Allenatore di grande esperienza, Franco Villano è uno dei tecnici che più hanno lasciato il segno nel settore giovanile dell’Agropoli. Nel corso della sua carriera ha guidato in più occasioni la formazione Juniores biancazzurra, conquistando una Coppa Regionale e sfiorando più volte la vittoria del campionato.
Ha inoltre maturato importanti esperienze nei dilettanti e nel ruolo di allenatore in seconda, collaborando anche con Pasquale Santosuosso. Nell’inverno del 2020 fu vicino alla panchina della prima squadra dell’Agropoli, prima dell’interruzione dei campionati causata dalla pandemia, tornando poi alla guida della Juniores e proseguendo il suo lavoro nella valorizzazione dei giovani.
Noi di Sport Campania lo abbiamo intervistato per parlare del suo legame con l’Agropoli, dell’evoluzione del calcio giovanile e delle prospettive future.
Che rapporto la lega all’Agropoli e cosa rappresenta per lei questa società?
«L’Agropoli rappresenta per me molto più di una semplice società calcistica. È qui che ho mosso i primi passi nel calcio, crescendo nel settore giovanile fino ad arrivare in prima squadra. Mi lega un forte senso di appartenenza verso una società con una storia importante e una tifoseria appassionata.»
Quanto è cambiato il lavoro con i giovani rispetto ai suoi primi anni da allenatore?
«Il lavoro con i giovani è cambiato molto. Oggi bisogna curare non solo l’aspetto tecnico e tattico, ma anche quello umano. I ragazzi hanno esigenze diverse rispetto al passato, ma l’obiettivo resta sempre lo stesso: aiutarli a crescere e trasmettere valori fondamentali come impegno, disciplina e rispetto.»
Cosa serve oggi a un giovane per arrivare nel calcio dei grandi?
«Servono talento, sacrificio e mentalità. La voglia di migliorarsi ogni giorno e la capacità di affrontare le difficoltà sono gli aspetti che, alla lunga, fanno davvero la differenza.»
Le piacerebbe tornare ad allenare il settore giovanile dell’Agropoli in futuro?
«Sì, mi farebbe molto piacere. Però serve un progetto serio e un percorso di crescita ben organizzato. Non conta soltanto vincere, ma costruire qualcosa di importante e duraturo per il futuro della società.»




