Fiorentina. Caso Pioli: quando la società decide le sorti di un allenatore

Semmai dovesse esserci un legame tra diritto e sport, sicuramente il continuo prestarsi a vicenda della terminologia è quello che più avvicina le due aree, quello che più le amalgama. Ma da ciascuna di esse prendiamo solo una parola. Per es. dal diritto prendiamo la nozione di “dimissioni” mentre dal termine sport quella di “calcio”: due termini che possono essere tanto diversi ma allo stesso tempo, molto simili.

Nel genere sportivo, nella specie nella specie calcio ,la parola dimissioni è molto sentita, di frequente usata e quasi sempre strumentalizzata.

Rimaniamo in questa specie. Nel calcio la categoria che più ne risente e che più applica la nozione di dimissioni è quella degli allenatori. Quante volte abbiamo sentito che un mister si dimette per questo, per quello o per quell’altro…tantissime!

Per restare nei confini, le dimissioni hanno colpito tutte le categorie della nostra regione, dalla promozione all’eccellenza, dalla D alla C e cos√¨ via fino ad arrivare alla serie A. Il Napoli calcio per esempio l’anno scorso con Sarri ci è andato vicinissimo ad applicarle, causa scontri con De Laurentiis e per poco non si sono realizzate: solo grazie alla buona creanza dei due non si è arrivati a ciò. Anche ultimamente si è sentito parlare di dimissioni. L’ ultima è stata la volta di Stefano Pioli, ormai ex allenatore della Fiorentina e prima ancora dell’Inter, Lazio, Bologna ect…

Però facciamo un passo indietro e parliamo di ciò che è successo due giorno fa.

Dopo la sconfitta in casa domenica all’ora di pranzo contro il Frosinone per 1-0 qualcosa è scattato che ha fatto decidere il mister emiliano di presentare le dimissioni. L’ormai ex allenatore viola, in un anno e mezzo sulla panchina dei gigliati ha totalizzato 38 partite 16 vittorie, 9 pareggi e 13 sconfitte nella stagione 2017-18 mentre ad oggi il tecnico ha raccolto 31 presenze e ha portato alla causa 8 vittorie, 15 pareggi e 13 sconfitte.

Non dimentichiamo che sempre ad oggi la Fiorentina deve fare un ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta partendo dal 3-3 formatosi al Franchi e non dimentichiamo nemmeno che in caso di vittoria della coppa la Fiorentina va diretta in Europa. Si verificasse ciò, la stagione della viola sarebbe ottima.

Per di più, Pioli aveva un contratto con scadenza il prossimo giugno con opzione in favore della società per un ulteriore anno e fino al 3-3 in casa con Inter di sicuro il pensiero era quello di confermarlo almeno per un altro anno.

Dopo 4 punti nelle ultime 7 partite e con l’ultima vittoria conquistata quasi due mesi fa, il club dei Della Valle sono in un periodo senza dubbio difficile. Periodo che sta diventando complicato per poi passare ad una vera e propria crisi quando domenica alle 12.30 Pioli ha subito in casa dal Frosinone la sconfitta: qui si è scatenato il polverone.

I tanti pareggi, sommati alle sconfitte contro Cagliari e quella decisiva col Frosinone, hanno fatto vacillare le basi e fatto innalzare un velo di dubbio tra allenatore, società e tutto l’ambiente attorno a loro.

I dubbi sono diventati realtà quando Pioli ha presentato le dimissioni in seguito alle dichiarazioni tramite comunicati della società. Due comunicati, uno in seguito alla gara ed un altro il luned√¨ seguente i quali hanno riservato per Pioli dichiarazioni troppo forti, troppo dure nei suoi confronti. Lo hanno colpito duro ecco. L’allenatore nel dare le sue ragioni, ha ammesso di essere stato infatti offeso sia come uomo che come allenatore e che a detta sua, nell’incontro tenutosi luned√¨ mattina a Milano: “sono state messe in dubbio le mie capacità umane e professionali”.

Il rapporto adesso è compromesso. La serie di comunicati e dichiarazioni lasciati soprattutto dalla società hanno allontanato le parti e hanno di certo spezzato il legame che prima legava Pioli e società e che adesso risulta essere logorato al punto che per il club ” […] Stefano Pioli una persona perbene che si è sempre comportata, fino a ieri, correttamente […]” e ha valutato “il suo atteggiamento incomprensibile ed ingiustificabile [….]”. L’ex allenatore viola nel suo percorso ha sempre mostrato rispetto, umiltà e orgoglio in ciò che faceva. Ha portato leggerezza e risultati in un periodo non facile, come quello che si è verificato dopo il 4 marzo dell’anno scorso dove tutti sappiamo cosa è successo.

Da quello che è emerso e se si vogliono tirare un po’ le somme, il mister emiliano di certo sembrerebbe la parte che più ha pagato soprattutto dal punto di vista umano; Per due ragioni fondamentali: ha subito la perdita di fiducia della società e anche i modi bruschi (e forse è proprio la seconda ragione che gli ha fatto propendere per le dimissioni, ndr). La società, invece, come sempre avviene, sostanzialmente ne sembra uscirne da vincitrice perchè ha sempre l’ultima parola, ma dal punto di vista comportamentale e umano la stessa sembra aver perso tantissimo perchè è inammissibile un atteggiamento del genere nei confronti del proprio mister. Maggiormente se il tecnico è legato al club da quasi due anni, durante i quali c’è stato un salto di qualità, valorizzando tanti giocatori; basti pensare a Chiesa, Veretout, Milenkovic.

Ecco, alla fine Pioli si ritrova senza panchina e senza quei ragazzi dei quali si è affezionato giorno dopo giorno. Verrà ricordato nel tempo come l’allenatore costretto dalla dirigenza ad andare via, per il solo fatto di non aver vinto una partita per due mesi. √à vero si, i risultati non sono stati all’altezza ma i quasi due anni di Pioli avrebbero meritato maggior fiducia. Anche dopo 5 pareggi intervallati da 3 sconfitte. Umanamente Stefano Pioli ne esce a petto in fuori. Adesso bisogna continuare, non abbattersi. Un’altra occasione per Stefano arriverà e potrà dimostrare tutto il suo valore, non solo professionale.

Davide Brasiello