Sfere, spicchi e quarantena, coach De Martino: “Torneremo a sorriderci, ma ora restiamo a casa”

L’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 non ha fermato solo il calcio, ma tutti gli sport. Tra questi c’è anche il basket, in tutte le sue forme, compreso quello giovanile, utile per lo più all’aggregazione e alla socializzazione più che all’agonismo e al raggiungimento dei risultati sportivi.

“Questa quarantena la sto vivendo male, molto male -confessa ai nostri microfoni Armando De Martino giornalista del IlNapolista, scrittore e allenatore di basket nella Flegrea Basket Napoli- Chi allena, soprattutto a livello giovanile, vive in maniera passionale il suo ruolo. Un anno di lavoro, di programmazione, di crescita interrotto è un brutta botta. Tuttavia anche il rapporto umano, lo scambio emozionale come l’adrenalina della partita, mancano parecchio. Allenare è uno scambio paritetico. Tu dai ma ricevi tanto, tantissimo”.

Non solo gli allenatori, ma anche per i piccoli cestisti la quarantena non è certamente facile da affrontare: “Come la vivono? Male anche loro! Abbiamo i gruppi Whatsapp i più piccoli ci mandano video e disegni, i più grandi essendo più consapevoli si chiedono quando finisca. Li sento spesso, quasi quotidianamente ed insieme ad altri coach dello staff gli mandiamo video tutorial di esercizi da poter fare a casa. Alla fine ci diciamo sempre che finirà tutto presto e torneremo a giocare e a sorriderci”.

Da allenatore a giornalista sportivo il passo è breve. Nei giorni scorsi si è saggiamente deciso di fare slittare l’Europeo al prossimo anno, in estate 2021, dopo una lunga lotta tra i calciatori che hanno paura di contagiarsi, come successo già a dieci della Serie A, e la UEFA che fino all’ultimo ha cercato di mantenere intatta la programmazione: “Se non si può garantire la tutela della salute pubblica, allora è giusto rimandarli -spiega De Martino- Il problema semmai è capire come risarcire la Uefa per il danno procurato. A questo punto saranno rinviate anche le Olimpiadi?”.

Un punto interrogativo che lascia molti dubbi, anche perchè il Giappone, colpito per secondo, in ordine di tempo, data la vicinanza con la Cina e un interscambio di persone molto frequente, sta combattendo per far sì che tutto resti come organizzato, quindi con il regolare svolgimento dei giochi olimpici. Da un lato le Olimpiadi, gli Europei, dall’altra il campionato: “Si riprenderà perché gli interessi sono altissimi ma sarà ricordato come un campionato falso. i playoff potrebbero salvarlo in parte. Tra tutte le proposte, l’idea dei playoff è quella che mi stuzzica di più e renderebbe più appassionante un campionato che pare aver poco senso oggi, ma sono poche le possibilità che si attuino davvero”.

Tornando al calcio. Sono state molte le società che hanno voluto devolvere soldi per gli ospedali, che con il picco di contagi sembrano ormai vicini al collasso, quanto meno per quel che riguarda i nosocomi lombardi con particolare attenzione a Bergamo e Cremona, ma non solo: “Donare è il minimo per aziende che fatturano tanto come quelle calcistiche. Ma comunque non era scontato che lo facessero e dunque vanno ringraziate. Il Napoli vuole allenarsi e in regime di sicurezza non vedo problemi. Piuttosto è incredibile che la Juventus abbia fatto lasciare la quarantena ad Higuain. Davvero un gesto irresponsabile e arrogante”.

Quella di Higuain, però, non è solo caso. Anche Nikola Ninkovic ha deciso di lasciare l’Italia violando la quarantena per tornare a casa: “Devono darci l’esempio? D’accordo, ma parliamo sempre di uomini e di ragazzi soprattutto con le loro paure, le loro angosce con in più la distanza dalla famiglia”.

Oltre ai calciatori che scappano, ci sono persone che continuano a violare le misure cautelative e la quarantena: “Non si comprende perché siamo sempre un popolo superficiale, con poso senso civico ed anche sfiduciato dalle istituzioni. Fino ad ora si è fatta politica con link e tweet come si può adesso pretendere di avere una popolazione attenta ai comunicati ufficiali? Bisogna stare a casa, ovvio e starci non perché ci obbligano ma per poter salvare la pelle, e la Nazione”.