“Giovani Allenatori”. Tafuto: “Questo sport mi regala tantissime emozioni”

Carissimi lettori, eccoci al secondo appuntamento della nostra rubrica “Giovani Allentori”, dove daremo spazio agli allenatori delle scuole calcio della regione Campania. Questa settimana la nostra redazione ha puntato gli occhi sul mister della Scuola Calcio Boca Soccer di Poggiomarino, Giovanni Tafuto, il quale allena i classe 2009/2010/2011. Il tecnico originario di Scafati, difatti, in un’intervista esclusiva, si è dilettato nel rispondere alle nostre domande.

Quante soddisfazioni ti regala questo sport ?
“Direi tantissime. √à da quando avevo sei anni che pratico questo sport, e trovarmi oggi a trasmettere questa mia grande passione ai bambini, vedere come si divertono correndo dietro ad un pallone e soprattuto vedere che ciò che cerco di insegnargli viene recepito è una soddisfazione immensa”.

Secondo te quanto √© importante dare ai ragazzini già da piccoli una forte base tecnica ?
“Più che di base tecnica parlerei di “impronta”, nel senso che per i bambini con i quali ho a che fare io parlare di “tecnica pura” è un po prematuro. Naturalmente cerchiamo di dargli “un’infarinatura” studiando esercizi e sedute che nascondano all’interno di un gioco quel fondamentale tecnico che vogliamo andare ad allenare. Credo che sia importante questo: iniziare dall’ABC per poi poter lavorare sulla tecnica pura negli anni successivi”.

Hai già intravisto qualche piccolo talento nella scuola calcio in cui alleni o altrove ?
“Durante quest’anno di trasferte e tornei ci sono stati molti bambini che mi hanno impressionato. Ma devo dire che anche in casa nostra, sopratutto nelle categorie dei più grandicelli ci sono due o tre ragazzini che se tutto va bene potranno dire la loro un giorno”.

A volte ci sono molti genitori che si lamentano con i mister perché vedono il proprio figlio non giocare oppure non lo vedono nel ruolo che vorrebbero, e quindi si sentono in diritto di scegliere e dare consigli tecnici ai figli ignorando il mister, tu cosa ne pensi ?
“Purtroppo facendo questo “mestiere” che poi più che un mestiere è una passione, sopratutto quando ci sono tanti bambini da gestire può capitare che i genitori si lamentino. Io credo che il problema principale sia quello che tante persone vedono nei loro figli i futuri Cristiano Ronaldo o Messi e che quindi siano loro a “pretendere” dai bambini qualcosa in più del semplice giocare per divertirsi. Personalmente questa è da sempre la mia crociata personale: far capire ai bambini e sopratutto ai loro genitori che a sei anni l’importante e divertirsi e stare insieme. Se qualcuno sfonderà nel mondo del calcio (cosa che come mister gli auguro sinceramente), lo si vedrà in futuro, non certo a sei/sette/otto anni”.

Secondo te cosa manca al calcio giovanile campano per iniziare a competere con le altre regioni?
“Mi ricollego alla risposta di prima. Tutto secondo me parte dalla mentalità dei genitori. Secondo me devono dare la possibilità ai mister di lavorare in tutta tranquillità e serenità. Un palazzo per resistere al terremoto deve essere ben costruito dalle fondamenta. Solo cos√¨, attraversando tutte le tappe, si può arrivare a formare una nuova generazione di calciatori, in grado di competere con regioni nelle quali questo “programma di costruzione” viene sviluppato già da anni. Naturalmente anche chi gestisce le scuole calcio deve fare la sua parte. Puntando alla crescita dei ragazzi quanto più possibile”.

A quale allenatore ti ispiri ?
“A dire il vero non ho una figura di allenatore preciso a cui mi ispiro. Mi piace molto il gioco di Sarri, stimo molto Ancellotti e Guardiola. Io cerco di far giocare i bambini al massimo delle loro potenzialità, pretendendo prima di tutto che si divertano ed in secondo luogo che cerchino, nel corso dell’anno, di far proprio ciò che cerco di insegnargli”.

Sei un mister che vuole a tutti i costi esprimere un buon gioco o credi che l’importante sia portare a casa il risultato in qualsiasi modo ?
“Mi sento di appartenere alla prima categoria. Mi fa molto più piacere perdere partite in cui i bambini hanno giocato bene, magari applicando il lavoro settimanale alla gara, piuttosto che vincere non meritando”.

Cosa dici ai tuoi ragazzini prima di ogni partita? Se perdono come li tiri su di morale? Poiché sono pur sempre dei bambini.
“Prima di ogni partita gli dico sempre che l’importante è divertirsi ed impegnarsi al meglio delle proprie capacità. Se perdono cerco sempre di fargli capire che sopratutto la sconfitta aiuta a migliorare e che se gli altri sono stati più bravi ed hanno vinto, bisogna stringere loro la mano e cercare di impegnarsi di più per le partite avvenire”.

Un giorno ti piacerebbe arrivare ai massimi livelli?
“Beh è naturale averci fatto un pensiero, come per i calciatori, anche per i mister il sogno nel cassetto e quello di poter un giorno raggiungere palcoscenici importanti. Per ora cerco di fare il meglio per il Boca Soccer, per il resto, si vedrà”.

Da tecnico, come reputi il gioco espresso sin qui del Napoli di Maurizio Sarri? E quanto spunto prendi da lui ?
“Il gioco espresso dal Napoli e secondo me uno dei migliori nel panorama italiano. Naturalmente quando guardo il Napoli prendo tanti appunti e cerco in modo molto semplificato di introdurre i primi rudimenti del “giro palla” (di cui sono un sostenitore accanito) ai miei piccoli calciatori”.

Puoi raccontarmi un episodio che ti ha reso veramente orgoglioso di fare questo lavoro ?
“Ce ne sono stati molti da quando sono con il Boca. Le soddisfazioni che ti danno i bambini sono davvero immense. I ricordi belli sono davvero tanti, soprattutto legati al rapporto che ho con loro. L’episodio più bello di quest’anno però è stato il gol fatto dai 2009 in 4 passaggi a partire dal portiere (una giocata che avevo provato per tutta la settimana prima di quella partita) vedergliela eseguire senza alcuna mia indicazione è stata senz’altro la soddisfazione più bella di tutto l’anno”.

Nunzio Marrazzo

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