Fuoricampo – Di padre in figlio, impara l’arte e… praticala

Torna la rubrica Fuoricampo con un nuovo argomento. Il mondo del calcio è pieno di esempi lampanti di figli d’arte. Coloro che hanno preso l’immagine dei genitori e ne hanno fatto una carriera. Come si dice in salentino infatti: “l’arte du tata è mezza ‘mparata”. che tradotto “l’arte del padre è già imparata”.

Certo, non solo il calcio, però, ha regalato generazioni diverse di specialisti e campioni, ma non si può non partire proprio da questo sport. Nel pallone, infatti, è doveroso citare la famiglia Maldini. Tre generazioni di uomini, tre generazioni di calciatori.

Dalla famiglia Maldini e Schumacher: i più celebri figli d’arte

Il patriarca, se così lo vogliamo soprannominare, è il nonno Cesare, ormai scomparso da sei anni. Nel 2016 l’ex idolo del Milan nonchè allenatore della Nazionale e dello stesso club meneghino, ha lasciato questa terra. Non prima, però, di aver lasciato in eredità il suo talento al figlio Paolo. Difensore del Milan e della Nazionale italiana, è stato l’uomo e il calciatore più amato e forse più discusso tra la tifoseria rossonera, ma anche quello che ha contribuito alla conquista di titoli italiani ed europei.

Dopo il ritiro e con qualche anno sulle spalle, anche Paolo ha passato il suo scettro e la sua corona. I gioielli di famiglia Maldini, infatti, sono stati divisi tra i due figli dell’ex difensore ora dirigente rossonero. Lo scettro a Christian, che del padre ha preso anche il ruolo. Difensore centrale e all’occorrenza anche terzino destro. Ora in forze al Pro Sesto per la terza annata di seguito, dopo la promozione dalla D alla C.

La corona, invece, è andata a Daniel. Calciatore cresciuto e pasciuto dal Milan, dove sta costruendo la sua carriera passando dalla Primavera alla prima squadra. Lì ha esordito e conquistato i suoi tifosi. Il piccolo di casa, però, ha lasciato la retroguardia per posizionarsi tra il centrocampo e la trequarti.

Daniel Maldini, figlio d'arte

Daniel Maldini

Nel calcio, però, ci sono anche altri esempi di figli d’arte. Dai fratelli Alcantara, Thiago e Rafinha, figli dell’ex Lecce Mazinho, al Cholito Simeone, figli di Pablo, ex Lazio e ora allenatore dell’Atletico Madrid. Non si può non citare, poi, Conceiçào, padre Sergio e figlio Francisco, allenatore il primo, giocatore il secondo, indovinate dove? Nel Porto. Già, il padre ora allena il figlio, cercando di trasmettere l’intera eredità del suo sapere. Oltre ai Maldini, più nostrani ci sono Eusebio e Federico Di Francesco, i Bisoli, Pierpaolo e Dimitri.

Cambiando sport tra i più famosi figli d’arte non si può non citare Mick Schumacher, figlio del sette volte campione del mondo di Formula 1. Mick, a differenza del padre, non è ancora riuscito ad affermarsi nel massimo campionato automobilistico. La sua carriera è cominciata nei kart, per poi spostarti in Formula 3, dove ha vinto, poi in Formula 2. Anche qui ha potuto collezionare un titolo. Nel 2019 è entrato a far parte della Ferrari Drivers Academy, diventando di diritto il pilota di riserva della rossa, assieme ad Antonio Giovinazzi. Però dal 2021 è primo pilota della Haas.

Figli d’arte nell’atletica, record e sangue

Dalla pista d’asfalto a quella di atletica. Anche la medaglia d’oro del salto in alto Gianmarco Tamberi, alias Gimbo, ha nelle vene il sangue di uno sportivo, anche lui ginnasta. Figlio infatti del primatista italiano Marco, anche lui nel salto in alto. Per Gimbo, però, le specialità sono due, sia il salto in alto, che quello indoor. Ha conquistato l’intera Italia dopo le Olimpiadi di Tokyo, quando ha vinto l’oro e ha deciso di condividere il primato con l’amico e collega qatariano Barshim. Anche il fratello si “diletta” nell’atletica, ma nella fattispecie nel lancio del giavellotto, nella categoria juniores.

Restando in pista, ma abbassando l’età e la specialità andiamo a sfondare le porte di casa May-Iachipino. Larissa, figlia della campionessa italiana Fiona e dell’astista Gianni ha deciso di seguire le orme di mamma. Larissa, infatti, è una lunghista, arruolata nelle Fiamme Gialle, che nel 2019 durante il campionato italiano di Agropoli ha registrato il record mondiale saltando 6,64 metri nel campionato u18-u20, siglando la miglior prestazione mondiale stagionale u20 e entrando nelle dieci migliori prestazioni italiane  di sempre.

Mentre nel 2020 ha conquistato il quinto posto nel rank mondiale di salto in lungo per aver saltato per6,80 metri. Nel 2021 è arrivata al secondo posto nel rank mondiale del santo in lungo indoor con un record di 6,91 metri.

Figli….della vasca: nuoto uno stile di vita

Lasciando ora l’atletica andiamo nel mondo del nuoto, dove c’è da ricordare sia la campionessa di tuffo Tania Cagnotto, che il nuotatore Matteo Lamberti. La prima non ha bisogno di presentazioni. Figlia di Giorgio e Carmen Casteiner ha raccolto un totale di 34 ori, ma nessuno nelle Olimpiadi, 15 argenti e 13 bronzi. Ha deciso di abbandonare le competizioni nel 2020, dopo aver gareggiato nel 2019 per un posto nelle Olimpiadi nel sincro. La decisione è stata figlia della seconda gravidanza.

Figli d'arte, laberti

Michele e Matteo Lamberti

Matteo Lamberti che fa coppia col fratello Michele, figli di Tanya Vannini e dell’ex primatista italiano Giorgio. Due nuotatori agonisti. Matteo deve ancora consacrarsi, mentre Michele ha già fatto parlare di sè. Detiene il record nella staffetta mista 4×50 metri nel percorso corto e nella staffetta 4×50 mista. entrambi record mondiali. Ha vinto un oro nell’Europeo 2021 in vasca corta, detentore del record italiano nei 50 metri vasca corta. Ha anche conquistato tre argenti e un bronzo.

Lasciando l’Italia e cambiando nuovamente sport c’è da segnalare il figlio del tennista Bjorn Borg, Leo. Non certo un nome semplice da portare, perchè il padre ha il titolo di miglior tennista di tutti i tempi, avendo tra le altre cose vinto per 11 volte il Grande Slam. Attualmente gioca nel campionato ITF, ma è entrato nel tabellone ATP nel 2021.

figli d'arte

Leo e Bjorn Borg

Dagli sport individuali a quelli di squadra

Tornando agli sport di squadra. Nel basket va ricordato il classe 2004 Bronny James, figlio neanche a dirlo del campione NBA LeBron. Attualmente gioca nella squadra del Sierra Canyon School, ma ha iniziato a giocare a basket sin da piccolo. Il padre gli ha proibito per sicurezza di giocare a calcio o a hockey, indirizzando in un certo qual modo la sua scelta futura.

Figli d'arte, bronny james

LeBron e Bronny James

Ultimo, ma non per importanza Alessandro Bovolenta, figlio del pallavolista Vigor, scomparso nel 2017 durante una partita per problemi al cuore. Alessandro ha fatto il suo esordio in Superlega il 20 febbraio 2022. Ha iniziato a giocare nel Ravenna, allenato proprio dallo stesso coach del padre, Bonitta, che lo ha trasformato in opposto. Una carriera che costruendo in Serie B, proprio nel Ravenna, che gli ha permesso di solcare il parquet della massima lega pallavolistica. Il giocatore ha deciso di non indossare la maglia del padre, ma certamente vorrebbe imitarne le gesta avendo già assaporato anche il gusto della maglia della Nazionale in occasione deli Mondiali U19 a Teheran.

Di figli d’arte ce ne sono tanti, chi più chi meno cercano di rimarcare le orme dei genitori. Questi elencati sono solo alcuni, forse tra i più conosciuti.

Fuoricampo, l'altro lato dello sport