Il mondo del calcetto amatoriale, De Vivo: “Noi imprenditori abbandonati”

Il movimento del calcio non raccoglie solo i campionati, ma anche i tanti appassionati. Un’altra filiera, quella degli amatori, non affiliati alla FIGC, ma quelli che una volta a settimana staccano la spina per la partitella tra amici. Dietro a questo mondo, però, ci sono gli imprenditori che hanno preso in gestione campi e centri sportivi ora fermi, con l’incertezza sul futuro.

Se infatti, il mondo del calcio giocato sa che fine farà, con la ripresa della Serie A il 13 e lo stop dei dilettanti, per questi imprenditori è ancora tutto un0incognita: “Chiediamo un tavolo tecnico al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Siamo stati abbandonati, senza alcun aiuto e senza nessuna prospettiva di ripartenza -spiega a Metropolis Gianluca De Vivo gestore di un’attività di affitto di campi sportivi a Pompei e Boscoreale- Per noi la fase 2 non esiste. Non sappiamo se, come e quando potremo ripartire, Chiediamo un protocollo che sia valido anche per noi, che ci dia la speranza di rimettere in moto la nostra attività. Senza persone che vengono a giocare, molti saranno costretti al fallimento”.

Nonostante il dietrofront sul lockdown, la pratica sportiva amatoriale resta in forse: “Non abbiamo ricevuto incentivi – continua De Vivo – Molti di noi sono della Asd o altro. Con i nostri codici Ateco non abbiamo potuto accedere a nessuno dei contributi promessi dal Governo Conte o da De Luca. Qui ci sono persone che hanno fatto dei prestiti, dei mutui per mettere a posto le strutture e che non sanno come fare. Ci troviamo in una situazione tragica, dimenticati da tutti. e, che è comune a tanti colleghi di cui lui parla in rappresentanza. Lo scorso anno ho vinto gara d’appalto per i campo situati nel quartiere 167 a Pompei. Ho fatto investimenti per 70-80 mila euro che non so in che modo recuperare. Solo il Comune mi è venuto un po’ incontro, con una piccola sospensione per i fitti. Inoltre si continua a parlare ingiustamente solo della ripresa della serie A e non di noi. Vero che lì ci sono in ballo miliardi di euro, ma noi qui con queste attività sopravviviamo. Chiediamo una data di ripartenza, un protocollo, per capire come riaprire i nostri campi”.