Napoli-Atalanta.C’è tempo per la Champions, guai a distrarsi contro Colantuono

Fuorigrotta,14 settembre, ore 20.45: il campionato del Napoli riparte dopo la pausa-nazionali. Sparring-partner degli azzurri verso la scalata al titolo, sarà l’Atalanta, amara lo scorso anno (ricordate l’eurogol di Carmona?) alla banda Mazzarri, non adatta, evidentemente, ai doppi impegni. Ma questa è storia passata. Il presente parla di Don Rafè, uno che, dati alla mano, ha un certo appeal con le competizioni continentali ed il relativo “turnover” che ne deriva. Ma che sfida sarà quella con l’Atalanta? Di sicuro non una passeggiata, ma una gara da prendere con le molle.

Via le distrazioni – Al San Paolo per il tris contro le tre bestie nere (dopo aver regolato Bologna e Chievo) ma con il rischio di catapultarsi anzitempo verso la (ben più affascinante) sfida di mercoled√¨ prossimo, che vedrà gli azzurri opporsi al Borussia Dortmund vice campione d’Europa. Il primo avversario del Napoli, e scusate il gioco di parole, sarà domani sera il Napoli stesso: forse i bergamaschi non saranno un top team, ma difendono egregiamente ed hanno uomini interessanti dalla trequarti in su che se non affrontati col giusto piglio possono regalare spiacevoli sorprese. Gli azzurri sono quindi chiamati ad una prova di maturità, un interessante banco per capire quanto questa squadra si sia immersa nel Benitez-pensiero.
Le scelte – L’Atalanta è un avversario da non snobbare, ma, con ovvie ragioni, se proprio c’è da fare del turnover, quella nerazzurra è l’occasione giusta per dare una chance a chi ha giocato di meno fin’ora. Dopo i tanti rumors degli scorsi giorni, dovrebbe tornare a comandare la difesa capitan Cannavaro, buona occasione per dimostrare che ha ancora tanto da dare alla causa partenopea di cui, fino a prova contraria, è ancora l’emblema. Al suo fianco confermato Britos, esente da impegni internazionali e sulle fasce Armero e Maggio, con Mesto a scalpitare per una maglia da titolare. La linea mediana sarà ancora elvetica, con i tre svizzeri in lizza per due posti, mentre il trio che assisterà Higuain dalle spalle sarà composto da Callejon, Mertens ed uno tra Insigne e, molto più probabilmente Hamsik, comunque stanco per il doppio impegno slovacco.
Gli avversari – Colantuono verrà al San Paolo con una Dea molto abbottonata. Dando i numeri, potremmo parlare di una sorta di 3-5-1-1, volto evidentemente a creare grande superiorità numerica in mezzo al campo con Migliaccio, Carmona e l’ex Cigarini (supportati dal trequartista-pendolino Bonaventura) a fare densità. La difesa a 3, o a 5 in fase passiva, sarà composta dal collaudato trio Stendardo-Yepes-Lucchini (molto abili nel gioco aereo ma in difficoltà se puntati nell’uno contro uno), più Raimondi e Del Grosso sugli out. Davanti ci sarà il Tanque Denis, alla ricerca dell’ennesimo gol dell’ex.
La chiave tattica – Sarà fondamentale tenere la concentrazione altissima negli episodi di palla inattiva a sfavore: la dea vanta grandi colpitori di testa nelle sue file, su tutti il napoletano Guglielmo Stendardo, già autore di due gol. Molto probabile che Benitez chieda ad Armero di rimanere molto alto, per costringere la catena di destra atalantina nella propria metà campo. Da sfruttare poi, in fase d’attacco, la freschezza sulle fasce, dove Callejon e Mertens hanno un passo nettamente superiore ai rispettivi dirimpettai ed ai tre centraloni. Il gioco palla a terra e la ricerca della superiorità numerica sia con il fraseggio rapido che con il dribbling può fare la differenza. Fondamentali, poi, le sponde di Higuain preziosissimo, in gare chiuse come potrebbe essere questa, a favorire gli inserimenti di Hamsik, che quasi sicuramente, però non avrà 90′ a disposizione per bucare la porta di Consigli.
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