Italia. Il programma verso la Svezia, Florenzi: “Obiettivo comune”

Neanche il tempo di disfare le valigie e di godersi il successo con il Belgio. E’ tempo di ripartire e di concentrarsi su un altro avversario. Domani a Tolosa la sfida contro la Svezia di Zlatan Ibrahimovic, un avversario alla portata ma allo stesso da prendere con le molle e non solo per l’ingombrante presenza di Ibra-gol. Conte ha preparato la sfida con la massima concentrazione e senza fare concessioni ai suoi ragazzi dopo il debutto con vittoria. Ieri 40 minuti di video e lungo lavoro in campo. La preparazione prosegue oggi, alle 10.30 la rifinitura sul terreno di gioco del Bernard Gasset di Montpellier. Primi 15 minuti aperti alla stampa, poi tutti fuori dal super-blindato centro sportivo della citta’ francese. L’allenamento proseguira’ lontano da occhi indiscreti, Conte provera’ il suo 11, poi, alle 16.10, partenza con volo charter per Tolosa, la citta’ che domani alle 15 ospitera’ la seconda partita degli azzurri. La formazione anti-Svezia non dovrebbe essere molto lontana da quella che ha battuto il Belgio, al massimo 2-3 cambi tra centrocampo e attacco. Il gruppo e’ al completo e’ in buone condizioni, anche Graziano Pelle’ ieri si e’ regolarmente allenato con i compagni dimostrando di aver smaltito gli acciacchi rimediati nella prima partita. Potrebbe venire confermato al centro dell’attacco con Eder al suo fianco, ma Zaza e Immobile restano soluzioni sempre ipotizzabili. Il programma odierno prevede la conferenza stampa del ct e di un calciatore alle 17.45 quindi, alle 18.30, il cosiddetto “walk around” (il sopralluogo sul campo) di un quarto d’ora. Per quanto riguarda gli svedesi, invece, alle 15.45 parleranno il commissario tecnico Erik Hamren e un giocatore, alle 16.30, invece, allenamento aperto alla stampa per i primi 15 minuti. Dirigera’ il match Viktor Kassai. Il fischietto ungherese, che ha arbitrato la finale di Champions League del 2011 tra Barcellona e Manchester United e che in questo Europeo ha diretto la gara di apertura tra Francia e Romania, avra’ come assistenti i connazionali Gyorgy Ring e Vencel Toth, mentre Tamas Bognar e Adam Farkas (Hun) saranno gli arbitri addizionali con il francese Clement Turpin come quarto ufficiale di gara.

Papa’ Florenzi ha voglia di correre in campo. Sta bene, si sente in gran forma, ha solo un problema: la voce persa durante i 90 minuti di Belgio-Italia per incitare i suoi compagni. Del resto e’ questa una delle virtu’ dell’Italia che ha battuto i “diavoli rossi” nel match del debutto. Una gioia immensa arrivata qualche ora dopo aver provato quella piu’ grande della sua vita, la nascita della primogenita Penelope, nata venerdi’ scorso. “Ora sono sicuramente piu’ tranquillo – spiega il jolly della Roma -, e’ stato l’avvenimento piu’ importante della mia vita, sembra retorica, ma non lo e’, ti cambia il modo di pensare e sono veramente orgoglioso di avere questa creatura che migliorera’ la mia vita, quella di mia moglie e dei nonni”. Al suo ritorno da Roma e’ stato festeggiato dai compagni per la paternita’, ma in uno spogliatoio come quello azzurro era il minimo. Nel calcio si parla spesso di gruppo unito, ma questo da’ la netta sensazione di esserlo davvero e per Florenzi “gran parte del merito va anche al mister, ci ha trasmesso i suoi valori, ci ha detto di non pensare alle parole ma di dimostrare con i fatti la nostra compattezza. Che sia una squadra unita lo avete visto anche con il Belgio, a ogni azione dei ragazzi noi in panchina eravamo tutti in piedi, c’e’ stato un momento in cui Vertonghen ha spintonato Oriali, io e Insigne, anche se siamo alti come la sua gamba, siamo andati da lui, perche’ e’ giusto farci rispettare e anche questo dimostra che siamo davvero uniti”. Seduto al fianco del laziale Candreva il romanista Florenzi trova normale che certe rivalita’ restino fuori dal contesto Nazionale perche’ “la maglia azzurra unisce tutti, deve unire tutti noi e tutti i tifosi italiani”. Insieme di corsa verso il grande sogno, secondo le statistiche Uefa nessuno corre come gli azzurri. “Quando si corre tutti insieme verso un traguardo comune, puoi fare 100 km, ma non farai mai fatica perche’ sai che ci sono altri 10 guerrieri che corrono insieme a te per raggiungere l’obiettivo di tutti”. Secondo il presidente Tavecchio l’Italia non solo ha il diritto, ma anche il dovere di sognare. Del resto anche da un sondaggio dell’Aftonbladet, principale quotidiano svedese, emerge che quell’azzurra e’ la squadra piu’ temuta e dire che all’inizio era circondata solo da scetticismo e perplessita’. “Ne siamo orgogliosi – la risposta di Florenzi a una giornalista svedese -. L’Italia ha una storia, questa Nazionale non e’ quella che i giornali hanno descritto prima degli Europei, hanno detto che siamo scarsi, che non avremmo superato il girone, che mancava questo e quello, ma dopo la vittoria sul Belgio in molti si sono rimangiati le parole. Noi dobbiamo fare questo, rispondere in campo con i fatti”. Dalla Svezia sono arrivati anche i complimenti di Ekdal per Buffon e Chiellini, anche se per il difensore c’e’ stata anche qualche critica tra eccessiva irruenza e una certa facilita’ alla simulazione. “Parla la loro storia, sono grandi uomini e grandi compagni. Per quanto riguarda Giorgio noi avversari sappiamo che in campo il Chiello non le manda a dire, e’ una sua prerogativa e averlo in squadra fa piacere, poi va a terra perche’ gli fanno troppi falli”, scherza Florenzi. E’ rimasto fuori contro il Belgio del suo amico Nainggolan (“non abbiamo parlato di Pjanic, gli ho fatto il mio in bocca al lupo per la partita e gli ho detto che mi e’ mancato in questi giorni”), ma contro la Svezia potrebbe scoccare la sua ora. “Io sono a disposizione dal 18 maggio, mi sento bene e sono pronto se il mister chiama. Per quanto riguarda la posizione, tranne la posizione di De Rossi, a centrocampo credo di poter interpretare tutti i ruoli che vuole Conte, ho buone sensazioni, do piu’ soluzioni al mister e spero di dare il mio contributo al gruppo”. Adesso arrivano Ibra e una Svezia che con l’Irlanda ha stentato. “Ho visto grande corsa e tanto pressing da parte degli irlandesi, sono stati perfetti per 60 minuti e sono andati in vantaggio meritatamente, poi sono un po’ calati ma del resto e’ difficile tenere certi ritmi fino al 90¬∞. Anche l’Irlanda e’ una buona squadra che dara’ filo da torcere. Fatta eccezione per la nostra vittoria e per quelle di Germania e Ungheria, ci sono state vittorie di misura, ho visto partite tirate e preparate al meglio da ogni squadra, sara’ un grande Europeo”. (ITALPRESS)