Napoli. L’eterna promessa diventa certezza: è l’anno di “Lorenzinho” Insigne

Molti addetti ai lavori, fino a qualche anno fa, dicevano sul suo conto: “Ad essere bravo, è bravo. Ma nel calcio moderno ci vuole il fisico.” Il fisico, dall’alto del suo metro e sessantacinque scarso, Lorenzo Insigne l’ha forgiato sui campi di periferia, tra Lega Pro (Cavese e soprattutto Foggia) e Serie B (a Pescara, ma come in Puglia ai servizi del maestro Zeman). Lui, che ha sempre avuto piedi e mente da Serie A, è finalmente pronto per il Napoli, la realtà che l’ha cresciuto dopo averlo prelevato dall’Olimpia Sant’Arpino, la scuola calcio dove, in tenerissima età, cominciò ad accarezzare il pallone. Oggi, che di anni ne ha 22, Insigne è finalmente pronto ad esplodere. Ad accendere la miccia della piccola,grande “bomba” di Fratta, ci penserà un artificiere d’eccellenza, Don Rafè Benitez, uno che di Campioni se ne intende.

Da Mazzarri a Benitez – Il tecnico di San Vincenzo, fu il primo a lanciarlo nel calcio professionistico: una presenza a Livorno, negli ultimi minuti della vittoria degli azzurri sugli amaranto, prendendo il posto di German Denis. Poi tanta polvere, ma anche sprazzi di calcio superiore alle categorie nelle quali si trovò relegato. La scorsa estate, dopo il boom cadetto di Pescara, Lorenzo torna a Napoli, per un ruolo da protagonista, o presunto tale. Nonostante le grandi aspettative intorno a lui, infatti, Lorenzo parte dietro Goran Pandev, esperto pupillo del tecnico toscano. A fine anno le presenze in azzurro saranno 37, condite da 5 reti, ma i minuti in campo sono pochi: il furetto di Fratta si ritrova quasi sempre in panchina, salvo subentrare negli ultimi minuti, specie se il Napoli ha bisogno di qualità in avanti. Questa estate è però culla di grandi cambiamenti, per tutto il Napoli ed Insigne in particolare: in panca si siede Benitez, uno che ha sempre amato chi il calcio lo sa giocare.
Doppio azzurro – E cos√¨ l’eterna promessa diventa certezza. Lorenzo ha tutta la fiducia di ambiente e staff tecnico, che lo ritiene pronto per una stagione da protagonista. Partirà esterno alto del tridente alle spalle di Higuain, il ruolo che Lorenzo predilige per sfruttare la sua migliore qualità: controllo in corsa, dribbling a rientrare e calcio “alla Del Piero” (suo idolo nonostante si parli di un emblema di juventinità). La sua nuova mise da protagonista sotto al Vesuvio, poi, ha convinto anche Prandelli, ct almeno fino alla fine dei prossimi, quasi acquisiti mondiali, a puntare forte su di lui, il più brasiliano degli italiani (Thiago Motta incluso). Lorenzinho a tutto dalla sua per fare bene, in campionato come in Champions, come (si spera) al prossimo Mondiale carioca. Nessuna ansia del caso: il calcio è fatto per chi, il pallone, sa giocarlo.
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