Dov’eravamo un anno fa – Juve Stabia, dal baratro del fallimento alla Serie B

Con i campionati fermi a causa dell’emergenza Coronavirus, quale migliore occasione di questa “pausa forzata” per fare un bilancio? A tal proposito, Sport Campania inaugura la rubrica “Dov’eravamo un anno fa”, che mette a confronto l’andamento attuale delle compagini campane dalla A alla D con quello dello scorso campionato a questo punto della stagione. Tra le tante prelibate squadre che fanno parte di questa particolare rubrica, c’è anche la Juve Stabia di mister Fabio Caserta. Un club che proprio la scorsa stagione si è reso protagonista di una favola calcistica a dir poco commovente.

“Non potrò garantire l’iscrizione della nostra squadra al campionato”. La Juve Stabia si avvicinava così alla nuova stagione. Le parole choc rilasciate in piena estate dall’allora patron delle vespe Francesco Manniello, portarono intorno a tutto l’ambiente gialloblù una gran dose di paura e profonda delusione. Ma quando il futuro del club gialloblù stava per intraprendere risvolti macabri, la Juve Stabia con forza, determinazione e tanto amore, caratteristiche che hanno sempre contraddistinto il popolo della bella Castellammare, riuscì a sbrogliare in maniera anche sorprendente una situazione che stava pian piano assumendo una piega insidiosa chiamata fallimento.

Nonostante le mille difficoltà, le vespe riuscirono a garantirsi l’iscrizione al campionato di Lega Pro 2018/2019 grazie all’ingresso in società di Andrea Langella, tuttora presidente della Juve Stabia. Una svolta storica per i gialloblù che diede vita ad una favola fantastica, una di quelle che spiega in maniera nitida la vera bellezza del calcio. Quella stagione, di fatto, per le vespe fu magica. Dal baratro del fallimento, passando dall’obiettivo salvezza, fino ad arrivare al sogno Serie B. Sono questi i punti che hanno più rappresentato la passata stagione della Juve Stabia. La squadra termale, con alla guida il condottiero indiscusso Fabio Caserta, fu una delle più grandi rivelazioni di Serie C, la regina del campionato del girone C.

Un campionato che la Juve Stabia vinse a mani basse, stando dalla prima all’ultima giornata in vetta della classifica. In 36 gare disputate, le vespe misero a segno la bellezza di 77 punti, frutto di 22 vittorie, 12 pareggi e solo 2 sconfitte (10 punti di distacco dalla seconda). A questi vanno aggiunti i 63 gol siglati e gli appena 18 subiti. Numeri che fregiarono i gialloblù come la squadra con il miglior attacco e la miglior difesa del campionato. Un rendimento fantastico che permise alla Juve Stabia di compiere un’impresa al quanto emozionante, una cavalcata storica che mandò in visibilio l’intero popolo stabiese. Le vespe, dopo mille intemperie, si resero protagonisti tramutando un sogno in pura realtà.

Di questa grande e toccante favola fa parte senza ombra di dubbio anche il ds Ciro Polito. Con il profuso ed eccelso lavoro sul mercato, nonostante un budget non affatto al pari delle altre big della Serie C, il ds attuale dei gialloblù riuscì a mettere su un gruppo fatto prima di uomini che di giocatori. Una squadra che Fabio Caserta con determinazione e tenacia ha amalgamato, trasformandola in una vera e propria macchina da guerra. Un panzer a tinte gialloblù che uscì indenne dalla guerra del girone C con una promozione diretta in Serie B che mancava da cinque anni. “Il fantacalcio l’abbiamo lasciato fare agli altri”. Furono queste le dichiarazioni in conferenza stampa del socio Franco Manniello al termine del successo casalingo contro la Vibonese, vittoria che consegnò alle vespe l’aritmetica promozione in cadettiera con due giornate di anticipo. Una favola che sarà per sempre nel cuore di tutti gli amanti del calcio, ma sopratutto del popolo stabiese. Una storia fantastica che ha una morale ben precisa: nel calcio a volte i soldi non sono sinonimo di vittoria certa. Quando una squadra è capace di trasformarsi in una vera e propria famiglia nessun obbiettivo è precluso. È quello che ha fatto la Juve Stabia. Le vespe hanno sempre usato come punto forza l’essere famiglia ancor prima di una società.

Ma adesso l’obbiettivo è un’altro, le aspettative sono cambiate. La montagna da raggiungere in casa Juve Stabia ora si chiama salvezza. Dopo un avvio di stagione turbolento (5 sconfitte e 1 pareggio), dovuto al cambio di categoria, la Juve Stabia, come da DNA, anche nel campionato di Serie B ha dimostrato e tuttora mostra di saperci stare alla grande. La squadra di Fabio Caserta, al suo ottavo anno a Castellammare diviso tra calciatore e allenatore, ha dato inizio alla svolta il 5 ottobre 2019. Data in cui le vespe portarono a casa il primo successo della stagione, mandando ko al Provinciale il Trapani. Una vecchia conoscenza per i gialloblù, visto che i siciliani erano i principali antagonisti delle vespe nella magica annata della Juve Stabia in Serie C. Da quel match, vinto per giunta in rimonta (1-2), le vespe hanno collezionato ben 35 punti in 22 match.

Un rendimento che ha permesso ai gialloblù di piazzarsi momentaneamente in 13esima posizione, tenendo dietro squadre come Pescara, Ascoli Cremonese e Cosenza. A conferma ancora una volta dell’ottimo operato sul mercato del ds Polito. Non a caso la Juve Stabia è la terzultima nella classifica monte ingaggi con 3 milioni di euro più 1,5 di bonus. L’ultimo acuto della Juve Stabia è arrivato proprio prima che il campionato si fermasse a causa del Coronavirus, ossia, nel silenzio del Romeo Menti contro lo Spezia di Vincenzo Italiano, tecnico che la passata stagione guidava il Trapani. Quella gara, disputata a porte chiuse per l’epidemia che ora incombe in tutta Italia, le vespe la fecero propria con un perentorio 3-1, tornando al successo dopo aver raccolto 1 punto in tre gare. Una vittoria che ha avvicinato ancor di più la Juve Stabia verso la salvezza. Obbiettivo che i ragazzi di Fabio Caserta hanno ben fisso nel mirino e pronto a raggiungere.

 

Nunzio Marrazzo