Napoli. Una città in fermento: in 100mila al San Paolo tra Atalanta e Dortmund

E’ passato un pò di tempo. L’ultima volta risale a quasi due anni fa, era il 21 febbraio 2012. Poi una stagione in purgatorio, nell’Europa che conta di meno o, per qualcuno, non conta quasi nulla. Quella sera, ottavi di finale di Champions, il San Paolo ospitava il Chelsea (ultima gara di Villas Boas sulla panchina dei Blues) che poi, di l√¨ a pochi mesi, si sarebbe laureato “The Champion”. Per quanto preludio d’un amaro ritorno in terra londinese, quella gara sarà ricordata da tutti come una delle più belle vittorie europee del primo grande Napoli dopo i vent’anni di anonimato, le retrocessioni ed i fallimenti. Apr√¨ le danze Mata, poi Lavezzi, Cavani ed ancora il Pocho nell’insolita veste di goleador per il 3-1 finale. E pensare che, allo scadere, gli azzurri sfiorarono addirittura il 4-1, ma Ashley Cole s’improvvisò portiere di hockey e con un gran tackle riusc√¨ a togliere dalla porta il tiro non irresistibile, per quanto ravvicinato, di Chris Maggio. Una cosa di quella sera è passata alla storia, l’urlo “The Champions!” alla fine dell’inno ufficiale della competizione, un urlo partorito in contemporanea da 60.000 e passa anime, per una notte unite in un amore grande, lancinante e a volte fin troppo “profondo”. Il Napoli è una religione.

Come back, Naples! – Un anno e 7 mesi, troppa l’astinenza dal calcio che torna: Napoli ha bisogno di tornare a godere, di apparire nel suo lato migliore, quella fede calcistica pura e viscerale, invidiata in tutto il Mondo. Molti anziani, parlando emozionati dei tempi di Maradona, raccontano che la cosa che più li inorgogliva era il fatto che, almeno una volta a settimana, grazie al gioco più bello del mondo, il nome di Napoli non era associato alla camorra, alla “munnezza” o ai problemi sociali di una Città difficile, ma a prodezze calcistiche e spettacoli di tifo. Forse, e non scopriamo l’acqua calda, è proprio questo il bello del pallone: per 90′ una Città si stringe intorno ad undici giocatori d’azzurro vestiti, per 90′ tutti i gravi problemi che affliggono la terra che salvò la Dea Partenope vanno in ferie, salvo poi tornare al triplice fischio. Il patron De Laurentiis, amatissimo ma spesso anche criticato dalla sua gente, questo l’ha capito e mai come quest’anno ha deciso di puntare forte sul Napoli come cartolina di Napoli agli occhi del Mondo: quale occasione migliore, se non le gare Champions?

Una bolgia da 100.000 – Sarà questo il numero minimo di spettatori che s’incontreranno al San Paolo per le gare con Atalanta (15 settembre) e soprattutto Borussia Dortmund (19). Per la prima sono previsti circa 50.000 spettatori, per la seconda, qualcosina in più. La gara con i nerazzurri di Colantuono sarà preliminare del grande amplesso del mercoled√¨ successivo, quando Hamsik, Higuain e compagni, caricati dall’urlo di cui sopra, proveranno a ricordare al Borussia vice-campione della competizione, la legge del San Paolo. Napoli è pronta, fresca e piena di speranza: il riscatto di una Città può partire anche da qui. Per molti il calcio è solo un gioco. Spiegatelo alle centomila anime azzurre.