Il lato funny del gioco più bello del mondo

Non vi è dubbio alcuno che il calcio sia uno degli sport con maggior seguito a livello mondiale, con un numero impressionante di addetti ai lavori, staff e tesserati. Conseguentemente anche il numero di curiosità legate a questo mondo risulta essere estremamente elevato.

Ecco alcuni esempi.

Ognuno secondo le proprie regole. Verso la metà dell’800, le diverse squadre britanniche adottavano regole diverse le une dalle altre. Fu solo nel 1848, grazie all’intervento di Henry de Winton e di John Charles Thring, che venne stillato un primo regolamento basilare unico, chiamato Regolamento di Cambridge.

L’istituzione più antica. La prima federazione calcistica nazionale nell’era del calcio moderno venne fondata a Londra il 26 ottobre del 1863, presso la Free Mason’s Tavern e prese il nome di Football Association.

Scozia ed Inghilterra aprono le danze. Che la rivalità fra i due paesi britannici affondi le radici nella storia antica è cosa palese: Fin dai tempi di William Wallace e di Re Giovanni il Plantageneto, con la lotta per l’indipendenza della propria nazione, questi due paesi si sono dati battaglia su vari campi (ben differenti da quelli odierni). Il primo incontro ufficiale fra nazionali non poteva, quindi, che essere questo: Scozia contro Inghilterra. Le due compagini scesero in campo il 30 novembre del 1972, a Glasgow (0-0 il risultato), nel primo match riconosciuto come ufficiale UEFA e dalla FIFA. Le due compagini, però, si erano già affrontate “non ufficialmente” anni prima, e più precisamente il 5 maggio del 1870, in una gara terminata 1-1.

Islanda: I love Football. Forse non tutti sanno che negli ultimi anni l’Islanda ha fatto registrare il maggior numero di tesserati rispetto alla propria popolazione. Sono, infatti 21.500, i giocatori su una popolazione di 330.000 abitanti. Questo significa che i tesserati rappresentano ben il 7% della popolazione (1 abitante su 15).

Le due facce della medaglia. Un’altra curiosità ci arriva direttamente dall’America Meridionale, e più precisamente dalla Bolivia, a cui va assegnato il record per l’esordio più precoce in massima serie. Il primato va, infatti, assegnato a Mauricio Baldivieso, del Club Aurora di Cochabamba, che, all’epoca della sua prima apparizione (nel 2009) aveva appena 12 anni. Di contro, il giocatore più vecchio ad aver appeso le scarpette al famigerato chiodo è il portiere inglese Kevin Pool, che ha disputato la sua ultima partita (NEL 2014), alla veneranda età di 51 anni.

Voglio vivere a colori. Vi siete mai chiesti il perché le diverse federazioni nazionali abbiano scelto un determinato colore per la propria divisa? Beh, la spiegazione è semplice…causa di forza.. reale! Si perché più di una federazione, trovandosi a dover scegliere il colore per la divisa della compagine nazionale, ha optato per quello della propria casa reale. Così la nostra nazionale è azzurra in omaggio all’ex Casa Reale dei Savoia, in quanto l’azzurro è stato il colore rappresentativo fin dal 1360 (il blu Savoia, appunto). La Germania è bianca con i bordi neri perché riprende i colori degli Hohenzollern, sovrani di Prussia. L’Olanda è arancione perché quello era il colore rappresentativo della Casa d’Orange-Nassau, famiglia reale dei Paesi Bassi.

Quando la protesta è un autogol. L’anno 2002 ci regala uno dei record più bizzarri di sempre: la partita terminata con il maggior scarto di reti, o per meglio dire, di auto-reti. Si perché la gara fra l’AS Adema ed il SO de l’Emyrne, entrambe militanti nel campionato del Madagascar è terminata con l’impressionante risultato di 149-0 poiché i giocatori dell’Emyrne, in segno di protesta contro una decisione dell’arbitro, si autoinflissero un numero impressionante di autoreti.

La zona Cesarini. Chi di voi non ha mai sentito questo termine associato ad una partita di calcio? Ebbene questo modo di dire lo dobbiamo ad una mezz’ala della Juventus dei primi anni ’30, Renato Cesarini, appunto, che era solito andare in rete a tempo quasi scaduto.

Il Pelè europeo: Josef Bican. Chi di voi appassionati di calcio non conosce il grande Edson Arantes do Nascimiento (in arte Pelè), fenomeno brasiliano che a cavallo degli anni ‘50 e ’70 ha deliziato il mondo con la sua classe sopraffina, realizzando in tutta la sua carriera 1281 reti. Beh, forse non tutti sanno che in Europa abbiamo avuto un calciatore che può vantare un record simile a quello di o’ Rei. Stiamo parlando della leggenda dello Slavia Praga Josef Bican capace di realizzare, in tutta la sua carriera 1468 (delle quali 805 in competizioni ufficiali). Anche se tale record (a differenza di quello del fenomeno brasiliano) non viene riconosciuto né dalla FIFA né  dall’IFFHS. A Bican è, però, riconosciuto un altro record: quello di essere stato l’unico calciatore al mondo ad aver giocato e segnato con la maglia di tre diverse nazionali.

Giovanni Tafuto