Napoli. Si vola al Bentegodi: c’è il Chievo e un altro tabù da sfatare

Corsi e ricorsi – Un inizio non particolarmente impegnativo, quello azzuro, specie se analizziamo la mera “carta”, che, ahinoi, volente o nolente non decide gli esiti delle gare, soprattutto se si parla della cara, vecchia Serie A, forse non il più bello, ma di sicuro tra i campionati più difficili al mondo. E allora dopo l’avvio col Bologna di Pioli e Kone, primo tabù sfatato, c’è da esorcizzare un’altra bestia nera delle ultime stagioni mazzarriane, quel Chievo chiuso e pragmatico, meno antipatico dei cugini dell’Hellas, ma sempre difficile da affrontare. Partito con un buon 0-0 esterno col Parma di Cassano, il Chievo vuole dare continuità alla sua (per ora minima) striscia positiva e, per farlo, non tirerà indietro piedi e polmoni. Mister Sannino, originario di Ottaviano ma cresciuto nella fredda Torino, dichiara che: “Il Napoli parte con tutte i favori del pronostico, ma si sa che le partite finiscono al 90′ e fino ad allora può succedere di tutto”. Un profilo molto slow, quello del tecnico di origini campane che, in realtà, conosce bene l’ambiente azzurro: già due stagioni fa, campionato 2011-12, l’allora mister del Siena riusc√¨ a costruire una gabbia intorno a Cavani e compagni nella doppia sfida di Coppa Italia (i bianconeri riuscirono ad arrivare in semifinale), gabbia che fu scardinata in extremis e permise all’allora banda Mazzarri di arrivare in finale con la Juve, ma quelle erano altre storie. Decisamente meno positiva fu invece l’esperienza dello scorso anno, quando Sannino, sulla panchina del Palermo, perse all’esordio al Barbera con gli azzurri per 3-0 e mise le fondamenta per il prematuro esonero di Zamparini (che a fine stagione lo richiamò per una mission quasi impossible).

Gialloblù ai raggi X- Ma che squadra è il Chievo? Un undici stretto e compatto, che molto spesso si ritrova in toto a difendere dietro la linea della palla. Il marchio di fabbrica è il 4-4-2, che molto spesso si tramuta in 4-4-1-1 o 4-5-1 in fase di non possesso grazie alla grande duttilità ed ai polmoni di ferro di Ciryl Therau, pericolo numero un della compagine clivense il cui punto debole sta forse nel cuore del campo, dove Hetemaj (che però all’occorrenza può essere schierato anche sulla fascia) e Radovanovic assicurano un discreto schermo davanti alla difesa, ma dimostrano palesi limiti nell’impostazione e nel dettare i ritmi di gioco. Con due mastini del genere, sarà fondamentale l’estro di Raul Albiol cui verrà affidato, causa la grande densità a centrocampo degli uomini di Sannino, molto spesso l’onere di imbastire la manovra. I due centrali, Papp e Cesar (con Dainelli squalificato), sono molto forti sull’uomo e nel gioco aereo, ma carenti se puntati nell’uno contro uno e molto goffi col pallone tra i piedi: un Insigne in forma può davvero metterli in difficoltà. Con ovvie ragioni, il Chievo tenterà raramente la sortita offensiva, affidandosi più prudentemente al contropiede o, come preferiscono i tecnici moderni, alla ripartenza. Da tenere d’occhio è di sicuro Sestu, talentuoso esterno alto ex Siena, che proprio con Sannino in panca ha dato il meglio di s√©. E’ forse lui l’unico uomo della mediana capace di dare del tu al pallone. In avanti giocherà, oltre al già citato Thereau, uno tra Paloschi, eterna grande promessa del calcio italiano, e Pellissier vecchia volpe d’area con qualche acciacco di troppo.
La chiave di volta- Analizzando i valori, quindi, il paragone tra i due team risulta quantomeno impari. Ma occhio ai cali di tensione e… alla cabala! Per quanto visto in precampionato e, soprattutto, all’esordio col Bologna, il Napoli non dovrebbe correre patemi particolari, ma ci vorrà pazienza e diligenza per scardinare la difesa gialloblù: in occasioni del genere la differenza la può fare chi, come ad esempio Lorenzo Insigne, può riuscire a saltare l’avversario e creare, in situazioni di apparente “traffico”, superiorità numerica. E’ molto probabile che Don Rafè lo utilizzi come esterno sinistro alto, salvo poi concedergli il taglio centrale (con o senza palla) per favorire inserimenti e conclusioni a giro dal limite (specialità della casa per il talento di Fratta). Insomma, l’avversario numero uno di questo Napoli, potrebbe essere il Napoli stesso (ci riferiamo ad ipotetici e scongiurabili cali di tensione) ma se Hamsik e compagni decidono di vincere, il risultato non sembra poi cos√¨ in bilico.