Primavera Napoli. Focus: Gianluca La Gatta, cuore pomiglianese

 

Dopo il primo reportage su Felice Gaetano, la Redazione di Sportcampania.it vi propone un nuovo focus su un calciatore della primavera. Quest’oggi vi parleremo di Gianluca La Gatta, centrocampista classe ’95 tornato alla corte di Saurini dopo un anno di Serie D a Pomigliano, sua Città natale.

Chi è Gianluca- Nato calcisticamente alla Real Pomigliano, scuola calcio della sua Città, il piccolo La Gatta, in età tenerissima, si mette subito in mostra per le sue qualità. Come spesso accade, da piccolissimo, viene impiegato come punta, data la sue abilità tecniche. Col tempo, però, viene “retrocesso” nel cuore del campo, ruolo che non abbandonerà più. Arrivato poco più che quattordicenne in azzurro, il ragazzo evidenzia grandi qualità mentali oltre che tecniche, qualità che gli valgono, una volta allievo, la fascia di capitano. Fa parte della covata ’95-96 dei vari Gaetano, Cretella, Palmiero, Di Stasio, Tutino e compagnia cantando, quella squadra di giovani talenti capace di stracciare campionato e Viareggio Junior Cup.
Stagione 2012/13, l’esperienza pomiglianese- Dopo il ritiro a Cogolo di Pejo alla corte di Saurini, Gianluca La Gatta, chiuso da gerarchie anagrafiche dai vari ’94 nel suo ruolo, viene mandato a farsi le ossa nella sua Città, per giocare da “under” nel nuovo Pomigliano dei Pipola. Il progetto è ambizioso: la compagine granata, da anni stabilmente in quarta serie, dopo aver sfiorato in più occasioni la promozione in Seconda Divisione, riparte praticamente da zero; Romano, facoltoso imprenditore nel settore della produzione di impianti GPL e metano, lascia, dopo un quinquennio, le redini della società a Pipola, che riparte da zero: salary cup e progetto pluriannuale per riportare il Pomi ai fasti dei Romano. Per ripartire si decide di puntare sullo zoccolo duro pomiglianese ed, insieme a La Gatta, arrivano in granata anche i concittadini Piccolo (portiere con trascorsi alla Juve), Forino (terzino sinistro cresciuto all’Empoli), Irace e Vacca. Il mister è Cimmino, che l’anno prima aveva condotto il Sant’Antonio Abate alla vittoria della Coppa Italia di categoria. L’inizio del Pomi è scoppiettante, nonostante gli obiettivi di una tranquilla salvezza e La Gatta vede poco il campo.
La svolta– Un 4-0 al Collana da un modesto CTL Campania Piscinola convince Pipola a cambiare guida tecnica: via Cimmino, al suo posto Rossi, vice del tecnico. Gianluca viene impiegato con più costanza e, nonostante il calcio selvaggio delle serie minori possa non essere perfettamente congeniale al suo modo di interpretare il ruolo (è un regista che usa più fioretto che sciabola) riesce a ritagliarsi uno spazio importante. L’anno in D lo aiuta a migliorare dal punto di vista della cattiveria agonistica e nella fase passiva, oltre che nella duttilità, a fine anno col suo Pomigliano (che nel frattempo chiama Seno in panchina) riesce a salvarsi ed a togliersi anche la soddisfazione di segnare un gol per i colori della sua Città, giocando spesso anche da esterno.
Ritorno azzurro- I suoi ex compagni di squadra, nel frattempo, sono arrivati in Finale di Coppa Italia con la Juventus (i bianconeri riusciranno ad imporsi al San Paolo dopo il pareggio dello Juventus Stadium) e mostrato buone cose anche in campionato e Viareggio Cup: il ciclo dei ’94 è però volto al termine ed i vari Crispino, Celiento, Allegra, Nicolao, Palma, Radosevic, Fornito, Insigne e Novothny devono salutare e provare l’esperienza tra i pro, Gianluca La Gatta torna quindi alla base, cardine della nuova Primavera. Con la richiesta di Benitez di giocare a “specchio” rispetto alla prima squadra, e quindi col 4-2-3-1, La Gatta può essere quest’anno impiegato da Saurini in uno dei cinque ruoli del centrocampo, prediligendo comunque quello di playmaker davanti alla difesa.
Molti scommettono su di lui e La Gatta, diciottenne con un trascorso nell’inferno della D, sa già bene cosa voglia dire giocare per i tre punti.

 

 

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