Dov’eravamo un anno fa: Avellino gioie, dolori e la festa promozione

Con i campionati fermi a causa dell’emergenza Coronavirus, quale migliore occasione di questa “pausa forzata” per fare un bilancio? A tal proposito, Sport Campania inaugura la rubrica “Dov’eravamo un anno fa”, che mette a confronto l’andamento attuale delle compagini campane dalla A alla D con quello dello scorso campionato a questo punto della stagione.

Nella scorsa annata l’Avellino ha vissuto momenti di grande gioia, ma anche di paura. L’esclusione della Serie B, il terrore di perdere il calcio nel capoluogo irpino e alla fine come un lume in mezzo al buio è arrivato Gianandrea De Cesare con la sua cordata e main sponsor Sidigas che ha dato vita alla nuova cordata. Un campionato partito nel migliore dei modi, con un filotto di vittorie che hanno assicurato il primo posto. Non è tutto oro quel che luccica ed infatti in poco tempo l’Avellino perde punti e posizioni. Il girone G di Serie D non è certamente un gruppo di avversarie facili da affrontare, nonostante le credenza che non sia così. Eppure l’Avellino ha faticato, tant’è che da Archimede Graziani è passato all’ex avellinese Giovanni Bucaro con cui ha recuperato la propria posizione nei play-off e nei primi tre.

La corsa è stata una vera e propria battaglia tra Lanusei, Trastevere e Sassaru Latte Dolce, seppur con l’andar del tempo, la formazione biancoverde ha visto sempre meno dirette avversarie. Solo il Lanusei ha mantenuto fino alla fine. Alla 27esima giornata, però, i lupi di Giovanni Bucaro erano molto lontani dalla vetta e tutti si aspettavano i tifosi, tranne un finale al cardiopalma. Ci sono state polemiche, contestazioni sconforto e tanto altro. Tra il Lanusei, capolista, e il quarto posto, quello occupato dagli irpini, c’erano ben 13 punti. Un margine che sembrava incolmabile, anche perchè, si sa, tanti punti nel calcio, da rincorrere, sono tantissimi, forse troppi. Punti che si sono trascinati tali e quali anche alla trentesima, mentre l’Avellino aveva conquistato una posizione in più, due se si considera la coabitazione tra irpini e Trastevere al secondo posto.

Eppure alla fin l’Avellino ce l’ha fatta, ha recuperato, ha conquistato la vetta, è arrivata allo spareggio contro i sardi, l’ha vinto e si è preso di forza il titolo di campionate di Serie D nella poule scudetto. Tutto sembrava risolto, ma il peggio doveva ancora arrivare.

Un’altra estate tormentato, rischio iscrizione, i debiti, la cordata che lascia, la seconda che non trova pace e alla fine l’arrivo di Angelo Antonio D’Agostino attuale nuovo patron e presidente del club biancoverde. Un’altra storia da scrivere che passa dalla salvezza. Attualmente sono 40 i punti dell’Avellino, in zona play-off. Eziolino Capuano ha tra le mani il destino dei suoi. Attualmente a distanziare l’Avellino che era da quello che è, ci sono 19 punti. Evaporate le speranze di promozione diretta, però, adesso è tempo di archiviare il primo obiettivo, la salvezza, appunto, cercando di lasciare aperto lo spiraglio dei play-off.

Tutto ciò, però, solo se i campionati riprenderanno al termine dell’emergenza Coronavirus.