Calcio. Serie C2 o Serie B a due gironi: il grande dilemma della FIGC

Il calcio è vicino ad una riforma. Se non in questa stagione, ma sicuramente nelle prossime. I sentori ci sono e sono diversi. Sul banco diverse ipotesi. Due in realtà, sulle quali, però, c’è ancora un grande punto interrogativo. Da un lato c’è l’ormai celebre proposta del numero uno del Potenza, Caiata, in cui si parla di una Serie B a due gironi, una Serie C a 60, ma semiprofessionistica.

L’altra che, invece, proviene da altre menti sarebbe quella che vorrebbe un ritorno della Serie C2, la riduzione del professionismo da 100 a 60 squadre, con una Serie C a girone unico. A seguire ci sarebbe quella che, nella proposta di Carlo Tavecchio degli anni scorsi, prendeva il nome di Serie D Élite, cuscinetto tra dilettanti e professionisti composta da 40 squadre. Semiprofessionista con ogni probabilità.

A confermare che qualcosa possa bollire in pentola c’è la decisione delle quattro retrocessioni dalla Serie D, ufficializzate nella giornata di ieri dopo il consiglio federale LND. Un verdetto che non ha lasciato indifferenti club che tutto si aspettavano, tranne che ritrovarsi coattamente in Eccellenza. Tra queste ci sono Nardò e Grumentum, quelle che maggiormente hanno protestato per la decisione della federazione, causa una tripletta di squadre a pari punti. A loro, infatti, si dovrebbe aggiungere la Nocerina, salva solo per aver il miglior rendimento negli scontri diretti. Non solo. il Ladispoli ha già annunciato di ricorrere in appello, mentre in casa Crema e Verbania l’incredulità è tanta. Insomma si pronostica un’estate calda, ma prende piede anche una piacevole supposizione, cioè quella che prevedrebbe dei ripescaggi. Questi ultimi con ogni probabilità coinvolgerebbe proprio le 36 retrocesse ritrovandosi queste in una graduatoria a loro favorevole per la riammissione.

Ancora niente di sicuro, soprattutto niente di deciso. Il condizionale quindi è d’obbligo. Eppure qualcosa nell’aria si percepisce. Solo nei prossimi consigli FIGC, però si riuscirà a capire quale sarà il destino del calcio professionistico e in particolare se c’è lo spazio per una riforma di cui si dovranno stabilire i criteri con cui saranno scelte le squadre per il salto o il degrado, a seconda dell’ipotesi scelta, di categoria sarà adottato.

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