Qui Napoli. Una Notte Perfetta: dimenticati per un giorno i problemi

Sale, fino e addirittura oltre le stelle, il morale in Città e come, d’altronde, impedirlo dopo una notte magica come quella di ieri sera. Un San Paolo stracolmo, da cartolina, ha cullato la vittoria del ritorno in Champions degli azzurri, 500 e passa giorni dopo l’ultima gara col Chelsea decisa ai supplementari da Ivanovic. Entrando allo Stadio, ieri, sembrava impossibile non portare a casa i tre punti: l’atmosfera era densa ed eccitante e l’avversario, per quanto di tutto rispetto, non sarebbe mai potuto riuscire a gestire un’inferiorità numerica del genere: 60.011 contro 11 è troppo anche per il Borussia Dortmund, che dopo la pazza uscita di Weidenfeller è rimasto addirittura in dieci uomini. Una Mission praticamente impossible. Certo, il taccaccio di Zuniga ha aggiunto un pò di pepe (ed ansia) agli ultimi minuti del match, ma l’amore vuol dire essere pronti anche (e soprattutto) a soffrire: va bene cos√¨. Lasciando da parte gli ampi e affascinanti controni, è giusto soffermarci anche sul succo del match, sulle indicazioni che esso ha dato da un punto di vista meramente calcistico. Impossibile non partire da un dogma: Napoli non vedeva un Napoli cos√¨ forte da almeno 23 anni, quando la “10” non era ancora stata ritirata ed il mancino di chi la indossava emozionava tifosi di ogni età più della più passionale delle rispettive donne. Ma vieniamo a noi.

In pochi mesi, dal ritiro di Dimaro ad oggi per la precisione, Rafa Benitez è riuscito ad apportare quelle migliorie indispensabili ad una squadra dal comunque ottimo potenziale di base. Il passaggio dalla difesa a 3 (o 5) a quella a 4 ha decretato la possibilità di sfruttare un uomo di qualità in più nella trequarti avversaria e l’arretramento di Maggio (che nonostante qualche balbettio di inizio stagione sembra stare prendendo feeling col ruolo di terzino puro) e Zuniga sulla linea dei difensori quell’avvolgente profondità in fase di possesso tale da creare superiorità numerica in maniera repentina o gestire in giro palla se non c’è da affondare. I dati parlano chiaro ed ignorarli è impossibile. Il Napoli ha giocato fin’ora quattro gare ufficiali, vincendole tutte con un eloquente “11” alla voce gol fatti ed un “3” a quella delle reti subite. Numeri che fanno volare ma, svestendo i panni del tifoso ed indossando quelli del giornalista, è bene ricordare a tutti di volare, s√¨, ma di non farlo troppo vicini al sole, o si rischia la caduta. E si sa: più in alto vai, più forte sarà l’impatto col suolo una volta cascati.
Ma svestiamo i panni dei rompitori di uova nel paniere, e lasciamo un popolo libero di sognare e volare, almeno per oggi. Rimandiamo a domani i discorsi su Britos, sulle disattenzioni difensive e i tacchi volanti di Zuniga: per 24 ore “lassatece sta’!” Napoli non avrà problemi, almeno per un pò.
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