Casoria. La società viola risponde alle dichiarazioni di Sperandeo

Apprendiamo con stupore e rammarico le dichiarazioni rese a mezzo Facebook da Fabio Sperandeo e, ritenendole lesive dell’immagine della nostra Società, ci vediamo costretti a precisare quanto segue, al fine di far emergere la verità dei fatti e tutelare la reputazione del Casoria Calcio, Società che è nota per la sua serietà nel mantenimento degli impegni.
1) A Fabio Sperandeo sono state corrisposte, in maniera integrale e con estrema puntualità, tutte le spettanze dovute, a norma di contratto, fino al 30 novembre 2017. Se avesse voluto, il Casoria Calcio avrebbe potuto esercitare il recesso del contratto già da ottobre, attivando la clausola prevista dall’art. 5 dell’accordo sottoscritto a inizio stagione dal calciatore. Ovviamente un’ipotesi del genere non è stata nemmeno presa in considerazione! Non è facile per nessuna Società di calcio dilettantistico corrispondere, per due mesi, un vero e proprio stipendio, pur non potendo contare sulle prestazioni del calciatore. Ma il Casoria Calcio – giustamente – lo ha fatto! Oggi però fa male verificare che tanta correttezza non sia stata apprezzata.
2) A chi sostiene che le ragioni economiche hanno prevalso su quelle umane, il Casoria Calcio risponde che il contratto di Sperandeo è stato il più oneroso che abbia mai sottoscritto in questi quattro anni. Per onorare certi impegni, la Società deve fare sacrifici indicibili, che non tutti riescono a comprendere. Sarà pure poco elegante, ma a questo punto – per intenderci – siamo costretti a sottolineare che ogni singola partita disputata da Sperandeo è costata al Casoria Calcio, in media, oltre mille euro.
3) Come tutti sanno, la data del 30 novembre, nel calcio dilettantistico, è uno spartiacque in cui si fanno valutazioni tecniche per rafforzare le squadre. Non è vero che il Casoria Calcio intendeva svincolare Sperandeo, ma aveva proposto al calciatore di restare in rosa, senza risolvere il contratto, ma solo sospendendone gli effetti economici fino al momento del suo recupero, riattivandoli per intero al suo ritorno in campo. A conti fatti, si sarebbe trattato di un venirsi incontro: per due mesi Sperandeo era stato pagato pur non potendo giocare, per un altro paio di mesi sarebbe stato il calciatore a mostrare la propria disponibilità alla Società. Non ci sembrava una proposta indecente. Davanti a questa soluzione, uno che dichiara di essere il primo tifoso del Casoria non avrebbe rifiutato. Invece Sperandeo ha chiesto di essere svincolato, senza neppure considerare che la Società avrebbe dovuto compiere un ulteriore sacrificio economico per acquistare un altro attaccante. Ma forse era tutto già deciso. Basta leggere il commento di un dirigente del Giugliano che, rispondendo al suo post, scrive: ti aspettiamo, come da accordi presi.
4) Per quanto riguarda l’intervento al ginocchio e le terapie post-operatorie, è doveroso sottolineare che il Casoria Calcio si è immediatamente attivato, dopo l’infortunio, per mettere a disposizione del calciatore il proprio ortopedico di fiducia, il proprio centro medico convenzionato e la propria struttura riabilitativa, accollandosi ogni spesa! Ma il calciatore ha preferito rivolgersi ad altri specialisti. Nonostante ciò, la Società ha curato, attraverso il DG Carlo Cristarelli, tutti gli adempimenti burocratici per consentire al calciatore di ottenere la completa copertura assicurativa (AIC) dei costi sostenuti per l’intervento e la riabilitazione.
Comunque sia, da questa vicenda emerge un profondo senso di amarezza. Le strade possono anche dividersi, ma non è corretto far circolare voci denigratorie della reputazione di chi, senza alcun interesse, si prodiga, ogni giorno, per restituire a Casoria e ai Casoriani una passione che era rimasta seppellita per oltre un ventennio. QUESTO SIGNIFICA AMARE LA PROPRIA CITT√Ä E LA MAGLIA VIOLA‚Ķ Ma forse è arrivato il momento di chiedersi se tutti questi sacrifici hanno un senso‚Ķ
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