Roma. Pallotta: “Nainggolan e Rudiger restano, Pjanic ha una clausola”

James Pallotta è sbarcato ieri nella Capitale, il presidente della Roma, ai giornalisti presenti, ha dichiarato: “La Primavera è stata incredibile, l’ho vista ieri sera. Siete tutti felici di questo? Vi continuo a dire che Nainggolan non andrà da nessuna parte. Pjanic resta, se qualcuno paga la clausola non possiamo far niente. R√ºdiger? Non ho intenzione di cederlo. Mi piace la squadra”.

PJANIC – Il centrocampista resta il maggiore indiziato a lasciare la Roma, la cessione del centrocampista bosniaco darebbe corpo ad una grossa plusvalenza perch√© figura nel bilancio giallorosso soltanto per 4 milioni. Inoltre l’anno prossimo la clausola rescissoria, al momento di 38 milioni, scenderebbe di 10 milioni, pertanto sarebbe preferibile venderlo quest’anno.

TOTTI-SPALLETTI – A parlarne, sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, è il ds della Roma Walter Sabatini: “A Francesco ho sempre parlato con affetto. Gli avevo detto: “Smetti”. Lo penso ancora oggi, però ora che farà il contratto credo abbia una grande occasione: avrà un anno cuscinetto per lavorare su se stesso. Totti-Spalletti? Certo che in lui c’era una quota residuale di uno stato d’animo che era maturato in passato, ma Spalletti voleva imporre un modo di essere e ci è riuscito. Ora si sono risintonizzati. Certo, la sintonia sarà stentata, ma occorrerà l’intelligenza di entrambi. Luciano ha avallato l’ok al contratto, ma Francesco dovrà essere generoso con i compagni. Io ipotizzo un Totti nuovo, pur facendo ancora qualche altra prodezza. Perch√© una cosa è sicura: pur essendo un campione Totti non è stato nell’Olimpo, ma le sue giocate non si vedranno più su un campo di calcio. Non ha vinto Palloni d’oro o Champions, però i suoi colpi saranno chiusi in un libro e non saranno più riproposti da nessuno”.

SABATINI – Il ds della Roma ha parlato anche del suo futuro: “Il primo febbraio con una mail ho chiesto al presidente di lasciarmi libero perch√© ho percepito – e lo percepisco tuttora – uno scollegamento tra me e lui… Non posso rompere oggi, abbiamo traguardi da raggiungere. Lo farò quando sarò a posto con la mia coscienza. Comunque io non ho mai parlato di dimissioni. In un primo momento lui aveva accettato, poi ha cambiato idea. Per un certo momento mi sono sentito un prigioniero, negli ultimi tempi però ho trovato tante persone che mi hanno aperto gli occhi nell’individuare i problemi, le potenzialità. Mi hanno dato speranza. Una cosa però è certa: questo è il mio ultimo anno alla Roma e io continuerò a fare il d.s. alla mia maniera. Non sono commissariabile”.