Designazione Fourneau, quando l’acchiappa click si traveste da giornalista

Nella giornata di ieri si è assistito all’ennesimo caso di giornalismo da bar, quello che serve meramente a procacciare click per aumentare le visite del sito, insomma, giornalismo 2.0 che non ha niente a che vedere con la vera e pura informazione. Il caso tirato in ballo dalle “brillanti” penne è quello del signor Francesco Fourneau, direttore di gara della sezione di Roma 1. Il fischietto romano che ha diretto egregiamente la partita disputata allo stadio “Ezio Scida” tra Crotone e Juventus. Fin qui niente di nuovo sotto questo cielo, ma poi arrivano le designazioni del turno infrasettimanale di serie B, che si giocherà quest’oggi. Il signor Fourneu viene designato come quarto uomo nel derby Reggina-Cosenza, che si giocherà stasera alle 21:00 allo stadio “Oreste Granillo” di Reggio Calabria. Qui apriti cielo, che così cascano gli asini. Scoperta l’incresciosa notizia è partita la gara del “j’accuse” alla Juventus rea di averci messo lo zampino, ovviamente senza una benchè minima prova di quanto asserito, in tale designazione. Subito si è urlato al “declassamento”, senza avere la benchè minima conoscenza di ciò che si stava trattando.

Insomma, ci sono tutti gli elementi per mettere su una trama di un film, di quelli di serie Z. Tutto perfetto, o quasi, peccato che il direttore di gara in questione ha arbitrato appena 7 partite in serie A negli ultimi tre anni (da  quando ha esordito in massima serie, ndr) in cui ha diretto ben 52 gare. Fourneau fa parte del CAN A e del CAN B e in questo turno infrasettimanale risulterà l’unico arbitro dell’ultima giornata designato per una gara. Trattasi di normale turnazione, alla faccia del declassamento.

In pratica, il giornalismo spicciolo, quello da quattro soldi, continua a scorrazzare in modo incontrollato sulla rete, creando disinformazione e generando, volutamente, ulteriore odio.

Infine, vogliamo precisare che il nostro intento non è volto in difesa di qualcuno, ma semplicemente di dare l’informazione vera e onesta, nel limite delle nostre capacità, opponendoci fermamente a quel tipo di giornalismo che offende la nostra professione.