Italia. Verso Euro 2016, Conte esclude Insigne: ”Questa maglia bisogna sentirla”

Il gioco e la moralita’ al centro del progetto Italia. Nella settimana che conduce alle amichevoli contro Belgio e Romania, con soli quattro test da consumare prima degli Europei di Francia, il CT Antonio Contetorna a ribadire il suo credo azzurro. Gia’ in mattinata, in Palazzo Vecchio a Firenze, il primo messaggio forte, durante la presentazione della maglia per Euro 2016. “Questa maglia non va spiegata, chi non la capisce e’ inadatto”, aveva ammonito il ct. Un concetto ripetuto un paio d’ore dopo, dal raduno di Coverciano. “Ho sempre detto che avrei voluto che questa squadra rendesse orgoglioso il popolo italiano – afferma Conte – Una squadra che desse emozioni positive, che sentisse la maglia come una seconda pelle. E sin dall’inizio abbiamo messo al centro del nostro progetto il gioco, non il singolo elemento. Perche’ e” il gioco che fa emergere le qualita’ del singolo. Oltre alla moralita’. Ho detto anche che avrei guardato con attenzione agli atteggiamenti in campo e fuori, che avrei guardato alla voglia, alla passione di chi viene qui. Sono concetti triti e ritriti che ogni tanto e’ giusto ribadire. C’e’ chi l’ha capito subito, chi piu’ tardi, chi sta cercando di capirlo. Ho bisogno di avere gente con valori straordinari, che voglia fare qualcosa di straordinario”. I riferimenti, neppure troppo celati, sono per coloro che sembrano aver ‘snobbato’ gli impegni azzurri. E se Conte assicura che le esclusioni di Lorenzo Insigne e di Domenico Berardi dalla rosa dei 28, debbano considerarsi scelte tecniche, l’impressione e’ che a 10 mesi dall’inizio degli Europei, sia arrivato il momento di scegliere i veri gladiatori. “Nessun discorso soggettivo quanto semmai generale – avverte Conte – Non parliamo di Insigne e Berardi ma vediamo la cosa bella, la convocazione di De Silvestri. Uno che si e’ rotto il ginocchio per noi e che alla prima possibilita’ ho deciso di convocare, perche’ e’ un giocatore che merita. Un altro bel riferimento e’ Verratti, che ha giocato con l’Azerbaijan con un problema al polpaccio, rischiando di farsi male. Ripeto, voglio giocatori a 360 gradi che diano tutto per la maglia azzurra. Se i club lo vogliono capire, bene. Noi rispettiamo gli altri, gli altri devono rispettare noi”. Un gruppo – quello pronto a sfidare il sorprendente Belgio (venerdi’ a Bruxelles) e la piu’ abbordabile Romania (martedi’ 17, a Bologna) – sempre piu’ collaudato per l’appuntamento iridato del prossimo giugno. “Il Belgio e’ primo nel ranking FIFA, sara’ una sfida difficile e affascinante – analizza Conte – davanti avremo un top team, sono curioso di scoprire cosa riusciremo a fare. Oggi, chi e’ qui e’ sicuramente in vantaggio sugli altri. Abbiamo fatto un percorso con un determinato gruppo, arrivando primi e imbattuti nel girone di qualificazione, e non posso non tenere conto di questo. Ma continuiamo a guardarci attorno. La convocazione Okaka e’ una testimonianza, lui sta facendo bene con l’Anderlecht, ora e’ di nuovo con noi dopo l’esordio di un anno fa. Cerci sta rigiocando con continuita’ e puo’ darci soluzioni. E guarderemo anche all’Under 21. Bernardeschi? Se dovesse continuare a unire qualita’ e quantita’, si confermerebbe un giocatore importante. Gia’ oggi sono in difficolta’ nel pensare a chi dovro’ lasciare a casa”. A proposito di dilemmi. Dalla conferenza stampa di Coverciano spuntano anche quelli legati ai due italiani d’America, Giovinco e Pirlo, rispettivamente in forza a Toronto e New York. E se riguardo al primo il citti’ e’ lapidario (“non e’ qui per una distorsione al ginocchio, altrimenti ci sarebbe”), piu’ complesso e’ il caso Pirlo. “Quella di Andrea e’ un’assenza prevista – spiega Conte – perche’ lui aveva gia’ smesso di giocare da piu’ di due settimane per la pausa del campionato. Verso di lui nutro grandissima stima, ma devo essere freddo nelle analisi, devo sapere che andra’ per i 37, vediamoà A marzo faro’ le miei valutazioni, ma devo iniziare a prendere in considerazione anche l’ipotesi che Pirlo non possa piu’ esserci. Se Andrea dimostrera’ di avere le carte in regola per stare con noi, saro’ il primo a essere felice. Ma non saro’ sprovveduto nel trovarmi impreparato se cio’ non dovesse accadere. Si, mi piacerebbe un suo ritorno nel campionato italiano, il mio timore e’ la sua lontananza dal nostro calcio”. (ITALPRESS).

 

 

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