Juventus. Higuain sotto scacco partenopeo, non si placa l’ira azzurra

Che il calcio sia parte integrante della società ormai è un fatto risaputo, assodato ed accettato. Ciò che non viene ancora accettato, però, è il fanatismo. La passione sfrenata che raggiunge apici incredibili ed indescrivibili.

Il trasferimento di Gonzalo Higuain, considerato come un tradimento da parte dei tifosi partenopei ancora non è stato accettato e perdonato, nonostante un grande Arkadiusz Milik che assieme ai suoi compagni, si sta impegnando profondamente per colmare quel vuoto lasciato.

La vicenda di Higuain alla Juventus è ancora più lacerante di quando fu un simbolo della napoletanità, Fabio Quagliarella, a lasciare gli azzurri per la Vecchia Signora. A confermare quanto affermato c’è la costruzione di una bambola voodoo su cui è stampato il giocatore con indosso la maglia bianconera.

Passione, dolore, delusione? No fanatismo, inquietante e da brividi. Per chi non lo sapesse, una bambola voodoo è uno strumento magico, che nell’omonima religione, serve a lanciare incantesimi. Nella credenza popolare serve a mandare dei malefici. Ed è proprio qui che il tutto prende un contorno quasi patologico. Se da un lato, infatti, la costruzione possa essere interpretata come un gesto goliardico, dall’altra non fa altro che accentuare la reputazione che alcuni tifosi azzurri hanno in giro per l’Italia. Esagerati, per usare un eufemismo.

Purtroppo in terra partenopea il calcio è consolidato nella vita quotidiana alla stregua di una vera e propria religione: il Dios Maradona ne è l’esempio più famoso, cos√¨ come l’altarino in città sul quale sono rappresentate le effigi della squadra.

Come si può arrivare a costruire una bambola magica per la delusione di un calciatore che va via? Come si può non riuscire a discernere la professionalità di un calciatore dalla passione di un tifoso? Ma soprattutto, come si fa ad augurare il male ad una persona sol perch√© veste una maglia rivale?

Cos√¨ tanto profondo l’odio per la squadra bianconera da non riuscire a godere ed esultare per le proprie vittorie ed i propri successi. Cos√¨ tanto radicata l’invidia da non riuscire a gustarsi il buono che si ha intorno.

Higuain via da Napoli è stato il tormentone dell’estate ma lo è ancora per una parte della tifoseria azzurra, che non riesce proprio a farsene una ragione. Una storia d’amore finita miete meno vittime e spezza di meno il cuore di quanto abbia fatto il passaggio dell’argentino all’acerrima rivale. E non bastano i 90 milioni che il Napoli incasserò, a rate ma li incasserà, per superare il tragico lutto.

Veder vincere la bianconera con un giocatore idolatrato ed innalzato a Re di Napoli è troppo difficile da superare ed ignorare, soprattutto perch√© si è arrivati, forse finalmente, all’accettazione del fatto che l’amore non era corrisposto.

I napoletani non impareranno mai, e questo è assodato, che il calciatore non si lega quasi mai alla maglia, specie nel calcio moderno. Sono pochi gli esempi del contrario.

Tutte queste, però, sono considerazioni che non dovrebbero neanche essere scritte e sottolineate perch√© tutto dovrebbe svolgersi nella massima naturalezza. Higuain ha passato tre anni in azzurro, ha vinto due trofei, ha fatto bene e ha fatto male. Il calcio è fatto di cicli ed è arrivato il momento di capirlo.

Adesso per Higuain ne è iniziato uno nuovo, cos√¨ come per il Napoli. “Chi a ha avut’ ha avut’. chi ha dat’ ha dat’. scurdammc’o passat’ simm’è napulè paesà”. √à meglio guardare avanti immaginando un prosperoso futuro con Milik che pensare alle possibili disgrazie di chi lo scorso anno ci ha fatti sognare.

Cristina Mariano

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