L’Avellino crolla al Partenio, 0-4 contro lo Spezia ultimo in classifica

L’Avellino sprofonda tra i fischi del Partenio-Lombardi, travolto per 4-0 dallo Spezia, fino a oggi ancora a secco di vittorie in campionato. Una disfatta pesante, che lascia ferite profonde nel gruppo biancoverde e mette in discussione certezze che parevano ormai consolidate.

La squadra di D’Angelo — che pure doveva reagire dopo la sconfitta di Palermo — si è invece smarrita di fronte a un avversario che, con ordine e determinazione, ha approfittato di tutte le ingenuità avellinesi. E a indirizzare la gara, come spesso accade, è stato un episodio chiave: l’espulsione di Palmiero al 44’ del primo tempo, per un intervento scomposto a centrocampo.

In inferiorità numerica per tutta la ripresa, l’Avellino ha retto finché ha potuto, ma appena lo Spezia ha alzato il ritmo, la diga è crollata. Al 63’ Aurelio ha aperto le marcature con un colpo di testa su assist di Nagy, e da lì in poi è stato un assolo ligure: Vlahovic ha raddoppiato con un diagonale preciso, poi Vignali e Di Serio hanno chiuso i conti firmando un poker che sa di liberazione per la squadra ospite.

Una sconfitta che pesa

Per l’Avellino si tratta della seconda sconfitta consecutiva, ma più del risultato preoccupa l’atteggiamento: una squadra spenta, incapace di reagire, disunita dopo l’espulsione. In attacco non si è praticamente mai visto Tutino, troppo isolato e poco servito, mentre in difesa gli errori individuali hanno spalancato praterie agli avversari.

D’Angelo, nel post partita, ha provato a mantenere la calma ma ha riconosciuto che “alcuni episodi non devono accadere”, riferendosi all’intervento di Palmiero. Il tecnico sa bene che la fiducia dell’ambiente è in bilico: il ko interno con l’ultima della classe rischia di lasciare strascichi pesanti, non solo in classifica ma anche nello spogliatoio.

Lo Spezia si rialza

Dall’altra parte, lo Spezia ritrova finalmente il sorriso: la squadra di D’Angelo (omonimo ma avversario del tecnico irpino) conquista la prima vittoria stagionale, mostrando compattezza e voglia di riscatto. Una prova di orgoglio che potrebbe rappresentare la svolta del loro campionato.

Cosa resta

L’Avellino esce dal Partenio con la consapevolezza di dover ripartire da zero: servono idee, concentrazione e un cambio di mentalità. La stagione è lunga, ma il margine d’errore comincia a ridursi. La piazza mugugna, e il tecnico dovrà trovare in fretta la chiave per invertire una rotta che si fa sempre più pericolosa.

Prossimo turno già decisivo: servono punti, ma soprattutto una reazione vera, per non trasformare una crisi di gioco in una crisi di identità.