionato, ma si aggiudica la coppa Italia Serie D eliminando tra le tante la Turris e il Pomigliano (che vinceranno in trofeo nei due anni successivi), e battendo in finale sul neutro di Arezzo, il San Donà Jesolo per 2-1. Il Sant’Antonio cos√¨ accede di diritto alle semifinali dei play off nazionali di Serie D, ma è eliminato ai rigori dal Cosenza. L’anno successivo è ancora lotta per non retrocedere, ma questa volta non riescono a centrare la salvezza, i giallorossi scendono di categoria senza perdere ai play out; due pareggi ad occhiali, due zero a zero contro il Nardò che però si salva grazie alla miglior posizione in campionato. Nella stagione 2013/2014 è quindi Eccellenza, ma c’è aria di crisi, il presidente Leonardo Mascolo lascia il suo incarico e consegna nelle mani del sincado Antonio Varone il titolo sportivo (che diventa Commissario Straodinario durante detta stagione), come successo proprio l’anno prima. Il sindaco riesce a trovare impreditori che contribuiscano all’iscrizione e alla creazione di una squadra per l’Eccellenza, ma dopo un’annata finita al nono posto, si ripete lo stesso copione degli ultimi due anni. Anche questa volta il sindaco Varone, grazie all’aiuto del consigliere Luigi Donnarumma e di alcuni imprenditori locali è riuscito a dare nuovo corso alla squadra. Ma il vero artefice del ritorno del calcio a Sant’Antonio e senza ombra di dubbio il direttore ciro Blando, che ha allestito velocemente una squadra pronta per la categoria. Sulla panchina un grande ex dei giallorossi, Maurizio Cirillo, che all’esordio nel campionato di Eccellenza 2014/2015 ha vistoo trionfare i suoi uomini sulla Mariglianese, in trasferta, per 1-0.

 

Come si dice, chi ben comincia è a metà dell’opera, ora il Sant’Antonio dovrà preprare i prossimi incontri stagionali, ma a prescindere dalla posizione di classifica a fine campionato, sembra che questa sia la volta buona per porre le basi di un progetto duraturo.

 

Gianfranco Collaro

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