Qui Napoli. Amaranto archiviati: ora sosta, Roma e l’ennesima “prova del 9”

Archiviata con un netto 4-0 la pratica Livorno, frutto di una superiorità tecnica eclatante e di una sfrontatezza amaranto forse evitabile, la testa è già al prossimo, fondamentale impegno. Sosta e poi venerd√¨ romano: il countdown è per venerd√¨ 18 ottobre, anticipo no-tav di una sfida meridionale che sa già di tricolore. La Roma fa paura e, mai come stavolta timore fu più fondato. 7 gare e altrettante vittorie (nonostante un calendario quantomeno agevole fino a sabato scorso) costituiscono un ruolino di marcia davvero niente male. Restando in tema numeri, poi, fa ancora più impressione la media reti: 10 in casa ed altrettante in trasferta, sommate all’unico gol griffato Biabiany, farebbero tremare (o per lo meno non lascerebbero indifferente) persino Real, Bar√ßa o qualsiasi altro squadrone dall’aplomb internazionale. Roma-Napoli sarà banco di prova per entrambe le compagini, in barba ai proclami del caso di “gara ancora non decisiva, come tutte le altre.” E’ vero: i punti in palio saranno sempre tre, ma il risvolto morale e psicologico che una delle due riceverebbe facendo fuori l’altra, ha un valore molto, molto superiore di una mera vittoria.

Turnover scientifico – Prendiamo il cinico minutaggio beniteziano nella scelta dell’undici da opporre (e nel caso specifico, spesso anteporre) all’avversario di turno, mescoliamo con i vari knock out di Maggio,Zuniga, Higuain ed Albiol ed ecco su l’undici scientifico per le gare “normali”. Ma quando c’è di mezzo la Roma? La musica cambia e gli strascichi dei gloriosi anni mazzarriani tornano alla mente. Come a dire: ieri Don Rafè ha avuto ragione, ma di contro c’era sempre il modesto (se pur volenteroso) Livorno. Con i giallorossi la storia sarà ben diversa e, rispetto a ieri, chi sarà mandato in campo avrà nelle gambe (e nella testa) lo stress dei vari impegni internazionali. Per fortuna il Pipita è ancora infortunato e non partirà per la chiamata albiceleste (e qui, qualche malalingua, parla di infortunio programmato), idem Zuniga, Albiol e Maggio, ma dalla cintola in su praticamente tutti gli uomini di Benitez avranno poche ore per studiare un esame a dir poco importanti.

Napoli-Livorno, messaggi dal campo – La ripresa di Fernandez, unita alla conseguente bocciatura dell’ormai quasi ex capitano Cannavaro, l’affidabilità di Mertens (ieri il migliore in campo con Pandev) e la vena del macedone (se il discorso è circoscritto a gare di campionato) anche in versione prima punta: questo è il bottino di una domenica pomeriggio tranquilla. Certo, se il pallone di Emeghara avesse preso un effetto lievemente diverso, magari staremmo qui a parlare di problemi difensivi ma si sa: il calcio è fatto anche (e spesso soprattutto) di episodi, stavolta favorevoli all’azzurra causa. Altro dogma della prima parte della stagione del Napoli è la totale affidabilità di Callejon, ormai indispensabile ad equilibri tattici e spunti offensivi: è lui, insieme a Mesto, l’uomo più utilizzato dell’ultimo periodo; ma se il secondo ha alle spalle un Maggio scalpitante, lo spagnolo dovrà dare il 101% ad oltranza.