FIGC. Revisione NOIF: si stringe l’imbuto per le inadempienti

Con l’ufficializzazione di ieri sera di alcuni degli articoli delle NOIF, si fa dura la vita per le squadre non economicamente idonee a partecipare ai campionati professionisti e non.

Nell’articolo 90, infatti, che regolamenta le sanzioni per le inadempienti ai doveri salariali e contributivi dei propri tesserati si inasprisce l’ammissione al campionato di appartenenza. Infatti è stato aggiunto il comma 6, nel quale si stabilisce quanto segue: “Salvo quanto disposto dall’art. 10 del Codice di Giustizia Sportiva, in caso di mancato pagamento degli emolumenti, delle ritenute Irpef e dei contributi Inps, di cui all’art. 85 relativo anche ad una sola mensilità, la Co.Vi.So.C. dispone la non ammissione della società ad operazioni di tesseramento dei calciatori. Il provvedimento di non ammissione ad operazioni di tesseramento dei calciatori è revocato, su istanza della società, in caso di avvenuto pagamento degli emolumenti, delle ritenute e dei contributi non assolti prima. In caso di urgenza il provvedimento può essere revocato dal Presidente della Co.Vi.So.C.. L’atto del Presidente sarà sottoposto a successiva ratifica da parte della Commissione”.

Una revisione e un’aggiunta arrivata, molto probabilmente, in seguito allo scempio di quest’anno in Serie C, dove tra Matera, Pro Piacenza e altri casi, i calciatori si sono ritrovati a dover scioperare per cercare di ottenere dalle società quanto pattuito. In special modo, la situazione Matera, con una penalizzazione di 31 punti, un esodo senza fine e una lunga scia di giornate di sciopero, oltre che il forfait contro il Catania, ha messo i membri del consiglio direttivo della FIGC ad inasprire i requisiti di ammissione al campionato.

Atto dovuto dopo anni di penalizzazioni e situazioni come Latina, Pisa, Arezzo Melfi che hanno caratterizzato le ultime stagioni della terza serie nazionale e non.

Cristina Mariano