Focus Benevento. La Strega esce tramortita da San Siro, con il Cagliari per rivedere la luce in una stagione amara

Il Benevento non esce più dal tunnel, il Cagliari corre verso la luce. Domenica però la grande occasione, una sorta di finale per la banda Inzaghi. Una stagione amara per il Benevento, a prescindere da quello che sarà il verdetto finale. Una stagione partita bene, a dicembre la squadra del patron Vigorito era la sorpresa della stagione, con vista europea. Poi il nulla, pochi sorrisi e tanti dolori. L’ultima sfida era di sicuro piena di difficoltà, andiamo ad analizzare dunque la sconfitta maturata nell’ultimo turno a casa Milan.

Montipò eroico, il piemontese spicca il volo- Che la serata sarebbe stata difficile il giovane lo ha capito subito. Dopo 6 minuti il piatto dolce e preciso di Chalanoglu lo batte, difficile metterci una pezza. Poi la prestazione da sogno e il duello con Ibrahimovic, non l’ultimo arrivato. Sfoderata 3 parate di assoluto livello, due a botta sicura di grande livello tecnico. Una croce iberica, tecnica usata dai migliori del ruolo. Un leva-gamba su Rebic clamoroso, dove rischia la gamba, sulla ribattuta nulla può. Il giovane si conferma su ritmi altissimi, forse l’uomo copertina di una stagione a metà.

In difesa si rivedono miglioramenti, anche grazie al duo Glik-Caldirola- Non si vedano da dicembre contro l’Udinese, eppure il duo Glik- Caldirola sembra essere finalmente la soluzione per i problemi difensivi giallorossi. Prova di solidità contro uno dei mostri sacri di questo sport, Glik pronto a dare anche la testa nello scontro con Ibra( vedasi chiusura aerea ad alta quota). Caldirola brucia sulla velocità Leao più volte, decisivo all’andata ma chiuso sistematicamente dall’ex Werder Brema. Bene i centrali, un pò meno i terzini con Depaoli decisamente contratto, ad Improta la solita corsa non basta.

Centrocampo con idee, l’applicazione lascia dubbi- Il solito Viola trascina, ma si limita ad impostare. Ionita lavora sporco con voglia e coraggio, prova ad inserirsi più volte ma non basta. Dabo quasi invisibile, prova a non estraniarsi dalla lotta ma le cose non vanno meglio. Tante idee, tanta voglia e tanti movimenti. Ma anche tanti giri a vuoto ed errori, probabilmente non l’ha persa a centrocampo ma bisogna tornare a qualche interprete diverso o qualche cambio di modulo. La salvezza passa obbligatoriamente dall’ombelico di campo e di gioco, il talento e la tecnica di Viola non può bastare.

Lapdula,Gaich e co… bisogna osare per tornare a sorridere- Si erano rivisti in zona gol, specialmente il peruviano Lapadula. A San Siro un solo squillo dalle due punte, prima la frustata di Lapadula in corsa, poi la bella incursione personale di Gaich. Grande gesto tecnico il primo, ma di abnorme difficoltà. Lodevole il tentativo dell’ex CSKA, ma vanificato da una perdità di lucidità finale che lascia l’amaro in bocca. Sabato sera sono però mancati specialmente i trequartisti, quasi fantasmi sia Caprari che Insigne, leggermente più nelle dinamiche Iago Falque. La storia di questo campionato ci dice che quando conta, specialmente da gennaio, i due punteri di Inzaghi incidono. Lo stesso mister ci spera ed è pronto a fare all-in salvezza sulle sue due punte.