Mariglianese. Tifoseria-Amministrazione è contestazione: “Lo stadio prima delle elezioni”

Sembrava tutto pronto per aprire un nuovo capitolo della storia della Mariglianese, con il ritorno al Comunale dopo anni trascorsi a giocare a Brusciano. Alla fine non è stato così. La Mariglianese del patron Abete sarà costretta ancora una volta a giocare lontano dalle mura amiche. La nuova era, però, ha riavvicinato la tifoseria biancoblu, che non ha più voglia tacere.

Nella giornata di oggi, infatti, sono apparsi in città degli striscioni: “Pazienza finita e tempo di azioni: destra o sinistra senza distinzioni, lo stadio pronto prima delle elezioni”. Messaggio chiaro e senza tanti giri di parole. I tifosi rivogliono la squadra allenata di Luigi Sanchez a casa propria. L’amore della tifoseria nei confronti della squadra si è riacceso con la nuova politica della dirigenza, che ha puntato su Alessandro Caruso negli anni scorsi. Giovane allenatore mariglianese doc che in un anno ha riportato la squadra cittadina in Eccellenza, seppur passando dal ripescaggio.

Una metà stagione non certamente da incorniciare, quella scorsa, poi le dimissioni e l’arrivo di Guarracino. Con Stiletti e Sanchez la musica è cambiata, così come le ambizioni della società che ora guardano ai vertici della classifica.

Manca, quindi, solo la ciliegina sulla torta: lo stadio, così da poter contare su una vera e propria casa.

Intanto, la società si affianca alla contestazione della tifoseria, con un diretto post sui canali ufficiali: “È arrivato settembre, in città passeggia tanta bella gente, molti stanno riscoprendo il loro amore per Marigliano, tante le idee, i programmi e le promesse.. ci sono le ELEZIONI! Poi c’è una squadra di #calcio che milita il campionato di ECCELLENZA, massima serie regionale, che da anni è senza uno STADIO, senza una CASA, ma sempre orgogliosa dei risultati raggiunti seppur in trasferta. Poi ci sono tanti #ragazzini ormai ad un passo dal loro SOGNO, indossare la maglia della propria #città, CONDANNATI dalla politica, dalla classe dirigenziale, dall’intera macchina amministrativa e costretti a girovagare tra strutture sportive rincorrendo una PASSIONE martoriata da giochi di potere ed incompetenze professionali. Dov’è finito quel sentimento che tutti nutrite per Marigliano in ogni angolo della città? ~ Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano)”.

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