Nocerina. Ambra Romano nuovo colpo della femminile: “Il calcio? La mia vita”

Ambra Romano affronta una nuova sfida ed una nuova avventura, essendo per lei la prima volta che esce dai confini calcistici del Lazio. Desiderosa di presentarsi al meglio alle nuove compagne e ai sostenitori rossoneri, ha scritto una bellissima lettera.

“Mi hanno chiesto di raccontarmi un po’, di raccontare chi è Ambra. Beh, devo dire che nutro un amore viscerale verso il calcio, sin da piccola piccola. A quattro anni il pallone e le scarpette li portavo ovunque, un po come gli altri bimbi si portavano dietro i proprio giocattolo tanto amati. Tanto è vero che i grandi alle volte mi chiedevano:” che fai sempre con questo pallone? Cosa √© il calcio per te?”. La mia risposta, data con una vocina già sicura, era sempre la stessa:”è la mia vita!”; … Tutto è iniziato proprio a quell’età , nella squadra maschile del mio paese, dove ancora oggi vivo, Borgo Hermada di Terracina. Se solo penso a quel periodo ancora sento l’incoraggiamento dell’allenatore, le voci di incitazione delle mie amiche o dei compagni, gli applausi dei tifosi. L’importante era giocare, correre dietro al pallone, fiera della mia passione,delle emozioni che ogni partita mi regalava, fiera di ogni singola vittoria contenta anche dopo una sconfitta, ogni cosa è servita per la mia crescita d atleta. . Nel corso degli anni mi sono resa conto che gli applausi, il tifo per me, mi facevano stare bene e pur di ottenerli non mi dispiaceva affatto sudare, anche sino allo sfinimento, non sentivo” la fatica” delle tante ore di allenamento. La prima soddisfazione vera, la prima grande gioia è arrivata quando a 12 anni la Roma si interessa a me. Purtroppo ero ancora troppo piccola d età. Prima gioia e prime lacrime di rabbia, di dolore per non aver “potuto prendere il treno” che senza dubbio mi avrebbe cambiato la vita. Da quel momento sono arrivati articoli, menzioni in programmi, riconoscimenti e la prima vera squadra a undici di l√¨ a poco. Il Terracina di serie C. Anche qui mille emozioni, il sogno che prendeva forma, è di nuovo una grande occasione, si interessa a me la Lazio. Purtroppo anche quella volta la “sfiga ” si prese gioco di me. Non ci andai ma questa volta non fu per l’età semplicemente per cause famigliari.. Smisi di giocare per qualche tempo a livello agonistico ma il pallone mi seguiva ovunque, giocavo con gli amici, facevo tornei dove raccoglievo piccoli importanti successi personali, fatti di coppe come miglior Goal, capocannoniere, miglior giocatore… che andavano ad arricchire la mia personale bacheca di coppe. Ma quello che più mi incoraggiava a giocare sempre e comunque era sentire gli incitamenti del pubblico. La voglia di giocare di nuovo partite” vere”mi portò al Sora, dove ho giocato per 4 anni e mezzo poi andare nella squadra dell’ Isola del Liri. Qui ho vinto un campionato con zero sconfitte e un solo pareggio. Sempre qui ho subito un brutto infortunio che mi ha tenuto ferma per mezzo campionato . Però che soddisfazione rientrare e fare subito il goal decisivo in quella che era la partita decisiva. Quel goal caccio via tutte le paure, tutte le lacrime, i mille sacrifici di quei mesi. Finita quell esperienza ritornai a casa ma con la consapevolezza che il tempo trascorso nel Liri mi aveva definitivamente fatta crescere come atleta, come calciatrice. la società che mi ha visto crescere, il Borgo Hermada, mi propose di allenare i pulcini e gli esordienti. E’ stata una grande emozione allenare proprio sul campetto che mi ha vista crescere. Ma il richiamo del campo, delle partite ” vere” è stato ancora una volta forte e dopo un anno passato a fare l allenatrice ho ripreso a giocare, questa volta in una squadra di calcio a 5, Borgo Faiti, però non ho lasciato l esperienza di allenatore. Infatti,sempre Con quella società’ ho allenato i bambini dei 4 anni ai 10 anni. √à’ stato un anno fantastico, fatto ti tante belle soddisfazioni anche se abbiamo vinto pochino. Purtroppo ho avuto un altro brutto incidente al ginocchio. Dicono che i treni passano una volta sola..beh io posso dire che invece non è cos√¨: ho avuto due occasioni che per vari motivi mi sono sfuggite…Ed adesso che sto cercando di riprendermi da quest altro stop forzato, il treno della grande occasione arriva di nuovo e si ferma e mi invita a salire. Quest occasione è arrivata grazie , a Luigi Cicuto. Sino a Natale scorso non lo conoscevo ma lui a quanto pare conosceva me, ogni cosa della mia vita da calciatrice. Non potete immaginare la mia sorpresa quando a Santo Stefano mi arriva una sua chiamata con la richiesta di una chiacchierata informale sul mio futuro, magari davanti ad un buon caffè. E Davanti a quel caffè, senza giri di parole mi ha detto: “Ambra tu devi venire con me a giocare a calcio, nella Nocerina”; Ho pensato a quel treno che per due volte mi ero fatto scappare,alla passione per il calcio, alla felicità’ dopo un goal, all’adrenalina che sento in partita…E senza manco accorgermene ho risposto “Va benissimo”… Grazie Luigi per avermi in altra occasione per riallacciare gli scarpini, perch√© in fondo sono ancora quella bimba che si portava ovunque pallone e scarpini … e che diceva a chiunque: “il pallone è la mia vita”.”

Comunicato Stampa ASD Nocerina Calcio Femminile

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