Il Napoli precipita a Torino, azzurri in caduta libera

Il Napoli crolla anche a Torino e continua imperterrito la sua discesa negli inferi. Una squadra che squadra non è, una compagine che cammina in campo e che attualmente perderebbe anche contro un avversario di categoria inferiore.

Qui non si tratta più di fare paragoni con il recente passato glorioso, né di condannare un allenatore arrivato per tentare di dare una svolta e perso nei meandri di un “copia e incolla” patetico quanto irrealizzabile. Non si tratta di sparare vs una società che dal 4/6/23 ne ha indovinate meno di mezza e ha racimolato solo errori su orrori (feste e festini e tanto famelico “Merchandising” fine a sé stesso, mercato in uscita erroneamente conservativo, mercato in entrata da zero spaccato per citare i più evidenti), né di prendere coscienza con estrema amarezza che i campioni, i quasi campioni, i ragazzi seri e professionisti ammirati fino a qualche mese addietro sono forse stati sopravvalutati o hanno reso oltre le loro reali qualità in un’annata “unica” e meravigliosamente orchestrata e condotta da chi ora allena la nazionale.

Puerile additare, controproducente cercare colpevoli o Il Colpevole per antonomasia. Davanti a noi abbiamo un team in totale sbando e un (ex?) allenatore confuso che salvo miracoli non riusciranno a raddrizzare la stagione. Undici giocatori (più i vari subentranti) che scendono in campo perché costretti ma che non hanno stimoli né velleità di riprendersi.

Una società che al 7/1/24, in un mercato invernale ormai presumibile “ultima occasione” per salvare qualcosa che appare sempre meno salvabile, ha preso un solo giocatore, subito protagonista in “negativissimo” oggi. Ecco, forse proprio nell’esordio del napoletano Pasquale Mazzocchi c’è il film di questo girone d’andata da incubo. Subentrato ad inizio ripresa, sul punteggio di 1-0 per i padroni di casa (gol di Sanabria al 41°minuto su dormita della difesa), l’ex Venezia dopo 4 minuti si rende protagonista di un fallaccio privo di ogni senso logico e si prende il rosso (giallo per l’arbitro, rosso dopo corretto intervento Var).

In inferiorità numerica, gli azzurri, che anche in 15 probabilmente non riuscirebbero a reagire  e segnare (terza partita consecutiva senza reti), naufragano e subiscono le marcature di Vlasic (tiro da fuori) e Buongiorno che di testa sovrasta un ex discreto giocatore quale è attualmente Juan Jesus (titolarissimo ormai inamovibile insieme a Rrhamani, anche lui in perenne stato di regressione. Per amore della verità non c’è un solo calciatore, ad eccezione di Politano, della rosa che meriti la sufficienza per queste prime 19 partite).

Difficile davvero scrivere di più, impossibile, almeno per un esterno alle dinamiche societarie e di spogliatoio, capire cosa sia successo da Torino (0-4 il 24/3/23) a Torino (3-0 il 7/1/24); ancor più risulta complicato comprendere come tentare di dare un senso alla stagione che oggi con il tris subito in terra sabauda conosce il giro di boa.

Il Napoli con lo scudo cucito sul petto chiude il girone d’andata al nono (9°) posto con 28 punti, frutto di 8 vittorie, 4 pari e 7 (sette) sconfitte, 28 reti all’attivo e 24 al passivo (peggio di noi solo dal Lecce tredicesimo a scendere). Se il più bravo e fantasioso dei registi difficilmente avrebbe potuto immaginare e scrivere l’orgiastico copione dello scorso anno, altrettanto non avrebbe potuto fare il top dei registi horror per quest’annata folle e orrida.

Le ultime residue e flebilissime chance di riprendere in mano il filo di questo tragico e deprimente campionato sono forse nel mercato invernale: un inizio di repulisti e di rinnovamento che poi vada a completarsi a giugno. Senza dimenticare la guida tecnica, considerando scontato l’esonero di Mazzarri o le sue dimissioni. Insomma quanto non fatto la scorsa estate da una società incartata nel suo stesso successo. Una società che come la piazza, perché anche noi abbiamo le nostre responsabilità, chiaramente minori, ha palesato tutta la sua inadeguatezza in ciò che è anche più difficile del raggiungere la vetta: gestire le vittorie. Una società che in 20 anni ha tanti meriti, non ultimo il tricolore, e che deve aver la forza di dare una sterzata. Subito. Il girone di ritorno va giocato con gente che dimostri di aver fame, qualità, attaccamento e volontà di (ri)-trovare lo spirito che fa squadra.

TORINO – NAPOLI 3-0

TORINO: Milinkovic-Savic; Djidji (78′ Sazonov), Buongiorno, Rodriguez, Bellanova, Ricci, Ilic (90′ Gineitis), Lazaro, Vlasic (90′ Karamoh), Sanabria (90′ Seck), Zapata (78′ Pellegri). All. Juric

NAPOLI: Gollini; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Mario Rui (59′ Zerbin), Cajuste (77′ Gaetano), Lobotka, Zielinski (46′ Mazzocchi), Politano (69′ Lindstrom), Kvaratskhelia, Raspadori (59′ Simeone). All.Mazzarri

Arbitro: Mariani di Aprilia
Marcatori: 43′ Sanabria, 52′ Vlasic, 66′ Buongiorno
Note: espulso Mazzocchi al 50′. Ammoniti Zielinski, Juan Jesus.

FONTE FOTO: SSC NAPOLI WEB SITE