Italia. Brutta sconfitta in Belgio, Conte: “Parigi? Fatti che preoccupano e fanno paura”

Nella notte del ricordo commosso alle vittime dell’Heysel, l’Italia dice a Conte esattamente il punto in cui sta: a metà via tra una squadra bella e una forte. Risultato, perde malamente dal Belgio rivelazione del calcio mondiale, 3-1 nella penultima amichevole dell’anno prima di lanciarsi definitivamente nell’avventura europea. Ma lo fa piu’ per i suoi errori che per le sue incapacità. Anzi, gli azzurri hanno messo paura in avvio e in diverse fasi della partita alla nazionale di Wilmots, che poi però ha chiarito perche’ si e’ arrampicata fino al primo posto del ranking mondiale. Ritmo, talento, gioco, invidualità. E cinismo da squadra vera nello sfruttare gli errori dell’avversario. Insomma, proprio un mondo (del calcio) rivoltato se il Belgio fa da maestro e l’Italia paga gli errori difensivi. E’ li’ che Conte dovrà lavorare, visto che le occasioni da rete non sono mancate. La serata di Bruxelles e’ costellata dai talenti belgi in campo e dalle emozioni sugli spalti. Su tutti, quella per il ricordo delle 39 vittime della follia dell’Heysel, 30 anni fa. Non dimenticano i 40 mila spettatori, molti dei quali italiani, non dimenticano neanche i protagonisti in campo. I giocatori delle due squadre prima si abbracciano attorno allo striscione ‘we will not forget’; poi al minuto 39 rallentano il gioco, lo fermano, si uniscono all’applauso dello stadio per i nomi di quelle vittime rimaste nella pagina piu’ nera del calcio, che scorrono sui maxischermi. Belgio e Italia rendono omaggio anche al calcio, con un’amichevole che sa molto di Europeo. Conte sceglie il 4-4-2 con Florenzi e Candreva sulle ali e Marchisio-Parolo in mediana, e sono soprattutto gli esterni a mettere subito in crisi il Belgio. Wilmots, senza Kompany, schiera un 4-2-3-1 che fa perno sul duo Nainggolan-Wilmots e lascia a Lukaku il peso dell’attacco. Ma sono rapidità e cambi di gioco azzurri a scompaginare il copione. Cosi’ al 3′ e’ subito gol: Candreva apre la giocata e la chiude, il pallone passa tra i piedi di Florenzi (assist), Eder (velo) e Pellè (tiro al volo), fino al tap in vincente del laziale, rigenerato dalla nazionale. I centrali difensivi di Wilmots sono in difficolta’ sulle sponde di Pellè, fortuna per loro che Eder sia meno reattivo del solito. E’ ancora Candreva a mettere i brividi a Mignolet, da sinistra entra in area saltando Cavanda e spara sul portiere che salva in angolo. Ma le incertezze difensive non sono solo in maglia rossa. Al 13′ Chiellini preferisce mettere in angolo sulla pressione innocua di Lukaku, dalla bandierina De Bruyne piazza sulla testa di Vertonghen il pallone dell’1-1, tra la colpevole sorpresa della difesa azzurra. Il gioco si fa duro, scattano due ammonizioni per parte. Appena il tempo di rallentare il gioco al 39′ che la prima frazione si chiude con una palla gol per parte: quella azzurra la spreca Eder che al volo batte alto su percussione di Florenzi (42′), quella belga la salva Chiellini su Lukaku dopo uno sciagurato passaggio indietro di De Sciglio. In mezzo, Ferreira Carrasco semina panico a sinistra ma segna in fuorigioco evidente, a gioco gia’ fermo. Il rientro in campo nella ripresa e’ senza cambi, Conte e Wilmots vogliono davvero fare prova d’Europeo. Parte ancora forte l’Italia, che pero’ rischia sulla penetrazione di Vertonghen in area al 4′: tiro alto e impreciso. E’ il segnale che il Belgio si vuole riprendere la partita, e infatti il pallone e’ sempre tra i piedi dei ragazzi di Wilmots. Paradosso di una partita mai banale, le occasioni migliori sono peero’ degli azzurrri. Witsel al 6′ mette paura, Lukaku al 10′ coglie il palo dopo aver buttato giu’ con un fallo Chiellini ma la palla gol piu’ nitida e’ la battuta al volo di Eder al 17′, che si stampa sulla traversa e poi e’ troppo alta per il tap in di testa del brasiliano. Conte manda in campo Soriano per un Parolo troppo lento per i ritmi belgi, Wilmots risponde con due cambi ed e’ quello di Batsuhay per Lukaku a risultare azzeccato. Il gol del 2-1 parte pero’ da un errore di Bonucci attorno alla mezzora: il neoentrato sfrutta il lancio sparando in porta, Buffon e’ reattivo ma sulla ribattuta il destro sporco di De Bruyne sa di beffa. Come la parta di Mignolet, che un minuto dopo toglie letteralmente dalla rete il colpo di testa di Pellè su angolo, degno di un pari invece sfumato. Cosi’ è ancora una sbavatura difensiva (al 37′ Bonucci non esce per il fuorigioco) a lasciare Batshuay solo in area, per il sinistro che fulmina Buffon. Conte prova a cambiare assetto, dentro El Shaarawy, Okaka e Zaza per Florenzi, Pellè ed Eder: e’ soprattutto il primo a sfiorare il gol un paio di volte, ma l’Italia rischia di mollare del tutto e di subire un tracollo immeritato. Il Belgio sorride, Conte sa che la strada e’ ancora lunga.

“E’ inutile che facciamo finta di niente: si tratta di fatti che preoccupano e fanno paura”. Antonio Conte è terreo in volto. Ha appena saputo dei morti a Parigi. Sa che alcune delle bombe attorno allo Stade de France. E subito nelle sue parole e in tutti i presenti il pensiero vola alla grande kermesse dell’Europeo, in programma proprio in Francia. Una sorta di incubo che qui, allo stadio Re Baldovino, toglie parole e pensieri a chi era venuto per commentare la partita tra gli azzurri e il Belgio, nel giorno della memoria della strage dell’Heysel. “Mi hanno appena informato di cosa è successo, quando ci sono i morti tutto passa in secondo piano”, dice Conte. Ormai l’Europeo è alle porte: il 12 dicembre si parte con il sorteggio dei gruppi e poi parte la definizione delle convocazioni. Ma oggi la preoccupazione di tutti riguarda lo stato della sicurezza del torneo che attraverserà la Francia per concludersi proprio l√¨, allo Stade de France. Anche il mediano della Roma Radja Nainggolan, prima di lasciare lo stadio, ammette il suo timore: “Un po’ di paura c’è. Spero che si possa migliorare la situazione della sicurezza in vista dell’Europeo per noi, i tifosi e le loro famiglie. Eravamo qui a giocare una partita per rendere omaggio a dei morti di trent’anni fa, non vorrei che ne dovessimo giocare un’altra…Oggi c’e’ poco da festeggiare”. “Per me non e’ solo calcio – racconta il difensore azzurro Leonardo Bonucci – Realizzare che oggi una persona non e’ più libera, neanche di andare al ristorante, e’ davvero triste”. Nella sala stampa dello stadio, in tanti restano incollati alla tv che aggiorna sulla situazione nella capitale parigina. Al posto dei replay dei gol e delle azioni più belle, scorrono le immagini confuse delle ambulanze per strada, del sangue, dei terroristi, degli ostaggi ancora in pericolo di vita. E in questo luogo maledetto, ancora una volta, dopo trent’anni, seppure in un contesto radicalmente diversi, invece di parlare di sport, si segue, drammatico, il conto dei morti. ansa