Grotta 1984. Russolillo dal cuore d’oro: “Calcio? Può aspettare, pensiamo a chi lotta in questa emergenza”

Anche in Eccellenza si mettono le toppe per riuscire a dare un senso alle giornate di quarantena. Lontani dai campi da quasi un mese, i calciatori, gli allenatori e i vari addetti ai lavori cercano di restare nell’ottica sportiva, ma soprattutto ottimistica per non lasciarsi trasportare dall’oblio dell’emergenza sanitaria.

In casa Grotta, come nelle altre, si lavora da casa, seguendo programmi di preparazione per restare in forma in attesa della ripresa delle attività, che dopo il prolungamento delle misure restrittive è ferma fino al 13 aprile.

“Come trascorriamo la quarantena? Eh barricati in casa -racconta ai nostri microfoni il capitano giallorosso Orlando RussolilloNon è facile per noi che abbiamo uno stile di vita completamente diverso da questo. Stare lontano dai campi di calcio è difficile, allenarsi in casa non è la stessa cosa. Dopo un po’ lo spogliatoio inizia a mancare, così come le partite e tutto il resto. Con i compagni  ci sentiamo quasi ogni giorno, chi più chi meno stiamo cercando di mantenere la forma fisica”.

Rapporto sereno e continuativo anche con i dirigenti: “Si anche con loro abbiamo un buon rapporto. Ci sentiamo per aggiornarci e per un sostegno morale in un momento così difficile”.

Spinoso anche per i calciatori capire cosa sarà di questa stagione: “Eh il problema è che ogni zona segue andamenti diversi -continua Russolillo- Penso che al momento pensare al calcio giocato sia da egoisti. Nel senso che al momento il mio pensiero è rivolto a chi sta lottando per la vita e a chi come medici  infermieri e volontari sono in prima linea per affrontare questa emergenza. Possono sembrare frasi fatte ma al momento la partita più difficile la stanno affrontando loro, personalmente spero si risolva quanto prima questa situazione e una volta finita l’emergenza la lega dovrà decidere sul da farsi. Spero si possano concludere per evitare una crisi del calcio dilettantistico, con società che hanno investito molto e si ritroveranno a ripartire da 0 e anche per i calciatori, non tutelati in queste categorie sarà dura”.

Un altro serio problema è quello che riguarda la tutela dei tesserati, in particolare dei calciatori. In casa Grotta, però, l’atmosfera è tranquilla: “Al momento il presidente sta rispettando quelli che sono gli accordi presi, quindi non possiamo lamentarci, anzi ringraziamo la società per quello che sta facendo”.

Una chiusura con le speranze di capitan Russolillo per la stagione, ma soprattutto per il periodo che stiamo vivendo: “Spero come detto si possano finire i campionati per dare un senso a questa stagione calcistica, per le società e per i calciatori. Le mie speranze più grandi però sono quelle di uscire quanto prima da questa emergenza, perché la nostra salute e quella dei nostri cari al momento è la priorità”.

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