Inter. Au revuoir Moratti, da novembre la palla passa a Thohir

Ancora un paio di settimane, poi, a metà novembre, il 12 in prima convocazione o il 15 in seconda, più verosimilmente il 15, in un’assemblea che si terra’ alle 10 del mattino per questioni di fuso orario, l’Inter diventerà ufficialmente indonesiana. Massimo Moratti, in occasione dell’assemblea dei soci (approvate perdite per 79,8 milioni di euro), ha di fatto fissato le date per il passaggio di consegne a Erick Thohir. Ma quella di oggi è stata soprattutto l’occasione per salutare e ringraziare chi lo ha accompagnato in questi 18 anni, un’avventura bellissima, con ricordi indelebili. Ma ora c‚Äòè un cambio in atto per costruire il futuro, l’Inter aveva bisogno di un rinnovamento. Un cambiamento che non esclude la famiglia Moratti. E’ una joint venture che ci mette in condizione di raggiungere nuovi successi ‚Äì garantisce Moratti ‚Äì Bisognava ampliare il mercato della società, dovevamo farlo già in passato a livello commerciale. Il socio porta la dote di un mercato importante per la nostra società. E non solo. Thohir ha ambizione per fare bene in società e sia lui che gli altri due nuovi soci, Rosan Roeslani e Handy Soetedjo, sentono il prestigio e l’attrazione verso questa avventura importante. Sentono questo peso, per questo ci hanno chiesto lavorare con loro, però faranno programmi all’altezza dell’Inter. Da quello che ho visto finora ci sono sostanza e buoni propositi da parte loro. Moratti ribadisce che non poteva andare avanti come azionista di maggioranza, ci è sembrato giusto lasciare che altri investissero nella società ed è possibile che ci sia una veloce ripresa e successo, sia nel campo commerciale che calcistico. Questo non vuol dire soldi e pazzie ma un progetto per vincere tutto. Sanno come si fa ad avere una squadra di livello e cosa serve.
L’assemblea ha tra l’altro approvato all’unanimità la sua candidatura a presidente fino al giugno 2014, con lui, il figlio Angelomario e Ghelfi nel nuovo Cda se ci sarà l’ok dei nuovi soci. Loro sono cortesi, continuano a chiedermi che ci sia la mia permanenza ‚Äì replica Moratti ‚Äì Vediamo se la cosa sarebbe un bene per l’Inter o rimanderebbe solo il cambio con una nuova proprietà. Ora vedremo. Guardandosi indietro, Moratti difende chi ha lavorato con lui e ammette che è stato meraviglioso avere a che fare con giocatori e allenatori fantastici. Ho avuto giocatori intelligenti, che hanno dato il massimo o cercato di essere utili e che ci hanno dato gioie. Lo stesso vale per gli allenatori, che hanno dimostrato attaccamento ai colori. Pensano di vivere una situazione da piccolo club, ma poi si rendono conto che qui è tutto diverso. Per alcuni allenatori ci sono state delle difficoltà nell’adattarsi a situazioni diverse. Non sono solo io diverso, ma tutta la società, tutti i tifosi. Il presidente nerazzurro non dimentica i momenti difficili ma c‚Äòè stato sostegno per ripartire e, finalmente, i successi, che condivido con tutti, sono arrivati. Ora l’apertura verso l’estero perchè la grave crisi che non ci consente di stare al passo con gli altri paesi ci obbliga a un passo. Ma credo che il calcio italiano si riprenderà. Il nuovo gruppo ci servirà per questo.
(ITALPRESS).

 

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