Ciao Diego! Un D10S che non era un santo

“Ciao Diego” parole amare, parole che nessuno avrebbe mai voluto pronunciare. L’uomo se ne va, la leggenda no. E’ vero. Ma che sapore avrà il calcio senza la luce principale che lo ha illuminato fino allo scorso 25 novembre? Si è spenta la luce. Si è fermato il respiro, ma non cessa l’amore. Non può. Non è umanamente possibile farlo per tutti coloro che hanno vissuto l’epoca d’oro del Napoli, ma anche semplicemente per chi il pallone lo considera un compagno di vita.

“Ciao Diego” – una frase insopportabile, che stride con l’immensità di un calciatore che, però, ha ricordato a tutti di essere pur sempre un uomo. Un uomo fragile, un uomo generoso, un uomo impegnato. Con tanti pregi, ma anche tanti difetti. Ed è proprio in questi ultimi che molti si rifugiano per sminuire l’importanza della sua figura, cercando di nascondere l’immensità di un dolore insopportabile, non di Napoli, non dell’Italia, ma neanche dell’Argentina. Del mondo intero.

“Ciao Diego” – a ci sarebbe da aggiungere: “Perdonali Diego”, perchè sanno quello che fanno e cercano di oscurare l’imponenza di un simbolo, nella fragilità di un uomo. Un uomo che ha ricevuto acclami, applausi, baci, abbracci, lacrime. Il mondo piange, il pallone piange, nella sua inanimata essenza, che solo tu potevi cambiare. Solo con te, quel pallone aveva vita quando lo calciavi, quando lo accarezzavi. Eppure gli è stato nemico quando è passato al di là della linea laterale. Aveva il carisma, ma il cuore non fa la tattica. In questo è mancato. Ma nonostante tutto, vedere El Pibe sul manto erboso aveva sempre il sapore dolce dei sogni.

“Ciao Diego” – c’è stato chi ha potuto guardarti in quell’ultima tournée alla guida del Gimnasia. Una nazione accanto tra applausi ed emozioni, striscioni e cori. “Me batte il Corazòn”, ma “El corazón se rompió” in quel pomeriggio di appena due giorni fa.

“Ciao Diego” – Un D10S che non era un santo, ma in campo ha fatto miracoli e facendo esultare intere generazioni. Regalando gioie ed emozioni. Magari cerchiamo di non pensare alla sfera privata, che tale dovrebbe restare, senza cacciarla fuori per vomitare odio su di una persona che oggi non c’è più e che non è accusabile di apologia di reato.

“Ciao Diego” – Ieri Napoli e Argentina hanno manifestato tutto il loro amore nei tuoi confronti. Un amore che non finirà mai, perchè adesso sei parte di loro, parte di noi.

Ciao Diego.