Calcio e diritti TV. I club di D si mobilitano: “Dateci le dirette”

Con il nuovo DPCM si a emendare anche il precedente provvedimento che prevedeva la possibilità di ospitare eventi sportivi aperti al pubblico per un massimo del 15% della capienza totale, per un numero, comunque, non superiore ai mille spettatori. Tornano, ora, a chiudersi le porte degli stadi e quella piccola boccata di aria fresca per i club che sentono la pressione della crisi economica conseguente al Covid-19, è andata via.

Una boccata di aria fresca che seppur minima stava rimpinguando le casse sociali, ma soprattutto regalava un’apparenza di normalità che ormai sembra sparita da febbraio scorso. La chiusura degli stadi ha portato, però, ad una nuova iniziativa da parte dei club, quelli di Serie D, che comunque continueranno a giocare.

Nelle scorse settimane, infatti, la LND aveva concesso ai club militanti delle categorie regionali di trasmettere in chiaro le proprie partite. Una decisione che non aveva compreso anche la Serie D, causa gli accordi economici scaturiti dalla cessione dei diritti televisivi alle emittenti locali o nazionali, come SportItalia. Con l’apertura subito successiva la questione andò a cadere, ma con il nuovo “lockdown” degli eventi sportivi il tema torna attuale. Per questo motivo i dirigenti delle squadre del campionato interregionale hanno chiesto alla LND un’apertura nella concessione delle dirette in chiaro della partite della propria squadra.

Un argomento spinoso al quale la lega di Cosimo Sibilia dovrò trovare un bandolo. Da un lato gli accordi, dall’altra la mera crisi economica dei club e la necessità di avere un appoggio, almeno virtuale, dalle proprie tifoserie. Intanto, però, la LND non ha chiuso seccamente la porta in faccia, piuttosto sembrerebbe che la questione sia sul tavolo delle discussioni, in cerca di una soluzione che da un lato non leda gli accordi esistenti, dall’altro che accontenti i club.